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I colleghi della Rizzo legati ad un guinzaglio corto

I colleghi della Rizzo legati ad un guinzaglio corto

I colleghi della Rizzo legati ad un guinzaglio corto

TORONTO – Chiedo perdono ai miei nipoti. Giovedì è stato il loro primo giorno di scuola. Avrei dovuto passare più tempo ad ascoltare la loro esperienza del giorno. Dalla bocca degli innocenti…

Invece, mi sono sottoposto all’ennesimo esercizio quasi inutile, lontanamente collegato (nessun gioco di parole) alla loro istruzione – una riunione pubblica, durata cinque ore, del Consiglio per il provveditorato cattolico del TCDSB. E ancora una volta, la presenza del fiduciario Rizzo incombe minacciosa come una nuvola durante un picnic in Alabama.

In tutta onestà, alcuni membri del Consiglio e degli Amministratori del TCDSB riflettono un’autentica comprensione del loro ruolo nella vita dei bambini sotto le loro cure. Le loro azioni riflettono spesso un apprezzamento per le aspettative minime che i loro genitori cattolici hanno del sistema scolastico: un ambiente sicuro, pulito e sano; un curriculum solido e un costrutto formativo (etico) che consenta lo sviluppo di una formazione dei futuri uomini e donne.

Rizzo sembra aver sviluppato un’immunità a tali vocazioni. E condivide quell’immunità con i suoi sicofanti.

Dopo cinque mesi di inattività, la maggior parte dei consigli si è impegnata nella riapertura delle scuole con diversi gradi di prontezza. Il TCDSB deve essere in lizza per l’ultimo posto, con i promotori dell’idea che concentrandosi sulla realizzazione di alcuni rifugi per i senzatetto a Toronto si potrebbe in qualche modo ripristinare l’economia del sud dell’Ontario. Stiamo ancora parlando di educazione ed istruzione pubblica…

Tra l’altro, uno di questi rifugi è stato approvato per l’operazione accanto alla St. Michael’s Choir School su Bond Street – vicino alla Cattedrale.

L’amministratore locale, Norm Di Pasquale, dice di aver saputo solo il 20-21 agosto (come tutti gli altri) ma ora ha il 100% della sua attenzione… non si sa cosa significhi. E dovremmo meravigliarci?

Sulle voci dell’agenda del TCDSB, egli non va in bagno a meno che Rizzo non gli dia la carta igienica, e solo se i caucus NDP al Municipio o alla Legislatura a Queen’s Park forniscono una carta geografica. Si tratta di un’indicazione di come alcuni di questi fiduciari arrivino alle loro decisioni. Non possono, o non vogliono, fare nulla a meno che Rizzo non sia d’accordo.

Secondo l’incontro di giovedì sera, 23.000 studenti – il 25% di tutti gli studenti precedentemente registrati per la partecipazione nelle scuole cattoliche di Toronto – avevano optato per l’apprendimento online. Alcune delle spiegazioni date per il disordine regnante superano l’immaginazione.

Tra le ragioni del caos, si troverà sicuramente l’incapacità del Consiglio Amministrativo di autorizzare interventi sulle raccomandazioni presentate loro dal personale durante gli “incontri virtuali” estivi, grazie all’aggressivo bullismo da parte di Rizzo verso i suoi colleghi.

Giovedi sera, hanno avuto un’occasione d’oro per rispondere con un messaggio al suo bullismo… niente da fare. ll Consiglio che aveva trovato Rizzo, all’unanimità, in aperta violazione delle linee guida e dei regolamenti sul conflitto di interessi, aveva predisposto “possibili sanzioni” tra cui la sospensione dalle riunioni per sei mesi, ma ha fallito al momento cruciale.

Proprio nel momento in cui si doveva votare, la “connessione online” della signora Rizzo – con la riunione – ha subito “un singhiozzo”. Davvero comodo. Altro ritardo di 90 minuti.

Ovviamente, il tempo è stato ben utilizzato da Rizzo per “texting”, avanti e indietro, col promotore della mozione, Angela Kennedy, per limitare eventuali impatti.

Lo stratagemma deve aver funzionato, poiché Kennedy ha optato per il proverbiale “schiaffetto”, su cui tutti i colleghi hanno concordato: Rizzo dovrà completare – entro 30 giorni – un corso riguardo le lezioni su come lavorare in seno a quelle norme e regolamenti.

Rizzo ha operato nel pubblico per decenni; è improbabile che impari in 30 giorni ciò che aveva ignorato per 30 anni.

Il suo primo atto dopo l'”esonero”? L’umiliazione del suo collega [filippino], Garry Tanuan, davanti ai funzionari della comunità e rappresentanti consolari che erano sembrati a sostegno di una mozione/richiesta volendo la partecipazione del TCDSB in occasione del 500esimo anniversario della cristianizzazione dell’arcipelago filippino e di ospitare le cerimonie di apertura per la celebrazione dell’annuncio.

Il suo messaggio era chiaro: qui non succede nulla a meno che non dia lei l’ok. Ha chiaramente motivato un giovane studente fiduciario, anche lui filippino, a fare leva contro Tanuan.

La popolazione filippina comprende circa il 30% della popolazione studentesca del TCDSB. Quest’ultimo voleva che ci fosse invece prima la dovuta considerazione sugli impatti della “colonizzazione” – in Canada, niente di meno.

A partire da venerdì pomeriggio, altri 700 studenti avevano scelto di iscriversi per “l’apprendimento online”. Che squadra!

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