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No alla farsa, soprattutto se ha il timbro del TCDSB

No alla farsa, soprattutto se ha il timbro del TCDSB

No alla farsa, soprattutto se ha il timbro del TCDSB

TORONTO – “Consultazione” farsa numero tre alla Regina Mundi Catholic Elementary School (Regina) e all’Accademia Dante Alighieri (Dante), 9 marzo. Quest’ultima pubblicizzata come “Opzioni per la ricollocazione” della Dante, nonostante il fatto che una precedente consultazione il 10 febbraio avesse fornito una risposta comunitaria clamorosamente negativa alle proposte presentate al pubblico.

Poi, come quello del 10 febbraio, l’incontro ha incluso personale di alto livello del provveditorato, residenti locali, insegnanti e studenti. Salvo un singolo intervento, a questo osservatore è sembrato – a giudicare dalla risposta dei circa 350 partecipanti – che non vi fosse entusiasmo per le opzioni presentate.

C’è una semplice spiegazione per la risposta della comunità: nessuno ha chiesto alcuna delle opzioni o delle loro conseguenze collaterali, ad eccezione del Trustee Maria Rizzo. Questo è “il suo bambino” come dice il proverbio. Ma perché?

È diventata sostenitrice quasi belligerante della costruzione di un nuovo liceo Dante e della demolizione della Regina. Perché? Se il lettore pensa che possa avere qualcosa a che fare con alloggi “migliori e più sicuri” degli studenti o con una solida logica pedagogica o un uso innovativo delle strutture per migliorare i risultati dell’insegnamento e dell’apprendimento, non avrebbe sentito nessuna di queste spiegazioni l’altra sera.

Rizzo si è rifiutata di esprimere un punto di vista sulle opzioni presentate, pur essendo stata lei a convocare la “consultazione”. Nessuna documentazione a riguardo avrebbe potuto essere preparata e di.usa senza la sua guida o approvazione. All’ultima “consultazione” aveva categoricamente dichiarato che a prescindere dalla decisione del TCDSB, lei avrebbe votato con la comunità. Questo impegno non è durato a lungo: Rizzo gridava contro una madre che voleva sapere quale opzione lei stessa avrebbe sostenuto.

Sia lei che i funzionari del TCDSB sembravano rimasti sorpresi dalla qualità dell’interrogatorio da parte dei genitori, che volevano conoscere il livello di preparazione da parte del TCDSB per quanto riguarda i fattori di rischio ambientali e personali che i loro figli potrebbero potenzialmente affrontare in un ambiente in cui si effettuano ristrutturazioni.

I burocrati presenti parlavano di “sicurezza dei lavoratori”; i genitori della vulnerabilità dei figli. Un genitore ha chiesto se fosse previsto il controllo della fedina penale per le persone che entrano in contatto con i loro figli. La Rizzo e i suoi funzionari non si erano nemmeno preoccupati di pensarci.

I genitori della Regina Mundi esprimevano disagio all’ipotesi di mischiare gli adolescenti, con i bambini delle elementari e della scuola materna. In maniera impertinente, la Rizzo ha risposto che era il motivo per cui stavano traslocando gli studenti della Dante.

Ai genitori e agli studenti della Dante che si rifiutavano di rassegnarsi al concetto che sarebbero stati spostati alla Don Bosco S.S. o al Monsignor Johnson (precedentemente Regina Pacis S.S.) Rizzo ha risposto che non è l’edificio che fa una scuola e, inoltre, non dovrebbero lamentarsi perché avrebbero ottenuto una nuova scuola … anche se tutti avrebbero ricevuto il diploma prima che ciò accada.

Sempre irriverente, la Rizzo ha replicato a quelle osservazioni con un’incredibile (io sto parafrasando) “sarà il vostro lascito; il vostro sacrificio darà ai futuri studenti strutture migliori”. Ha risposto, ulteriormente, sul “perché questo, perché ora”, dicendo che il TCDSB aveva già deciso e approvato il piano da molto tempo, forse un anno e mezzo fa. Ciò coinciderebbe con una “consultazione” proposta riguardo i “suoi piani” per Regina e Dante, due settimane dopo le elezioni provinciali e anticipando le elezioni amministrative previste per i Consigli Comunali e Scolastici ad ottobre 2018.

Nessuno l’ha presa sul serio allora. I burocrati, deboli e sopra.atti da lei e dai suoi colleghi – per loro stessa ammissione, alla riunione di febbraio – non avevano nemmeno preparato i progetti edili per la costruzione e la ristrutturazione come prevede la prassi per l’approvazione della pianificazione urbana.

La “gemma” della “consultazione” della serata è giunta verso la fine quando un genitore ha chiesto se, date le circostanze, ci sarebbero state ulteriori consultazioni. ‘No’, ha dichiarato la Rizzo, in preda alla frustrazione, abbiamo consultato per anni su questo progetto Villa (Dante/ Columbus Centre).

Potrebbe essere stato uno slittamento della lingua, ma aveva legato lo sfortunato progetto per convertire Villa Charities/Villa Colombo Casa per gli Anziani in condominii e case per la ricostruzione ed il trasferimento di Regina/Dante. Si spiegherebbe perché il TCDSB spese 25 milioni di dollari per acquisire il Convento delle Sorelle del Buon Pastore, adiacente a Dante per uno “scambio di terra” con Villa Charities.

Quel progetto è andato male. Ma Villa Colombo sta ora rivendicando una crisi finanziaria e l’incapacità di fornire servizi nella sua attuale infrastruttura per gli anziani. Il suo presidente – in una riunione al TCDSB, nel 2017 – proponeva di demolire e costruire case a schiera al suo posto ed era alla ricerca di un partner.

Il modello “scambio terreni” sarebbe ancora disponibile nella ristrutturazione Regina/Dante. Non c’è niente di previsto per la proprietà una volta che la Regina verrà demolita. Il sito è su per giù delle dimensioni di Villa Colombo. Uno scambio di terreni soddisferebbe le sue esigenze e risponderebbe alla domanda di cui sopra circa l’urgenza di far uscire i bambini dal complesso Dante/Regina.

Non e’ ingiusto chiedere chi ne trarrebbe profitto, o come trasformare il TCDSB in developer in qualche modo migliorerebbe la sua reputazione degradante come organico di educazione cattolica?

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