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Il razzismo degli Ultras è una vergogna nazionale

Il razzismo degli Ultras è una vergogna nazionale

TORONTO – Visto dall’estero il comportamento degli ultras della serie A è imbarazzante e vergognoso.

Gli ululati razzisti sono la caduta di stile di un popolo che pure ha dato al mondo il meglio di tutto e che oggi sembra essere precipitato dagli altari alla polvere, o meglio, dalle stelle alle stalle.

Non solo gli ultras sono da condannare. Parte del biasimo va anche agli altri tifosi, diciamo “normali”, che sono la maggioranza, che non ululano insulti razzisti, ma li accettano in silenzio. E così facendo finiscono per assistere a partite giocate a fior di pelle, nervose, spezzettate, brutte da guardare. Se la tifoseria “normale” zittisse i cori o­ensivi, le partite migliorerebbero qualitativamente e all’estero avremmo meno vergogna.

Senza ululati, noi italiani del mondo saremmo soltanto imbarazzati per avere nella pur sempre “nostra” Italia una delle tifoserie più scostumate d’Europa.

Vergognatevi.
A Milano c’è scappato il morto prima ancora che la partita cominciasse. Ed era una partita senza significati particolari: non ci si giocava nè per lo scudetto e neppure per la salvezza.
Vergognatevi.
Dagli spalti il tifo contro è stato razzista, insistente, ossessivo, perfino osceno.
Vergognatevi.
L’arbitro non ha fatto nulla per zittire il coro dei maleducati al massimo livello. E il governo del calcio organizza soltanto poteste da “photo up” e basta.
Vergognatevi.
Anche i club subiscono la “camurria” degli ultras, a volte ne sono anche complici.
Vergognatevi.
La Lega condanna a parole, minaccia a chiacchiere, poi chiude la curva del due giornate.
Vergognatevi.
Cosa significa chiudere la curva? Chi insulta su scala industriale cambierà settore, poi vomiterà tifo contro come al solito.
Vergognatevi.
Se ci fosse la volontà, il problema potrebbe essere estirpato abbastanza facilmente.
Vergognatevi.
Ci sono i mezzi televisivi per individuare i responsabili, mettere loro la museruola e le manette per poi cacciarli dai campi.
Vergognatevi.
In Inghilterra hanno individuato il lanciatore di una singola banana tra 40.000 spettatori e lo hanno espulso dai campi per quattro anni.
Vergognatevi.
Il sindacato calciatori cosa fa? Damiano Tommasi palleggia sulle fasce senza andare al centro ed ordinare: chiudete le gambe, smettete di giocare quando insultano qualcuno di voi su scala industriale.
Vergognatevi.
Gli allenatori iniziano a considerare l’idea di smettere di giocare, ritirare la squadra anche a costo di perdere 3-0 a tavolino. Ma fino ad ora solo parole, promesse.
Vergognatevi.
Neanche i calciatori prendono il destino nelle loro mani: anche chi viene insultato a sangue continua a correre, come fanno i colleghi non presi di mira, per non rischiare squalifiche e multe.
Vergognatevi.
Che succederebbe se i giocatori invece di fermarsi buttassero sempre e costantemente la palla in fallo laterale?
Vergognatevi.
Coloro che passano per la voce della ragione asseriscono che in caso di stop alle gare scoppierebbero disordini.
Vergognatevi.
Gli ultras continuerebbero fare casino, questo si. Ma contro chi?
Vergognatevi.
Negli stadi italiani non ci sono soltanto ultras, ma anche tifosi normali, uomini e donne, bambini che vanno allo stadio per veder vincere la propria squadra, ma non scendono sul sentiero di guerra se perde.
Vergognatevi.
Attenzione, tanto per chiarire: gli ultras esistono in tutti gli stadi italiani perchè sono italiani essi stessi. E gli italiani di oggi, siano ultras o meno, non vedono il calcio come uno spettacolo. Ma come una guerra da vincere, ovunque e con ogni mezzo.
Vergognatevi e riflettete su quanto scritto dal giudice che ha confermato i tre arresti di Milano. «Gli incidenti del 26 dicembre tra interisti e napoletani sono stati “un’azione di stile militare, preordinata e avvenuta a distanza” dallo stadio e un “agguato” ai napoletani “che erano giunti a Milano e stavano transitando in una via ancora lontana dalla sede dell’incontro sportivo”».
Vergognatevi.
Era Natale. Pace in cielo, in terra ed ogni dove. Eccetto negli stadi.

Nella foto, il razzismo nel calcio si combatte soltanto con gli striscioni come quelli esposti in un match della nazionale.

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