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Il ministro Lecce “commissaria” il TCDSB 

Il ministro Lecce “commissaria” il TCDSB 

Il ministro Lecce “commissaria” il TCDSB 

TORONTO – Il ministro per l’istruzione pubblica, Stephen Lecce, ha effettivamente messo il Provveditorato agli studi cattolico di Toronto sotto supervisione – la sua personale.

Non è una dichiarazione “ufficiale”. È il risultato delle sue minacce pubbliche dirette al Consiglio, qualora non avessero pubblicato una relazione confidenziale (ce ne sono diverse) sulle presunte infrazioni del Codice di condotta per i fiduciari/trustee relative alle accuse di “hate speech” contro un trustee in particolare, avvenute nel corso del battito pubblico sulla questione dell’identità di genere e dell’espressione di genere.

Il Consiglio aveva deliberato e poi deciso che in questo caso non c’era una chiara evidenza. Se ci fosse stata, le autorità della magistratura (tra cui la polizia, il Tribunale per i diritti umani) avrebbero potuto sentirsi obbligate a lanciare una denuncia. Non lo hanno fatto.

Ciò non è stato sufficiente per la lobby LBGQT2+, probabilmente l’organizzazione più intollerante in circolazione, a giudicare dal loro approccio al dialogo: “o fate come vogliamo noi o non si fa per nessuno”.

I denuncianti – ne conosciamo due, Kyle Iannuzzi e Paolo De Buono – perché hanno chiesto la pubblicazione pubblica della relazione. Lo hanno fatto in apparente violazione delle disposizioni di riservatezza in base alle quali avevano fornito input allo studio legale incaricato per l’inchiesta. Una volta pubblicata la relazione, conosceremo i nomi di tutti gli altri denuncianti. E sarà resa pubblica.

Il TCDSB ha “deliberato” fino alle 1:30 del mattino per approvare che la relazione – e la sua documentazione che era/è ancora in sessione privata del Consiglio – venisse avviata in sessione pubblica, e quindi, messa a disposizione dei nostri lettori.

In risposta ad una domanda fatta telefonicamente per ulteriori dettagli, il presidente del Consiglio, Joe Martino, ha chiarito che la relazione sarebbe stata effettivamente pubblicata, ma per ora, solo per (1) i tre denuncianti, una volta firmato un accordo di mantenere la confidenzialità, e (2) il ministro.

Inoltre, preparazioni per una riunione speciale del Consiglio sono in corso per mercoledì prossimo di modo che si possa trattare il caso ulteriormente. Sarà inserita in agenda, ma richiederà un dibattito che verrà permesso solo con una maggioranza dei due terzi per essere discussa.

Ad oggi il signor Martino ha rifiutato di renderne disponibile una copia. Con uno sviluppo molto insolito, il ministro dell’Istruzione, Stephen Lecce – forse imbarazzato dal rimprovero dell’attivista LGBQT2+, la deputata Kathleen Wynne – sarebbe rimasto talmente indignato da ordinare la sua pubblicazione.

Sono state vane le richieste inviategli via e-mail del Corriere per averne una copia.

La comunità cattolica ha iniziato a radunarsi intorno al fiduciario Del Grande, in difesa dell’etica cattolica di fronte ad un costante sbarramento da parte della ‘Banda Bassotti’ dei quattro fiduciari/trustee (i tafani De Domenico, Di Pasquale, Li Preti e Rizzo), interpreti del nuovo “Cattolicesimo contro-cultura”, e intorno a cui gli attivisti radicali gravitano.

Nel frattempo, le esigenze di salute, sicurezza e formazione dei nostri figli, come documentato nelle nostre pagine da Mariella Policheni, prendono il secondo o terzo posto. E ora, grazie al silenzio del Cardinale e al comportamento superbo del Ministro, potremmo trovarci di fronte a una crisi costituzionale.

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