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Il grande potere dell’ignoto e dell’indolente

Il grande potere dell’ignoto e dell’indolente

Il grande potere dell’ignoto e dell’indolente

TORONTO – Se la conoscenza è potere, allora la mancanza di essa – l’ignoranza – è beatitudine, o più probabilmente, panico. È lì che sembra che il mondo sia diretto.

Prudenza, cautela, dovuta diligenza, praticamente scartate fino a questo punto, nel caso dell’epidemia Covid-19 hanno ora ceduto il posto all’inevitabile isteria che accompagna la consapevolezza che il nostro approccio al suo rimedio è stato, a dir poco, leggero.

“Non può succedere qui e non succederà a noi” caratterizza al meglio l’opinione “pubblica/politica” così pervasiva dall’inizio di gennaio, mentre gli eventi calamitosi si stavano svolgendo prima in Cina, poi in Corea del Sud, poi in Italia, poi in Iran, poi… invece di prepararsi.

Ora, la nazione più ricca del mondo, gli Stati Uniti (a cui siamo legati) sta invocando misure meglio descritte come “contenimento” su vasta scala, mentre altri stanno effettuando già delle strategie di “mitigazione” e, potenzialmente, di “rimedio”. Stiamo provando le conseguenze del nostro disprezzo e lo sdegno per la situazione degli altri.

Il campionato pallacanestro della NBA è stato sospeso, proprio mentre il torneo di playoff sta per iniziare. Il campionato universitario NCAA March Madness, se si gioca, si svolgerà in auditorium vuoti.

I governi locali dichiarano “stati di emergenza”. Le scuole stanno chiudendo, i concerti vengono annullati e le convenzioni di qualsiasi tipo vengono rinviate a una data futura.

Il commercio di tutti i giorni si sta fermando. Tutto proprio come in Europa.

C’è una “nuova normalità” su come le società occidentali devono vivere la loro vita – almeno a breve e medio termine (diciotto mesi, secondo un virologo esperto intervistato dalla CBC). Per quelli di noi nell’emisfero occidentale, abbiamo solo noi stessi da rimproverare.

Nonostante le misure adottate da paesi governati democraticamente, dove vige la trasparenza, e con sistemi sanitari avanzati, sembra che ci accontentiamo di vivere beatamente incuranti. Oppure le reazioni dei nostri governi sono più indicative di rispetto puramente verbale ed estranei dalla sostanza.

Ad esempio, l’Italia ha praticamente chiuso/sigillato l’intero paese per le prossime tre settimane e ha stanziato 25 miliardi di euro (40 miliardi di dollari canadesi) per affrontare la “crisi corona virus”. Con una popolazione di 60 milioni di abitanti, e l’ottava economia più grande del mondo, tale somma rappresenta 666 dollari per ogni uomo, donna e bambino. Sarà sufficiente? Il resto d’Europa è di almeno due settimane indietro rispetto all’esperienza italiana e si è impegnata a spendere tutto ciò che sarà necessario.

Come si paragonano il Canada e gli Stati Uniti? Il miliardo di dollari del Canada per i suoi 37 milioni di abitanti è un magro 27 dollari pro capite.

Gli americani sembrano essere ancora meno “preparati”. Non dispongono di alcun meccanismo di verifica o di segnalazione commisurato al pericolo Covid-19 o a come affrontare le conseguenze della portata osservata in Asia o in Europa. Le loro misure sono nella natura dei tagli fiscali per le aziende commerciali che soffriranno a causa del calo nell’attività economica attribuibile a Covid-19. Ci dobbiamo lavare le mani, coprire la bocca, bere litri di liquidi, pulire e disinfettare dopo te stesso e stare lontano da altri individui, dicono.

È una strategia insegnataci dalle nostre nonne. Ci si sarebbe aspettato leggermente di più dalla parte dei sistemi di ricerca medica più costosi della storia.

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