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Lo scontro: dollari vs. Popolo di Dio

Lo scontro: dollari vs. Popolo di Dio

Lo scontro: dollari vs. Popolo di Dio

TORONTO – L’avversione dei cattolici americani a papa Francesco ha toni decisamente politici ed è condotta da una ristretta élite dotata di enormi mezzi finanziari, ferreamente decisa a mantenere lo status quo che vedono minacciato dal Papa che considerano una forza distruttiva nella chiesa.

In Italia secondo un’inchiesta di Giacomo Galeazzi della Stampa, gli oppositori sono gruppi sparuti di nostalgici che avversano il vaticano e la modernità. Poco più di 29 mila persone seguono giornalmente i siti e blogs anti Bergoglio.

Il Cardinale americano Raymond Burke, patrono dei cavalieri di Malta ed il vescovo di Astana nel Kazakistan Athanasius Schneider sono i prelati di riferimento, la stella polare di quel mondo.

Secondo il sociologo Massimo Introvigne sui cinquemila vescovi nel mondo il dissenso riesce a coinvolgerne appena una decina di cui alcuni in pensione.

Il dissenso è più vivo nel web che nella realtà.

Più insidioso è il dissenso fomentato dalle fondazioni cattoliche americane che ispirano pure i nazionalisti sovranisti come Marina Le Pen, Salvini e altri interessati all’immigrazione ed alle critiche del papa al capitalismo, al populismo ed al nazionalismo (Corriere Canadese – 9 gennaio 2019).

Parlando al corpo diplomatico, Papa Francesco denunciò: “Il riapparire di pulsioni populistiche e nazionalistiche che progressivamente indeboliscono il sistema multilaterale “producendo” una progressiva marginalizzazione dei membri più vulnerabili della famiglia delle nazioni”.

Il dissenso dei cattolici americani che votano Trump ha di mira in particolare la “politica della misericordia” di Francesco e ruota intorno al Napa Institute con il ‘braccio secolare” a Washington, nella cosiddetta Breibart Embassy” di Steve Bannon, il guru dei sovranisti. È un circolo ristretto, una élite finanziaria e di conservatori religiosi che operano riservatamente e con discrezione nei circoli della classe alta della società.

Il Toronto Star del 23-12-2018 citava la Principessa dei” parties divenuta regina dei conservatori” Gloria von Thurn und Taxis, che con tono estatico descriveva una “favolosa conversazione” avuta con Monsignor Viganò, a Roma ad una cena, sponsorizzata da Timothy Busch presso la residenza del Cardinale James Harvey americano e conservatore. La principessa introdusse il cardinale Gerhard Ludwig Muller, licenziato dal Papa, a Steve Bannon che lo invitò a Washington.

Bannon è amico del cardinale Burke. Come si vede il destino della chiesa si decide tutto in famiglia, il “popolo di Dio” di Papa Francesco non è invitato. Con insolente arroganza, ironicamente Papa Francesco viene accusato da Steve Bannon pluridivorziato, reduce di tre mogli.

Timothy Busch (secondo Fortune valore $13.4 miliardi Usa) il fondatore di Napa Insitute può contare su sponsors miliardari, è membro del consiglio di amministrazione della società EWTN, proprietaria del National Catholic Register, che pubblicò la lettera di Viganò. Busch dichiarò al New York Times che Viganò, di cui conosceva il piano, “aveva fatto a noi un grande servizio”.

Busch è molto attivo in altre organizzazioni conservatrici cattoliche come Legatus per CEO e loro mogli, Acton Institute, un free market tink tank, Magis Center for Reason and Faith fondato con sua moglie. Sostenitore della Università cattolica di Washington di cui vuol fare un bastione dei conservatori cattolici, ha creato dissensi e proteste.

Ha raccolto 47 milioni di dollari, tra amici tra cui Charles Koch, ottava persona più ricca del mondo, valore di 36 miliardi americani e finanziatore delle cause più retrive e dei repubblicani con somme stratosferiche: nel 2012 400 milioni e nel 2016 889 milioni di dollari. Il Napa Insitute organizza conferenze annuali per ricchi cattolici. Il tema del 2018 era “Per una autentica riforma della Chiesa”.

Il professore di teologia all’Università Villanova, in Pennsylvania, Massimo Faggioli, la vede diversamente: “La Chiesa in America – scrive il National Catholic Register – ha bisogno di unirsi e trovare una via per riformarsi e trovare una nuova unità.

Iniziative partigiane renderanno il problema della Chiesa peggiori specialmente se la sola voce che sarà sentita è la voce di quelli che sono già molto influenti.

La Chiesa ha bisogno di quello che Francesco chiama “Momenti sinodali” in cui tutta la Chiesa è coinvolta nella discussione delle questioni importanti. Esattamente il contrario della conferenza sulla “Riforma Autentica” di quelli che hanno già una voce influente”. Prevarrà la valanga di dollari o il popolo di Dio, di Francesco? Il motto pontificio recita: “Non praevalebunt” non prevarranno.