Le società non sono costruite dai capricci di pochi 

di Joe Volpe del November 25, 2020

TORONTO - O tempora, o mores. Tutto va, perché "così fan tutte". Quanto può essere ridicolo che, poiché una fiduciaria sventata - Ida Li Preti – accusi i suoi colleghi di essere omofobici, il suo Board of Education di "omofobia sistematica", uno dei quotidiani in lingua inglese di Toronto si è sentito costretto a prendere in servizio un "editorialista free lance" per criticare la Chiesa, il sistema della Scuola Cattolica e le 90.000 famiglie che mandano i loro figli nelle scuole cattoliche.
Li Preti, le cui credenziali elencate - anche se non sono stato in grado di verificarne l'esistenza - apparentemente includono una linea diretta con il pensiero del Papa sui temi dell'identità di genere e così via; non ha fiducia che il Cardinale o il suo delegato abbiano conoscenze sufficienti per dare un contributo produttivo a qualsiasi discussione sulle scuole confessionali. E se il Cardinale ha qualche "esperienza" sul credo religioso o sulla moralità, beh, potrebbe essere anacronistico. L'editorialista "free lance" ha chiesto doverosamente un dibattito sull'utilità delle scuole cattoliche.
Questo lo sappiamo: le sue fonti di informazione sono tre attivisti radicali tafani LGBTQ2+ e alcuni dei loro amici. Hanno troppo tempo a disposizione. La fiduciaria Teresa Lubinski ha correttamente chiesto una ritirata per conto di tutte le famiglie e funzionari della Chiesa che eseguono i loro doveri con l'amore e la cura richiesti da chi li ha affidati a loro.
Può essere difficile per gli attivisti radicali e i sostenitori dell'ideologia di genere comprendere o ammettere, ma al resto del mondo non importa davvero. Suggerire che il Papa sia ora a favore del movimento LGBTQ2+, quindi che tutti gli altri dovrebbero salire a bordo, è un po' egoista.
Il Vaticano ha cercato di chiarire due affermazioni distinte, però unite insieme in un documentario, per produrre un effetto diverso: suggerire che il Papa potrebbe essere favorevole alle relazioni tra persone dello stesso sesso. Quello che ha detto il Papa invece è che tutti hanno diritto alla felicità generata all'interno delle famiglie e che i governi potrebbero cercare di trovare una protezione legale per le persone in qualsiasi unione civile (tipo common law nel mondo anglosassone).
Mi scuso qualora io possa sembrare sprezzante sull'argomento poiché ero ministro del governo di Paul Martin quando scrivemmo la legge canadese sul matrimonio tra individui dello stesso sesso, nel 2005. Son passati quindici anni.
Prima di allora, entrambi sostenevamo nel caucus che qualsiasi "beneficio" governativo attribuibile alle coppie di common law - ed esteso a coloro che vivessero in una unione civile - fosse applicabile anche ai compagni [anziani] dello stesso sesso, indipendentemente dalle relazioni sessuali. Gli attivisti LGBTQ2+ insistettero di no!
Io e l'ex primo ministro siamo entrambi cattolici; nessuno di noi potrebbe essere considerato omofobico. Gli attivisti radicali ci considerano "depassè".
Hanno giurato al governo almeno tre ministri dichiaratisi gay e altri due che erano in un "matrimonio di convenienza". Da parte mia, come ministro, ho dato al tafano radicale Kyle Iannuzzi il suo primo impiego al Parlamento canadese. Ce n'erano dozzine come lui negli uffici del Governo. Alcuni erano migliori di altri. Come i miei colleghi, assunsi personale proveniente da ogni settore dello spettro razziale, etnico e religioso. Tutto ciò che ci si aspettava da qualsiasi impiegato era che facesse il suo lavoro.
Il compito di un consiglio scolastico cattolico è quello di fornire un curriculum in un contesto cattolico. Se agli insegnanti e agli amministratori fiduciari non piace, sono liberi di andare altrove. Lo ha detto il Cardinale. Avrebbe potuto essere più severo.

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