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Quando è troppo, è troppo! Ministro Lecce: smettila

Quando è troppo, è troppo! Ministro Lecce: smettila

Quando è troppo, è troppo! Ministro Lecce: smettila

Le molestie pubbliche, la diffamazione e la flagellazione del carattere e dell’immagine pubblico del fiduciario(trustee) Michael Del Grande sono uno spettacolo patetico che si svolge davanti ai nostri occhi.

La malizia e la cattiveria che filtrano dall’orchestrazione, a cui abbiamo assistito, da parte dei suoi colleghi, dalla brigata LGBTQ2+, dall’ex premier, dalla stampa/media “progressista” e ora dal ministro deve sicuramente servire come merce per avviare diverse cause civili. Del Grande dovrebbe subito consultarsi con esperti legali.

Lo sbarramento di veleno su di lui – soprattutto in questa ultima settimana, quando una frenesia alimentare da parte di media e stampa sempre pronti ad esprimersi negativamente sulla cultura cattolica –è quasi doloso. Chi tace, acconsente.  Dal punto di vista umano e individuale, è vergognoso e imbarazzante. E va contro ogni principio di tolleranza e accettazione che gli aggressori rivendicano per loro stessi.

Cosa motiva questa “gente” oltre all’interesse personale sfrenato, all’intolleranza o al semplice odio? Non sembra certo essere il rispetto di un giusto processo, dei principi democratici, dei diritti costituzionali o addirittura di alcun riguardo per il dovere costituzionale alla base dell’esistenza di un’organizzazione democraticamente eletta e autonoma come un consiglio scolastico cattolico.

Tali comitati in Ontario sono costituzionalmente obbligati a fornire un ambiente che promuova e tuteli la dottrina cattolica e i valori cattolici. Solo la Chiesa può definirli, non il Codice dei Diritti Umani, sicuramente non i Trustee (fiduciari), i funzionari scolastici e certamente non un deputato eletto alla Legislatura o nominato al Governo, tutti privi di qualsiasi credenziali religiosi che potrebbero autorizzarli a pronunciarsi con legittimità.

Infatti, trustees come de Domenico, Rizzo, Di Pasquale, Li Preti si squalificano– in legge – quando osano interpretare quella dottrina o valori per le loro ambizioni da arrivisti. E se i Codici dei Diritti Umani entrassero in conflitto con la cattolicità dei consigli scolastici garantiti costituzionalmente, prevale la Costituzione.

In poche parole, Lecce avrebbe superato la sua autorità legale e la sua giurisdizione nel chiedere al TCDSB di rilasciare un parere confidenziale e giuridico sul quale il Consiglio aveva preso una decisione. Egli può avere una preferenza speciale per gli elementi radicali del LGBTQ2, ma la decisione non fa parte degli affari suoi.

Lo stesso riguardo vocaboli (“per motivi di trasparenza”) utilizzati per buttar fumo negli occhi. I trustee del Consiglio che hanno votato in contrasto con la decisione maggioritaria avrebbero potuto far ricorso al riesame giuridico. Non hanno scelto questa opzione.

Se mai ci fosse stato alcun merito nelle accuse di “omofobia” nella dichiarazione pubblicamente fatta, nel corso di un dibattito, da parte di Del Grande, la polizia sarebbe stata costretta doverosamente a deporre le accuse – non ce n’erano, e non lo hanno fatto. Sospetto che la relazione confidenziale, depositata dopo aver sostenuto spese ingenti, sia giunta alla stessa conclusione.

Renderla pubblica servirebbe allo scopo esclusivo di riaprire il dibattito e sottoporre al signor Del Grande e alla sua famiglia ad una seconda fase di diffamazione, denigrazione e calunnie. Il nostro consulente legale sostiene che ciò comporterebbe “duplice penalizzazione”. E quindi illegale.

Individui come Kyle Iannuzzi, Paolo De Buono, l’Ontario College of Teachers, i Trustees, burocrati alti locati, il Consiglio stesso  il Ministro Lecce sarebbero esposti a gravi contenziosi.

Se ci sono ancora trustee al TCDSB con coraggio e determinazione e fedeltà al loro mandato, si lavino le mani della mozione proposta da De Domenico per la riapertura del caso, la sconfiggano (o, per lo meno, la rimandino a data da definire nel 2021, quando l’iperbole e l’isteria si saranno placate).

Nel frattempo, dovrebbero licenziare il loro insegnante, De Buono, per totale insubordinazione insita nei suoi tweet quotidiani contro il Consiglio e la dottrina alla base della sua esistenza.

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