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In piena pandemia, dei tafani urlano “omofobia”

In piena pandemia, dei tafani urlano “omofobia”

In piena pandemia, dei tafani urlano “omofobia”

TORONTO – La mia fobia – non specifica per genere – è che degli idioti siano incaricati della gestione del Provveditorato cattolico agli studi di Toronto (TCDSB).

Purtroppo, altre scuole cattoliche, al di fuori della città, potrebbero finire per subire le conseguenze dei danni alla loro reputazione.

Le scuole esistono come conseguenza di una politica pubblica “lungimirante”, sancita dal nostro Statuto, legiferata nella legge sull’istruzione e amministrata attraverso regolamenti e consigli scolastici locali.

L’istruzione pubblica è diventata una grande impresa. Giustamente. Fornisce posti di lavoro a centinaia di migliaia di persone, direttamente e indirettamente. Si tratta di un importante generatore economico.

Tuttavia è, ed è sempre stata, basata sugli interessi dei nostri figli.

Nelle scuole cattoliche, gli educatori sono tenuti a considerare la loro carriera come più di un lavoro – come una vocazione, un appello al servizio comunitario e civico.

Il Vescovo locale (il Cardinale nel TCDSB) ha la giurisdizione esclusiva, per costituzione, e nel diritto canonico, sul curriculum religioso e sulle qualifiche di coloro che lo gestiscono – compresi i trustee che giurano fedeltà a quel curriculum ed il suo “amministratore” come condizione di ufficio.

Il TCDSB sostiene di gestire 92.000 studenti, anche se il numero era di 89.000 lo scorso anno e si prevedeva una diminuizione ad 86.000 per quest’anno, principalmente per due motivi: le politiche federali di immigrazione sembrano escludere gli immigrati dei Paesi di origine cattolica; e, demograficamente, i canadesi non fanno nascere più i bambini ad un tasso sufficiente per mantenere il bilancio demografico.

I numeri sono importanti per diversi motivi. I primi, naturalmente, sono i circa 12.000 dollari (dalla Provincia) associati a ciascun studente (per scopi didattici), combinati con una somma pari a circa il 20% stanziato per la costruzione e la riparazione delle scuole. I prelievi educativi addebitati agli edili (EDC) dai consigli di amministrazione con carenza di capacità sono un’altra fonte di reddito.

Quest’anno, i genitori di 23.000 studenti residenti nel TCDSB hanno, a questo punto, deciso di portare i loro figli fuori dalle scuole e iscriverli all’apprendimento a distanza online. Questo numero rappresenta almeno il 25% di tutti i suoi studenti. Il caos organizzativo in quelle circostanze educative avrà fatto gongolare di gioia i suoi detrattori.

Infine, 35 dirigenti di rango intermedio hanno optato per un congedo a causa dello stress; cambiamenti nella composizione delle classi ogni giorno; insegnanti di supplenza presenti in classe più spesso rispetto agli insegnanti normalmente assegnati; i docenti che stanno optando per l’apprendimento online (Accademia di Sant’Anna); i sovrintendenti sono coinvolti in un’azione legale con il Consiglio amministrativo, reclamando dei bonus che ritengono siano dovuti loro in virtù dei numeri gonfiati di cui sopra.

La sanificazione e la pulizia delle scuole sembrano funzionare sul modello della stazione di servizio “fai da te”. Le preoccupazioni riguardo alla diffusione del Covid-19 minacciano la chiusura delle scuole. È solo una questione di tempo.

Ma il TCDSB, o meglio i trustee Rizzo, De Domenico, Li Preti e Di Pasquale sono tutti furiosi per la percezione pubblica di come il sistema cattolico consideri coloro i quali praticano atti sessuali incoerenti con la dottrina della Chiesa. Scioccante.

Questa percezione è alimentata e fomentata da attivisti radicali della LBGQT2+, Kyle Iannuzzi, Paolo De Buono, Nicole Richard e altri tre amici che inquinano i social media con accuse oltraggiose di omofobia e rappresentazioni negative dell’ambiente cattolico per tutti coloro che sono abbastanza sciocchi da volerli ascoltare.

Richard professa di aver raccolto petizioni firmate da centinaia di cittadini per cui questi temi e vocaboli sono “problematici”, se non offensivi. Lei non spiega che “le firme” sono il prodotto della raccolta da parte di un’organizzazione specializzata nella produzione di firme online da tutto il mondo – nessuna firma reale associata ad un cittadino torontino. Esaminando l’elenco, una manciata sono in effetti da Toronto – però nessuna indicazione che fossero effettivamente contribuenti cattolici.

Nel mese di novembre ho testimoniato la consegna di quasi 3.000 petizioni, firmate a mano, a sostegno del curriculum cattolico. L’assistente di Rizzo le ha ricevute, poi la petizione e l’assistente sono scomparse per sempre. Non così De Buono.

Il sedicente “Mr. De Buono” è un tafano attivista radicale della LGBTQ2+. Insegna in una scuola TCDSB ed a tempo libero fa il “mediatore”. Ha lanciato almeno due denunce contro il Consiglio ed alcuni Trustee per il programma di lingue internazionali (IL) a Toronto. Faceva parte del suo gioco di intimidazione.

Sui social media, lo si vede continuamente denigrare e malignare il suo datore di lavoro, il TCDSB. È anche vicino al vicepresidente del sindacato degli insegnanti cattolici inglesi di Toronto, con il quale lavora per minare la locale sezione sindacale del CUPE che rappresenta i docenti IL.

Allo stesso tempo, sta anche lavorando attivamente con l’albo degli insegnanti dell’Ontario per togliere a Del Grande un certificato che non ha mai usato. Si dà da fare, questo affarista dispettoso.

I genitori cattolici non sembrano avere alcuna protezione contro tali odiosi dissimulatori. Essi sembrano determinati a togliere i diritti costituzionali per un’educazione cattolica. E allora? I bambini saranno serviti meglio senza quell’alternativa?

Forse, Del Grande – il loro comodo “capro espiatorio” – dovrebbe convertire la sua querela attualmente in corso in una causa tipo class action. Questo potrebbe finalmente attirare l’attenzione della brigata dei “sono più santo di te”.

Una campagna di “crowdfunding” è stata avviata per promuovere una causa civile contro coloro che sono coinvolti in questa farsa: www.wonderwe.com/StandWithMike

Nelle foto, la fiduciaria Maria Rizzo e l’ex premier dell’Ontario, Kathleen Wynne

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