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Sconcertante stato delle politiche dell’istruzione

Sconcertante stato delle politiche dell’istruzione

Sconcertante stato delle politiche dell’istruzione

TORONTO – Il ministro Lecce ha di fronte una bella sfida. Ha fatto colpo nelle pubbliche relazioni mercoledì scorso anticipando la sua squadra che lavora ai negoziati orendo un ramoscello d’ulivo ai sindacati degli insegnanti e a quelli cattolici (OECTA) in maniera particolare.

La logica suggerisce che gli insegnanti avrebbero replicato e rinviato gli “scioperi programmati” fino a quando la sua oerta non fosse stata “messa sul tavolo” come segno di buona fede. Invece, hanno continuato come se niente fosse per dimostrare il loro punto.

Ciò che questo punto fosse non è chiaro. Basta dire che anche i suoi detrattori sono ora pronti a dargli un po’ di spazio. L’OECTA si è effettivamente associato al Provveditorato per le scuole cattoliche di Toronto (TCDSB) come elemento controproducente per il mantenimento di un sistema scolastico vivace, basato sulla fede, orientato alla vocazione e con mandato costituzionale.

Forse l’OECTA avrà qualche ragione pedagogica su cui basare le sue posizioni per quanto riguarda i numeri di allievi per classe e l’allocazione delle risorse, ma il TCDSB non può indicarli per giustificare i loro problemi riguardo la spesa per l’alloggio degli studenti (piani di ricollocazione) o il problema del codice di comportamento. Come organizzazione, è l’epitome della disfunzionalità.

Invitiamo coloro che possono sopportare la noia a leggere alcune “gemme” negli ordini del giorno formulati per le riunioni del consiglio. Per coloro che sono interessati, le Agende aiutano a far capire come questo Consiglio – un’organizzazione chiaramente disfunzionale – abbia bisogno di “supervisione adulta”.

Il ministro Lecce potrebbe cogliere l’opportunità di presentarsi come il “cavaliere con l’armatura splendente che ammazza il drago” e mettere il Consiglio sotto commissariamento del Ministero.

Il consiglio dei fiduciari scolastici presso il TCDSB non ha alcuna funzione educativa manifesta. Non certifica gli insegnanti; non sviluppa curriculum; non stabilisce gli standard rispetto ai quali misurare il rendimento o il comportamento degli studenti; non negozia con i sindacati degli insegnanti per quanto riguarda le aspettative, il merito o l’anzianità dei docenti sul lavoro.

Non sanno nemmeno mettersi d’accordo su come dovrebbero comportarsi a porte chiuse. L’Agenda delinea i punti di discussione (giovedì prossimo) che include una relazione su come dovrebbero comportarsi i Trustee e il processo che dovrebbero seguire in caso di reclamo contro uno dei loro colleghi. È pieno di “parole ambigue” progettate per dare agli individui una via di fuga.

Meno male che non ci sono problemi seri come il Covid-19. È una perdita di tempo. L’ex presidente, subito dopo essere stata sostituita dai suoi colleghi, è stata intervistata da un giornale locale di lingua inglese, in cui si è dichiarata libera da ogni vincolo… alla faccia dei suoi colleghi.

Ha quasi singolarmente orchestrato una sovversione della “cattolicità” nel codice di condotta studentesco, sostenendo il primato di un codice secolare dei diritti umani sull’etica cattolica che presumibilmente governa il sistema. Gli atti di bullismo nel sistema scolastico sono ai massimi storici. Nel suo caso, minacce di querela tramite lettera tipo “cessare e desistere” ai cittadini che si lamentano stanno diventando la norma. Anche il Corriere è nel suo mirino.

Osservando come svolge i suoi doveri nelle riunioni del consiglio di amministrazione, si viene colpiti dall’apparente mancanza di fiducia che i capi Amministratori dimostrano riguardo al suo giudizio senonché al suo impegno.

Rifiuta di riconoscere i propri errori, frustrando infine l’avvocato del Consiglio al punto da andar via infuriata dalla riunione pubblica. La ex (felice) presidente aveva insistito sul fatto di non aver ricevuto o non aver visto il preannuncio del rapporto raccomandando che gli studenti del liceo Loretto Abbey venissero ricollocati fino a quando un caso “critico” e “urgente” non avesse provocato la ristrutturazione della scuola.

Tali cambiamenti riguardano la presenza nella scuola di amianto (cancerogeno) e la muffa. Purtroppo, è riuscita a ottenere il consenso per effettuare consultazioni post-factum costose e disperate in termini di tempo in modo da poter “salvare la faccia” e invertire la sua raccomandazione. Il resto del mondo è unito nella strategia del “contenimento” come unico mezzo efficace per proteggersi da patogeni letali, tipo Covid-19.

Allo stesso tempo, una decisione fortemente negativa da parte della comunità di Regina Mundi e Dante Alighieri per la demolizione ed il trasferimento viene nuovamente “rivisitata”, come si legge in una lettera da lei inviata alla comunità: “Vorremmo informarvi che, nonostante le continue consultazioni con la comunità, non prevediamo alcun ritardo nella costruzione e riqualificazione di Regina Mundi.” Perché? Qual è lo scopo di coinvolgere il pubblico se la decisione e stata già presa? Adesso a lei, ministro Lecce.

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