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Le vittime, parte quarta – Covid-19, meccanismi di responsabilità e istituzioni democratiche

Le vittime, parte quarta – Covid-19, meccanismi di responsabilità e istituzioni democratiche

Le vittime, parte quarta – Covid-19, meccanismi di responsabilità e istituzioni democratiche

TORONTO – Un tratto ammirevole del sistema parlamentare canadese (comprese le sue assemblee legislative regionali) è sempre stato il “question time” quotidiano nella Camera dei Comuni. Anche se negli ultimi anni era diventato quasi un rituale – in cui la teatralità e le offuscazioni avevano sostituito domande e risposte sostanziali – ha svolto sempre la funzione primaria di costringere l’esecutivo, il governo del momento, a rispondere ai rappresentanti eletti su questioni di interesse pubblico.

L’idea di base è sempre stata: “Vuoi spendere i nostri soldi? Spiega come e perché. Se siamo nel bel mezzo di una crisi, motivate le vostre decisioni in base alle vostre priorità e date loro un senso”. In questo “question time” – Question Period canadese, quotidiano – senza copione e senza preavviso, come nel sistema britannico (dove il premier è costretto a partecipare solo una volta alla settimana), il pubblico può giudicare sia i meriti delle iniziative che la “materia di cui sono fatti i ministri del governo”. I punti di discussione sono presto scoperti per la “pochezza” che sono.

Sembra che abbiamo trasformato il nostro modello di governance in uno che isola i responsabili delle decisioni e le loro iniziative/proposte da un controllo e da una critica. Le conferenze stampa sono scritte, messe in scena e le domande di Press/Media, quando consentito, possono essere facilmente liquidate con dichiarazioni tipo “stiamo seguendo il consiglio degli esperti”. Davvero? In un altro momento, ascoltavamo, “e il Signore diceva a loro, in verità vi dico…”.

Quei nuovi Sommi Sacerdoti della verità e della conoscenza ora sono i Chief Medical Officers, oggi trasformati in servitori al servizio di Ministri al governo disinformati, il cui unico messaggio è che stanno facendo del loro meglio… spalando denaro ovunque possano. Sì, siamo d’accordo sul fatto che, quando cominceremo ad uscire dalla crisi economica in cui il Covid-19 ci ha gettato, avremo bisogno di soldi. Ma dove è andata a finire quella istituzione inerente in un sistema contraddittorio che sfi da il pensiero unico? Chi sta ricercando, studiando i precedenti che potrebbero aiutare ad orientarsi?

Sul piano della Ricerca Scientifica Medica, sino a due settimane fa, quando i dottori Fauci e Birx (incaricati, dal presidente Trump, del coordinamento della risposta Covid-19) avevano ammesso che la comunità medica “non possedeva i dati” per porre un argine alla diffusione del Covid-19, gli “esperti” erano concentrati sul monitoraggio di coloro che avevano contratto il virus.

La maggior parte di loro sembrava speculare sulla microbiologia associata alla malattia. Pochi di loro hanno fatto qualcosa di diverso dai “tamponi” sugli operatori sanitari, impegnati in prima linea, per assicurarsi che sarebbero rimasti al sicuro nello svolgere la loro opera – come è giusto e corretto che sia. Ma questo è tutto.

A livello internazionale, diversi Paesi hanno fatto statistiche su basi irregolari ed incomplete. Quelli che hanno effettivamente fornito un “identikit” del Covid-19 e le sue interazioni con altre patologie (e il successivo impatto su di un ampio segmento demografico), sono stati ignorati se non derisi per l’incidenza del contagio, per il rapporto di infezione sulla popolazione generale e per il tasso di guarigione dei malati.

Ora gli americani sono in continuo contatto con i loro omologhi italiani per gli unici dati disponibili: “l’identikit” e le misure applicate dal governo per l’isolamento ed il contenimento che sembrano funzionare. Perché gli italiani per primi hanno pianificato un programma per i test-tampone più o meno completo, nonostante alcune limitazioni. Gli Americani dovrebbero condividere quei numeri di telefono.

La Spagna è un classico esempio (ma purtroppo non l’unico che emerge) delle drammatiche conseguenze che capitano a coloro i quali ignorano ciò che gli altri hanno già vissuto in circostanze simili. Con una popolazione pari al 75% di quella italiana, la Spagna ha già riportato il 96,5% dei contagiati confermati in Italia (al 31 marzo).

L’Ontario potrebbe raggiungere il livello italiano entro la fine di aprile, secondo l’ultimo parere degli “esperti”. L’Ontario ha appena il 25% della popolazione dell’Italia. Finora il Québec, con metà della popolazione dell’Ontario, ha già testato due volte il numero di chi si è sottoposto al tampone in Ontario. Politicamente, che cosa è successo all’opposizione? Sì, tutti dobbiamo remare insieme. Ma, se non tutti sono in barca, o finiamo per fare il girotondo o stressiamo quelle risorse destinate a raggiungere il nostro obiettivo in modo più tempestivo.

Se la sola fonte di “notizie” sulla crisi è fornita da conferenze stampa quotidiane, organizzate da coloro i quali pretendono di avere accesso esclusivo agli “esperti”, il resto di noi sarebbe altrettanto ben servito raccogliendo le trascrizioni e pubblicandole come una nuova Bibbia. Sarebbe ironico, visti i secoli in cui le società occidentali hanno speso sfidando ogni parola ed ogni punteggiatura sia dell’Antico che del Nuovo Testamento.

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