CorrCan Media Group

Perché contano i quebecchesi e noi altri no?

Perché contano i quebecchesi e noi altri no?

Perché contano i quebecchesi e noi altri no?

TORONTO – Che in una campagna elettorale basata maggiormente sull’invettiva, e sulla vituperazione, alla fine si ridurrà a come voteranno i francofoni del Quebec non dovrebbe sorprendere nessuno. Tutto lì per il dibattito di stasera. Dipende da quale sia la loro visione del Canada e come si adattano al “sogno canadese”.

Ti sei off­eso? Praticamente in ogni elezione dopo la cosiddetta “Quiet Revolution” degli anni ’60, la provincia ha votato con il partito di maggioranza o ha esercitato l’equilibrio di potere votando con un particolare “terzo partito”: Creditiste, Bloc, NDP e ora ritornando al Bloc. Succede ogni volta che non emerge un personaggio o partito come chiaro vincitore rispetto il resto al Canada.

Il dibattito tipo Disneyland di lunedì sera ha avuto un risultato distinto: il Bloc è l’unica parte che parla al Quebec e per il Quebec. Per buona misura, il suo Leader lo ha ripetuto forte e chiaro – in inglese – in modo che non ci fosse confusione.

Oleodotti, Corridoi di Energia, Programmi Infrastrutturali, Accordi Commerciali, Immigrazione, questioni relative alla Diversità (compresa la frase generica, “diritti umani”), non andranno assolutamente da nessuna parte senza il consenso del Primo Ministro del Quebec.

Questo è il messaggio consegnato ai Canadesi Anglofoni e Allofoni nel dibattito di lunedì. Gli Allofoni comprendono 7,7 milioni di canadesi secondo StatsCan (2017).

L’incapacità di Scheer (non per mancanza di tentativi) di mettere a segno un colpo decisivo, e lo stile di “mettersi alle corde per difendersi” di Trudeau nel dibattito deve aver costretto i francofoni Quebecchesi (i Quebecchesi di vecchio stampo – i cosiddetti “di lana pura”) a chiedersi se stessero abbandonando il campo ai “giocatori marginali” come May, Singh o persino Bernier per determinare chi sarebbe il Primo Ministro del Canada e come avrebbe governato. Un governo canadese potenzialmente “indebolito”, richiede necessariamente un governo provinciale [nel Quebec] forte.

Questo era il messaggio del leader del Bloc, Yves-Francois Blanchet. Scheer attaccava questioni di etica e corruzione liberali; Blanchet si è lamentato del fatto che 3.400 famiglie innocenti del Quebec fossero state vittime dello zelo Anglo per punire una società del Quebec – la SNC Lavalin. Si capisce!

Perché preoccuparsi di piccoli dettagli come il fatto che la SNC Lavalin abbia un modello di comportamento che si basa sulla marciume, la corruzione e le frodi in tutto il mondo dove ha una forza lavoro che conta oltre 50.000; o che il governo del Quebec è il suo più significativo azionista con i suoi 19,5% delle azionie progettando di aumentare la quota?

Mentre Trudeau difendeva il record del suo governo sulla diversità (LGBTQ), i diritti delle minoranze, l’immigrazione e il diritto di scelta di una donna, Blanchet ha voluto notare le interferenze negli aff­ari del Quebec e la violazione dei diritti giurisdizionali della sua provincia.

Il suo Primo Ministro – Francois Legault – ha già tracciato la linea sotto forma del decreto legge, Bill 21 chi avvia la secolarizzazione della provincia. Nessuno dei candidati ha osato suggerire l’invocazione della una Clausola Nonostante nella Costituzione.

Quindi, nessuno di loro è serio sulla questione della protezione delle minoranze e dei diritti religiosi. Nemmeno Jagmeet Singh che indossa il suo “abbigliamento” religioso in segno di fede. Purtroppo, per Blanchet e altri Quebecois de souche, lui sarebbe l’incarnazione di tutto ciò che è sbagliato nell’immigrazione: [cioè] questi ovviamente non sono come noi!

Inoltre, Legault ha già chiarito che gli immigrati sono i benvenuti … se portano soldi e se superano un test di conoscenza della lingua prima di entrare e cinque anni dopo l’insediamento.

Per quanto riguarda l’altro grande non-tema, quello relativo al diritto delle donne di scegliere e all’aborto, l’interpretazione di Blanchet è che non ha nulla a che fare con il Quebec – quel problema è stato deciso molto tempo fa per la provincia. I fatti lo confermano. StatsCan, per il 2017, riferisce che delle 466.321 gravidanze registrate, 376.291 hanno portato a nascite (solo 88.900 in Quebec), 90.030 in aborti (secondo l’Abortion Rights Canada). Ciò significa che il 19,3% di tutte le gravidanze terminano con l’aborto; le donne hanno il diritto di scegliere? Il Quebec non riporta nemmeno le sue statistiche.

Le nascite sono state bilanciate da 290.000 morti per un guadagno netto di soli 99.602 canadesi eventualmente disponibili a sostenere la nostra economia e il nostro stile di vita. Il tasso di fertilità per le donne in età fertile nel 2017, in Quebec era 1,59 – ben al di sotto del tasso di sostituzione di 2,1 – e quindi anche qui il barometro della la fertilità dipende dal tasso relativamente elevato delle donne immigrate.

I Quebecchesi stanno prendendo atto del loro stesso progressivo declino demografico. Quale candidato oserà toccare i suddetti temi nel dibattito di questa stasera?