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Lecce: priorità salute e sicurezza degli studenti nelle scuole

Lecce: priorità salute e sicurezza degli studenti nelle scuole

Lecce: priorità salute e sicurezza degli studenti nelle scuole

TORONTO – Qual è l’opposto di iperbole e isteria? Sono i signori Mc Goo ed Elmer Fudd, due cartoni animati. Per chi non li conoscesse, Mc Goo è un personaggio la cui disabilità visiva stranamente non lo rende vittima dei pericoli fisici che ci sono attorno a lui. Elmer Fudd è la proverbiale “punching bag” che si appoggia al pugile per ricevere ancora un altro pugno.

Entrambi sono ignari dell’ovvio. In qualche modo, sopravvivono. Ora sembrano essere diventati i santi patroni degli amministratori del provveditorato TCDSB ed i suoi fiduciari (trustee). Ma il modello di buona governanza richiede un equilibrio tra allarmismo e negazione: prudenza, non incrociando le dita e affidandosi alla preghiera cerimoniale per un risultato migliore.

Per due incontri consecutivi nel Consiglio hanno affrontato la necessità “critica” e “urgente” di trasferire gli studenti dalla Loretto Abbey High School. E per ben due volte, hanno ceduto alla “pressione comunitaria” per rinviare a un piano diverso evocato per diminuire i pericoli ambientali posti dall’amianto potenzialmente “friabile” mentre viene intrapresa la bonifica delle strutture scolastiche.

Alcuni genitori hanno telefonato al Corriere Canadese, probabilmente incoraggiati dal fiduciario locale, a deplorare che l’opzione di trasferimento originariamente offerta non avesse preso in considerazione il fatto che le loro figlie fossero infastidite dalle implicazioni di viaggio, e dal ridimensionamento della routine quotidiana.

Essi hanno respinto l’offerta “meglio essere sicuri che rimanere dispiaciuti” ipotizzata dai rappresentanti sindacali i cui aderenti hanno votato 85% – 89% per lasciare i locali. Ciononostante, il “parere degli esperti” contenuto negli studi professionali condotti secondo una rigorosa metodologia scientifica, suggerisce che gli insegnanti ed altri impiegati potrebbero avere indubbiamente ragione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), affiancata dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha invitato i paesi di tutto il mondo a combattere i tumori e le malattie legate all’amianto, compreso il mesotelioma.

È “fattibile”? Forse non c’è altra scelta.

L’amianto è un prodotto proibito (vietato) in Europa dal 1999; in Italia dal 1992. Perché? Non è un prodotto da prendere alla leggera. Tra il 1994 ed il 2010, la regione europea ha registrato 106, 180 morti per mesotelioma e asbestosi, che rappresentano il 60% di tali decessi in tutto il mondo, secondo il Centro nazionale per l’informazione sulle biotecnologie (USA).

Compresi gli Stai Uniti e l’Europa occidentale, questi numeri superano i 225.000.

La capacità di monitorare e collegare l’incidenza dell’esposizione all’amianto e delle conseguenti malattie è limitata dalla qualità della segnalazione e dalla partecipazione delle organizzazioni e dei paesi interessati.

In Italia, un tempo il più avanzato centro di produzione di prodotti contenenti amianto (più di 3.000 beni di consumo e da costruzione – comprese le caldaie per il trasporto e gli edifici), il programma di bonifica è iniziato subito dopo il divieto di prodotto proclamato nel 1992.

Diverse città sono state effettivamente “chiuse”. Una di queste, un celebre centro storico – e importante importatore di amianto crudo canadese – Casale Monferrato, aveva 2.000 dei suoi 40.000 abitanti che lavoravano negli impianti. Vent’anni dopo, ci sono ancora 50 nuovi casi di asbestosi diagnosticati ogni anno, molti dei quali tra le mogli di chi aveva lavorato nelle fabbriche.

La giurisprudenza europea si sta evolvendo man mano che giungono sempre più contenziosi nei tribunali, nonostante il fallimento o l’uscita dal mercato delle imprese che in precedenza commerciavano in prodotti cancerogeni (contenenti amianto).

In Gran Bretagna, la transazione giudiziaria media è di circa 100.000 dollari canadesi. In altri paesi, un po’ meno (50.000 euro – 90.000 dollari canadesi).

Negli Stati Uniti, una società molto più litigiosa, dove le azioni legali di classe stanno diventando la norma, “il cielo è il limite”.

Il fondo (pensione pubblica) per i risarcimenti da 20 miliardi di dollari messa da parte qui potrebbe rappresentare una goccia nel mare. Il Canada non ha vietato l’amianto fino al 2012; per salvare posti di lavoro nelle miniere di Tedford, come ricordo.

Tuttavia, i costi diretti per la malattia, il prepensionamento e la morte, comprese le perdite di produzione, sono stati stimati come molto elevati; nei paesi dell’Europa occidentale (l’Unione europea) l’ equivalente allo 0,70% del prodotto interno lordo (PIL). Con un PIL di circa 20 triliardi di dollari, questo sarebbe una somma di circa 140 miliardi di dollari.

Il ministro Lecce dice che la priorità del suo governo è “la salute e la sicurezza degli studenti”. Se questa meta include gli studenti di Loretto Abbey forse dovrebbe chiedere agli amministratori del TCDSB di prestargli la loro bacchetta magica.

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