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Lacune di sostanza fra il corpo di aspiranti al governo

Lacune di sostanza fra il corpo di aspiranti al governo

Lacune di sostanza fra il corpo di aspiranti al governo

Il sistema parlamentare canadese ha bisogno di una valida opposizione ufficiale. Attualmente, non ce n’è una.

Almeno non una che sia disposta a mettere in atto un piano, un ordine del giorno, per il paese e che sia preparata a convincere la cittadinanza di associarsi al suo gonfalone. Non esiste una formazione politica colma di uomini e donne guidati da ideali civici e collettivi che mirano a plasmare un un governo con scopo, o, per lo meno, ad impegnarsi nella discussione su come realizzarlo. In altre parole, nessuno pronto a stabilire delle priorità per un governo o un programma per governare.

“Liberare il paese di un Primo Ministro in carica” (nel nostro caso, Justin Trudeau) non è un “piano” per il miglioramento dello status quo della nazione. “Togliti tu che mi metto io” non è un motto ispiratore d’azione per chiunque non sia l’individuo che lo pronuncia.

Purtroppo, questa è la condizione del partito conservatore canadese oggi. Nessuno aspirante alla leadership dei conservatori sembra pronto a spiegare perché dovrebbe essere lui/lei primo ministro.

Né loro né esperti conservatori hanno offerto una visione per sostituire i loro lamenti noiosi che Trudeau Jr, con solo il 30% del voto popolare espresso, e una litania di miscues al governo, non avrebbe dovuto abbattere nessuno avversario politico degno del ruolo (secondo il loro punto di vista). Ma chi sarebbe l’alternativa?

Dopo aver trascorso tre mesi cannibalizzando il loro leader, Andrew Scheer, per non aver ottenuto una schiacciante maggioranza nelle elezioni 2019, tutti gli aspiranti “sostituti” hanno rinunciato uno per uno alla sfida, vittime della propria mancanza di visione o incapacità di esprimere come potrebbero ottenere un risultato diverso. Cosa/chi meriterebbe il sostegno pubblico ora?

Non possiamo chiedere alla Galleria stampa di Ottawa – il Corpo stampa e media che copre quotidianamente le minutae dei dibattiti parlamentari. Sono stati colpiti da una domanda orchestrata, tipo “gotcha”(cioe’ maliziosa a scopa solo di imbarazzare) sul “peccato” nonostante eravamo in un contesto laico del 2019, in una mischia durante le elezioni. Comunque, la domanda ha avuto l’effetto di suggerire ironicamente che uno dei candidati fosse in corso di audizioni per il Sacerdozio. La stampa decise di prestare attenzione alla non-risposta. Arrivederci ambizioni politiche.

L’altro giorno, un alto funzionario del “nuovo sacerdozio” di oggi – “la brigata dell’alfabeto” multicolore – ha dichiarato categoricamente che uno dei pochi aspiranti leader rimasti nella corsa alla leadership conservatrice non avrebbe ricevuto il certificato richiesto per marciare nella loro parata Lupercalia. Per quanto potesse intrattenere uno spettacolo del genere, in realtà l’evento non dovrebbe servire per altro che una distrazione. Purtroppo, c’e’ ancora chi ritiene la partecipazione nella sfilata criterio sine qua non per il successo politico. Per favore.

Che sia liberale o conservatore, nessun governo canadese può soddisfare la sete per un futuro migliore desiderato da un pubblico giustamente incontentabile senza un’opposizione competitiva e seria pronta a sfidare iniziative e comportamenti del governo in carica attraverso la lente dell’interesse pubblico.

Nessuna delle due parti ha finora dimostrato un’alternativa preferibile ai loro attuali leader: Scheer e Trudeau.