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Pettegolezzi e vendette al posto di politiche per l’istruzione

Pettegolezzi e vendette al posto di politiche per l’istruzione

Pettegolezzi e vendette al posto di politiche per l’istruzione

TORONTO – Siamo d’accordo col Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul fatto che nessun progetto di ripresa economica in un ambiente post Covid-19 possa avere successo sino a quando e se riusciremo a creare un piano di lavoro adatto ad un normale ritorno a scuola per i nostri figli. Il suo governo ha un ruolo serio da svolgere nell’istruzione. La sua prospettiva è nazionale. Si sta rivelando difficile per lui, purtroppo.

Qui in Canada, abbiamo un approccio molto più localizzato nell’amministrazione degli obiettivi educativi. Questo modello non sembra servire molto bene i nostri interessi, in questo momento.

Se avete seguito i mutevoli piani per l’istruzione allestiti dal Toronto District School Board (TDSB) e non siete rimasti confusi o frustrati, allora dovreste fare domanda per la carica di Direttore – considerato che il posto non è stato ancora occupato, per motivi che solo i Trustee possono spiegare.

La medesima posizione nella sua controparte cattolica, il TCDSB, viene invece ricoperta da un ex sovrintendente al TDSB. Dopo otto mesi di pianificazione (?) e dopo aver tergiversato sulle date di inizio, scuola virtuale contro classi in-presenza, la capacità di passare da un modalità all’altra, la supervisione, il contenuto dei programmi e dei concorsi, cambiando il personale amministrativo nel bel mezzo della crisi sanitaria, o il dibattito su quanti studenti dovrebbero essere ammessi in che tipo di ambiente fisico o virtuale, il TCDSB ha già temporaneamente chiuso una scuola e sta resistendo alle pressioni per chiuderne almeno un’altra.

Alla seduta del Consiglio amministrativo del TCDSB di giovedì scorso, secondo una delegazione sindacale, 55 delle scuole elementari nel TCDSB hanno registrato casi di Covid-19 tra studenti e/o insegnanti. Il sindacato ha proposto la chiusura temporanea di tutte le scuole allo scopo di limitare il contagio, indicando l’unica strategia efficace sino ad ora accettata generalmente: tamponare, tracciare, isolare.

La voce del presidente del sindacato sembrava simile a quella del lamento di San Giovanni nel deserto. Il direttore ed il Trustee Rizzo avevano ritenuto più importante sprecare del tempo con una delegazione dell’ultimo minuto voluta da parte di un attivista radicale del “movimento” LGBTQ2. Egli ha professato indignazione e offesa per il fatto che il Consiglio non avesse affrontato adeguatamente la questione dei vocaboli impiegati nel corso di un dibattito da un particolare Trustee.

Cosa voleva? Che il Consiglio distogliesse la sua attenzione dalle questioni di cui sopra per riprendere una questione già negata ad un altro attivista radicale del LGBTQ2 pochi giorni prima. Giochetti da bambini truculenti.

Figuratevi… la settimana precedente, il TCDSB aveva approvato una mozione per togliere a 500 famiglie il diritto di trasporto per i loro figli.

I primi risultati che documentano la registrazione per l’anno accademico 2020/1 mostrano una carenza di 3.000 studenti (ogni studente garantisce circa 12.000 dollari in fondi dalla Provincia). I bambini con bisogni speciali, e le loro famiglie, non godono di programmi disponibili online o di ambienti nei quali si potrebbero rispettare i distanziamenti sociali. E la lista continua.

L’amministratore delegato (il direttore) ed il Trustee Rizzo, con i suoi accoliti – personaggi sullo stile dei cartoni animati – presenti nel Consiglio (De Domenico, Di Pasquale, Li Preti incoraggiati da Di Giorgio e Kennedy) si stanno preparando per l’elezione alla presidenza il mese prossimo. Sarebbe questo l’unico tema importante nelle loro menti.

L’amministratore delegato Browne potrebbe essere stato involontariamente complice nel deviare delle risorse e delle energie del Consiglio dai compiti urgenti ed a portata di mano, per far sì che Rizzo e la sua squadra potessero continuare il loro monopolio sull’organizzazione scolastica. Cosa loro in esclusiva.

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