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Seppellire un Patrimonio di Nutrimento e di Cura – Addio, Villa Charities

Seppellire un Patrimonio di Nutrimento e di Cura – Addio, Villa Charities

Seppellire un Patrimonio di Nutrimento e di Cura – Addio, Villa Charities

Cinquanta morti in due delle sue case di cura a lunga degenza (LTC), con 551 letti dispobili, a Villa Colombo (Toronto e Vaughan), ed almeno un altro a Caboto Terrace, una delle sue residenze per Anziani. Il governo dell’Ontario non poteva più tollerare una tale incompetenza. Venerdì, 17 luglio, ha tolto a Villa Charities la licenza di gestire la casa LTC a Toronto (29 morti a causa del Covid-19)  e ha affidato la gestione dei locali all’Humber River Hospital.

È una fine ignominiosa del sogno che era iniziato con una visione genuinamente comunitaria per stabilire un Centro che doveva essere espressione della vita intergenerazionale, il cui epicentro sarebbe stato Villa Colombo (nella foto), una “piazza” nella quale generare cultura, idee, “reti” e “valori di cura”. Ma era il 1974.

Con tutti i suoi difetti, durante i suoi primi 25 anni Villa Charities faceva da modello per molte altre comunità, tra cui quella cinese. Ad esempio, la Yee Hong LTC di questa ultima possiede e gestisce quattro (4) case con 705 posti letto: secondo il Ministero della Sanita’, al 17 luglio, hanno registrato zero morti.

Le due culture condividono un rispetto e una deferenza per gli anziani che hanno motivato i “fondatori” a creare organizzazioni in modo da mobilitare risorse sia pubbliche che private per obiettivi collettivi – altruistici – all’interno dei quali si potevano realizzare anche interessi personali. Sono emerse entità senza scopo di lucro con designazione “caritatevole” (com la possibilità di usufruire di sconti fiscali sulle donazioni ricevute), consentendo loro di accumulare considerevoli risorse fornendo al contempo un servizio.

Ieri, l’LTC di Villa Charities è diventata una delle sole undici entità, dalle 654 LTC nell’Ontario, ad essere spogliata della sua licenza operativa. Nella conferenza stampa quotidiana del governo, il Ministro per la Cura a Lunga Degenza ha accennato all’incapacità  (o riluttanza) dell’organizzazione di attuare misure correttive volte a porre rimedio a un ambiente letale, nonostante i ripetuti consigli e avvertimenti cje le erano stati inviasti dall’Agenzia di Sanita’ Pubblica e dal Ministero.

“È un giorno imbarazzante e triste per la nostra comunità”, ha detto un ex pilastro della comunità stessa. “È un giorno buio per tutto il lavoro che avevamo fatto”, ha detto un altro, aggiungendo che “il consiglio amministrativo avrebbe dovuto immediatamente licenziare il personale e poi dimettersi”. “Qualcuno deve assumersi la responsabilità”, ha aggiunto un altro, “hanno tradito la visione che doveva caratterizzare la nostra comunità; adesso sono tutti come Lady Mac Beth”.

I fatti indicano un’organizzazione i cui ultimi cinque anni sono stati segnati da tumulti di governance che si è spostata dallo status di ente di beneficenza pubblico a quello privata. Partner associati come Mens Sana e Community Living si sono trovati in mezzo a dispute legali che coinvolgevano quasi 100 milioni di dollari. Il Columbus Centre Day Care è stato commissariato e la sua licenza sospesa temporaneamente (i conseguenti licenziamenti di personale sono ancora oggetto di contenzioso dinanzi ai tribunali) in mezzo alle accuse di pratiche fraudolente e all’impiego di personale “non qualificato”.

Ironia della sorte. L’attuale CEO, Anthony Di Caita, è l’ex vice presidente delle finanze dell’Humber River Hospital. Lascio’ la carica quattro anni e mezzo fa, quando quell’ospedale era nel bel mezzo della sua riorganizzazione interna. Nessuno può indicare che sia stata effettuata una ricerca per verificare la sue bona fides per il lavoro a Villa Charities. Abbiamo chiamato il signor Di Caita per un commento venerdì, senza ottenere risposta.

Villa Charities aveva commissionato a Universal Care ed Extendicare la gestione delle due LTC. La decisione del governo riflette l’indignazione del pubblico nei confronti dei direttori e del personale di Villa Charities. Entrambi si saranno preparati con avvocati per le inevitabili dichiarazioni di reclamo che sostengono la violazione della fiducia e del dovere di cura.

Ci sono, purtroppo, cinquanta morti inutili, o prematuri, derivanti dalle loro decisioni. Il Corriere esprime sincere condoglianze alle famiglie delle vittime.

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