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Migranti, il Canada spende $5 milioni In Italia il conto è di 5 miliardi di euro

Migranti, il Canada spende $5 milioni In Italia il conto è di 5 miliardi di euro

Migranti, il Canada spende $5 milioni In Italia il conto è di 5 miliardi di euro

FRANCESCO VERONESI

TORONTO – Storie di dolore e disperazione, fuga dalla guerra e dalla fame, dalla violenza e dall’intolleranza religiosa. L’esodo biblico degli ultimi anni dall’Africa e da alcune zone mediorientali rappresenta la più grande sfida delle società occidentali: più del terrorismo, più dell’instabilità geopolitica mondiale, più della fragilità dell’assetto economico e finanziario mondiale che ciclicamente produce crisi e recessioni. L’Italia è da sempre in prima linea, vuoi per la sua posizione geografica, vuoi per la sensibilità politica che storicamente ha favorito l’accoglienza, nonostante le gravi difficoltà economiche che attanagliano il Belpaese dalla recessione del 2008-2009. Con il nuovo esecutivo gialloverde, la linea di governo è profondamente mutata, con pesanti conseguenze non solo in Italia, ma in tutta l’Unione europea. L’Ue si è scoperta fragile, instabile, divisa e l’intero progetto di progressiva integrazione continentale ha subito una brusca frenata.
Ma per quale motivo il governo Salvini-Di Maio ha deciso di giocare tutte le sue carte sul tema dei migranti? Da un lato il leader leghista ha capito prima di tutti gli altri che in Italia sta crescendo tra la popolazione un profondo malcontento verso gli immigrati. Oltre a questo, è evidente come gli italiani ritengano che l’Ue si sia sostanzialmente lavata le mani della questione, lasciando all’Italia buona parte dell’onere dei soccorsi in mare e dell’accoglienza dei migranti. Un sondaggio di qualche giorno fa diceva che il 68 per cento degli italiani approvava la decisione del ministro degli Interni Salvini di chiudere i porti italiani alle navi delle Ong che soccorrono i barconi in difficoltà.
Dall’altro, però, il nuovo governo vuole anche dare un taglio ai fondi che sono destinati annualmente al nodo migranti. I numeri parlano chiaro. Nel Documento di economia e finanza (Def) per il 2018 il precedente esecutivo Gentiloni aveva stanziato 5 miliardi di euro (pari a 7,5 miliardi di dollari canadesi). Di questi, all’accoglienza sono destinati 3,4 miliardi di euro. Il restante è suddiviso per il soccorso in mare, per l’istruzione e la sanità.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, quelli dello scorso aprile, i migranti attualmente ospitati in Italia sono 174mila. Di questi, circa 139 mila sono in strutture temporanee, quasi 10 mila nei centri prima accoglienza, oltre 25 mila negli Sprar (rete di centri di seconda accoglienza) e quasi 500 negli hotspot.
Per quanto riguarda il Canada, i numeri sono decisamente diversi. Qui il tema non è percepito come un’emergenza di carattere nazionale.
Prendiamo ad esempio la vicenda relativa ai migranti arrivati dagli Stati Uniti attraverso St. Bernard-de-Lacolle, in Quebec. Secondo i dati forniti dal governo federale, nel 2017 sono stati 20.593 i migranti richiedenti asilo che hanno attraversato irregolarmente la frontiera ai quali ne vanno aggiunti altri 9.481 da gennaio a maggio 2018. Dal 2017, l’Rcmp ne ha arrestati 643.
Lo scorso anno e nei primi mesi del 2018, il governo federale ha speso appena 5 milioni di dollari per questi migranti in centri di accoglienza temporanea, acqua, cibo, medicinali e beni di prima necessità. Ma il Canada, non dimentichiamolo, sta portando avanti anche un programma di accoglienza per i rifugiati siriani. Su questo fronte, i costi sulle spalle di Ottawa sono molto maggiori, anche se diluiti nel tempo. Nel budget federale del 2015 – anno in cui fu avviato il programma – il governo ha stanziato 1,2 miliardi di dollari per i rifugiati siriani nell’arco dei sei anni successivi, quindi 200 milioni di dollari l’anno. Tra l’ottobre del 2015 e il febbraio dei 2018, il Canada in totale ha accolto quasi 52mila profughi siriani.