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La Brigata dei bambini che gestisce il TCDSB

La Brigata dei bambini che gestisce il TCDSB

La Brigata dei bambini che gestisce il TCDSB

TORONTO – Non si possono “inventare certe favole”. I vari provveditorati agli studi sono in “lockdown” da marzo. Vediamo… sono cinque mesi. L’approccio “un annuncio al giorno” del governo continua a confondere e perturbare i loro partner “cadetti” nel settore dell’istruzione. Non si capisce il perché. Agli Istituti per la Sanità Pubblica è stato affidato il potere di bloccare ogni attività socio-economica, sulla base delle loro valutazioni riguardo ad una seconda ondata di Covid-19, possibile o concreta che sia. Di conseguenza, anche le scuole potrebbero presto trovarsi al centro della loro attenzione come già accaduto alle case di cura a lunga degenza.

Alcuni consigli direttivi hanno colto l’occasione per lavorare con i loro insegnanti per “riproporre” programmi online, svilupparne dei nuovi, formare insegnanti per l’apprendimento a distanza, sperimentare nuove tecnologie, esplorare opportunità per ulteriori spazi didattici (in caso di necessità), pulire, disinfettare ed aggiornare gli spazi esistenti. L’elenco continua. Ma non per il TCDSB.

Il provveditorato agli studi cattolico è sommerso da una serie di “querele e controquerele” – denunce e accuse di violazioni del Codice di Condotta del consiglio e delle sue linee guida sul conflitto di interessi – tra i Trustee o chi per loro. La situazione è eclatante. È da meravigliarsi che il personale amministrativo possa ancora funzionare, anche se in modo minimo.

È l’opinione di questo osservatore che gran parte della confusione sia il risultato di una pianificazione deliberata, vessatoria – se non proprio maliziosa – da parte di un piccolo gruppo di Trustee che [si può solo dedurre] sono determinati a fare del Consiglio il loro “parco giochi personale”. Si tratta dunque di un provveditorato che risulta di conseguenza disfunzionale. Buona notte a genitori e studenti.

Questi Trustee hanno sprecato gli ultimi otto mesi a vantaggio di denunce e controdenunce, in una pseudo guerra derivante – a quanto pare – da due “problemi”. Nessuno dei due ha a che fare con l’istruzione o con l’etica cattolica che è la roccia costituzionale su cui presumibilmente poggia il sistema.

Il primo sembra essere l’ambizione accecante (ma temporaneamente interrotta) da parte del fiduciario scolastico di diventare presidente del consiglio.

Fonti all’interno del sindacato degli insegnanti – che parlano sotto condizione di anonimato – sostengono l’esistenza di un accordo di non divulgazione (raggiunto per evitare un problema giuridico) tra i funzionari sindacali e la Trustee, cosa che le impedirebbe di presentarsi per la carica.

La seconda è l’ordinamento degli attivisti LBGQT2 e di un’organizzazione di sinistra, Progress Toronto, per forzare la definizione di ciò che costituisce i valori cattolici. Di fatto, ciò cancellerebbe qualsiasi differenza tra il TCDSB e il suo provveditorato confinante (e completamente laico), il TSDB. Un’altra fazione degli Amministratori vede il cattolicesimo come una caratteristica a valore aggiunto del TCDSB, finanziato con fondi pubblici, non come una reliquia retrograda di culto discriminatorio e sistemico di un’epoca passata. Sembrano ora essere l’obiettivo nominale di questi radicali.

Basta partecipare alle riunioni del Consiglio – dal vivo o in modo virtuale – per vedere che ha ora il sostegno indiscusso di quattro Trustee del Consiglio il cui attaccamento ai loro obblighi fiduciari come Amministratori cattolici è, secondo qualsiasi analisi, periferico nella migliore delle ipotesi. Sorpresa, sorpresa, il 28 luglio, in occasione di una sessione pubblica del Consiglio – il cui ordine del giorno è a disposizione di chiunque – i suoi trustee hanno trascorso un’ora cercando di “annullare” ciò che il neo-assunto [ad interim] Commissario per l’Iintegrita’ (CI) potrebbe aver già fatto, o di limitare la portata di ciò su cui potrebbe indagare. Era una tattica trasparente e discutibile. Né ha riflettuto positivamente sulla reputazione del promotore dell’emendamento (il trustee Daniel Di Giorgio), alla risoluzione che consentirebbe alla CI di indagare o segnalare i risultati di “trasgressioni” e/o raccomandare “sanzioni”.

Di Giorgio ha voluto dichiarare “nulle e non valide” tutte le relazioni e le indagini eseguite prima del 1 agosto, 2020. L’equipe di Rizzo è oggetto di denunce formali da parte di altri Trustee e da membri del pubblico – genitori. Nancy Crawford, un’altra Trustee contraria, ha insistito affinché tutte le precedenti relazioni generate dal CI fossero presentate senza scadenza. Eric Roher, consulente legale, ha partecipato alla riunione offrendo consigli – che avrebbe poi condiviso per iscritto – da presentare al Consiglio il 5 agosto, in merito al ruolo ed ai poteri del CI. L’emendamento di Di Giorgio è stato però battuto.

Dev’essere successo qualcosa nella sessione privata nelle 4 ore successive. Il CI ha inviato una lettera, datata 5 agosto, ad un denunciante che indicava – tra le altre questioni – che secondo la risoluzione approvata dal Consiglio il 28 luglio non poteva esaminare “in modo retroattivo” le denunce presentate prima del 1 agosto.

Però, il 9 agosto, il direttore Rory McGuckin non aveva ancora visto la relazione di Roher. Il Corriere Canadese ha inviato e-mail a tutti i Trustee. Ma solo la Presidenza ha risposto. Tre trustee – Rizzo, De Domenico e DiPasquale – hanno “bloccato l’accesso” del Corriere Canadese ai loro account Twitter (come potete vedere nelle schermate in alto). Che bambini! Quello che non sanno non gli farà del male, forse.

Nel frattempo, nella giornata di ieri il Consiglio ha inviato un questionario per esaminare ciò che i genitori potrebbero desiderare di fare all’inizio dell’anno scolastico. Nessun piano; nessuna strategia. “Rizzesco”… in una riunione del 20 luglio votò per un “ritorno completo” a settembre perché non pensava che “lo avrebbero fatto”. Che Dio ci salvi!

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