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TCDSB: stop a programmi e procedure, sì ai pettegolezzi

TCDSB: stop a programmi e procedure, sì ai pettegolezzi

TCDSB: stop a programmi e procedure, sì ai pettegolezzi

TORONTO – La vita viene spesso definita come “l’arte del compromesso”. Ma c’è una linea sottile tra il compromesso e l’ipocrisia. Il primo prevede il “versare un po’ d’acqua nel nostro vino” per renderlo “bevibile per tutti i gusti”. La seconda riguarda invece la commercializzazione di una bevanda zuccherata e di colore artificiale per venderla poi come “vino pregiato”. “Alcuni amministratori del Provveditorato agli Studi delle Scuole Cattoliche di Toronto (TCDSB) o non sono all’altezza di conoscere la differenza o sono veramente confusi sul prodotto che dovrebbero tentare di produrre. Sembrano incapaci di tenere d’occhio la palla, per così dire.

Quella “palla” rappresenta la consegna di un sistema educativo costituzionalmente autorizzato e fondato sui principi e valori di un’etica cattolica. C’è un altro sistema finanziato dal pubblico disponibile per coloro i quali non sottoscrivano lo stesso costrutto di valore. Una terza alternativa, finanziata privatamente è disponibile per coloro che preferiscono un altro ambiente. C’è scelta.

In tutti e tre gli scenari, il governo provinciale stabilisce il programma (il curriculum) e gli standard di valutazione richiesti. I consigli di amministrazione dei distretti locali possono aggiungere a tale programma e dedicare risorse per migliorare gli standard di prestazione.

Il modo in cui lo fanno presumibilmente avviene dopo aver studiato informazioni, discusso le relazioni e aver preso poi delle decisioni. Codici di condotta, derivati dall’autorità conferita dalla legge sull’istruzione, tentano di “guidare il processo all’obiettivo”. Nel TCDSB, tale Codice di Condotta si applica all’interazione tra i Trustee (gli Amministratori) e alle “petizioni”/ denunce registrate dal pubblico nei confronti dei Trustee.

Quanto grave potrebbe essere un problema che provocano le trasgressioni contro il Codice di Condotta da parte dei trustee è stato aperto al pubblico nella riunione virtuale del Consiglio tenutasi giovedì. E’ stata una maratona che si è spostata dalle sessioni private a quelle aperte al pubblico, avanti e indietro, sino a raggiungere le 2:30 di venerdì mattina.

Se il lettore permetterà questa breve digressione, ci troviamo nel bel mezzo di una pandemia che ha chiuso le scuole da marzo – e per il prossimo futuro – senza piani annunciati relativi ai preparativi per la riapertura (come nell’adattamento al distanziamento sociale in un ambiente chiuso e/o disinfettando quell’ambiente); poca preparazione – se non nulla – indicata per l’apprendimento a distanza, sia per gli insegnanti che per gli studenti, e così via.

Il tema principale è stata la discussione generata dal parere legale – lungo sei pagine – contrassegnato come PRIVATO e CONFIDENZIALE, sul “Trustee Code of Conduct”. Un documento disponibile al pubblico. Il Consiglio aveva speso fondi dedicati all’assunzione di un investigatore col solo scopo di indagare le denunce fatte da parte del pubblico contro alcuni trustee e ha investito nell’assunzione, ad interim, di un Commissario per l’Integrità semplicemente per affrontare il problema. Al sottoscritto era evidente che non tutti i Trustee avessero letto il documento prima della riunione.

Il direttore, Rory McGuckin – che presto lascerà l’incarico – nel rispondere a una domanda di un fiduciario scolastico ha detto che c’era molta confusione su come e chi possa presentare una denuncia. Ancora più preoccupante, il parere giuridico è stato progettato per affrontare la questione della “equità procedurale” nell’a†rontare tali reclami. Il parere giuridico è pieno di riferimenti come “vulnerabile alla contestazione in tribunale tramite revisione giudiziaria”.

L’avvocato/autore è un legale esterno al consiglio ed è considerato dai Trustee come esperto in casi relativi potenzialmente passibili di querela. A giudicare dal contenuto del suo parere scritto, non ha paura di ricordare ai fiduciari i loro doveri e obblighi: o cambiare il Codice (e rischiare le conseguenze a danno della propria reputazione) o fare il loro dovere e adempiere ai loro obblighi ai sensi della legge sull’istruzione ed ai relativi regolamenti.

La scelta sembra chiara.

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