CorrCan Media Group

Fare la morale erode il dibattito costruttivo

Fare la morale erode il dibattito costruttivo

Fare la morale erode il dibattito costruttivo

TORONTO – Alla fine, dovevamo aspettarci un contraccolpo. Per un po’, a quanto pare, l’idea che “la tua etica morale e le tue icone siano state causa di dolore personale, quindi siano malvagie e debbano essere eliminate” ha avuto la meglio su tutti e su tutto il resto. L’ex primo ministro Jean Chretien era solito dire che, se non ti piace la legge, puoi cambiarla.

Rovesciare statue, diffondere graffiti, cancellare i nomi di persone il cui passato (non importa quanto lontano) riteniamo dannoso per la nostra attuale “immagine di sé” può apparire a breve termine un sostituto attraente, che però deve ancora resistere alla prova del tempo.

Curiosamente, nella nostra generazione, abbiamo già dimenticato l’ “oltraggio” espresso dai nostri stessi governi quando i talebani hanno demolito i Buddha storici perché ritenuti “offensivi” per i seguaci dell’Islam. Ora stiamo assistendo al nostro rovesciamento di icone e “idee” nel nome del… “pensiero progressista”.

In Canada, come nella maggior parte delle società civili, ci sono solo due modi legittimi per attuare il cambiamento: pubblico, con un dibattito aperto che porta a una decisione sancita da un organo legislativo debitamente costituito, oppure con le sfide nei tribunali. È interessante notare che quasi tutti concordano sul fatto che “l’appropriazione della lingua” è una decisione tattica – un modo per spostare una visione contraria ascendendo ad una posizione che riteniamo essere esclusivamente nostra.

Da qualche tempo, i promotori di disprezzo, critiche e diffamazioni da parte di coloro che si sono appropriati del “terreno virtuoso” non sono stati contestati. Per una serie di ragioni, ai sedicenti “progressisti” è stato dato libero dominio nel dibattito pubblico. Questo è stato così anche nel contesto di un collaudato diritto, di diritti acquisiti costituzionalmente, e conquistati, nel sistema educativo per i seguaci di uno specifico gruppo confessionale religioso.

Come in tutte le cose democratiche, la vigilanza è la condizione indispensabile di qualsiasi diritto e/o libertà. Attivisti/anarchici hanno avuto il loro dominio anche nel Consiglio Scolastico del Distretto Cattolico di Toronto (TCDSB), grazie a un gruppo di quattro fiduciari “anti-cattolici” insoddisfatti di se stessi e che si accusano reciprocamente di violazioni del proprio Codice di Condotta. Nel frattempo, il resto del mondo sembra essere in una modalità di dibattito pubblico su alcune delle questioni “morali” del giorno – spogliato del concetto di “peccato” ma vestito con il solito vocabolario che spazzi via qualsiasi parole contraria alle loro convinzioni.

Una settimana fa, l’Istituto Superiore per la Sanità (la controparte del nostro Istituto Sanitario Nazionale) ha riferito che il 70% dei ginecologi e il 40% degli anestesisti si rifiutano di praticare l’aborto. Questi sono “obiettori di coscienza”, per cosÌ dire, non necessariamente motivati dall’affiliazione religiosa. L’organizzazione sanitaria ha sottolineato che il numero è coerente con quello della maggior parte dei Paesi europei.

Alla fine della scorsa settimana, una mozione presentata da un parlamentare pro diritti transessuali nella Camera dei Deputati italiana ha scatenato una tirata di orecchie guidata da una ex parlamentare (e co-fondatrice dell’agguerrito movimento femminista “Se non ora quando” dell’Italia) perché il linguaggio ha minacciato di ridurre le donne allo status di un altro gruppo di minoranza che chiede “uguaglianza”. Ha detto che non avrebbe mai sostenuto il linguaggio dell’ “identità di genere” perché biologicamente è nata una donna, come lo è/era il 50% della popolazione, e tale linguaggio era riduttivo della sua identità sessuale.

Il sistema politico italiano fu il primo in Europa ad accettare un candidato apertamente gay, nel 1978, (Nicky Vendola). Ha continuato, diventando Governatore nella sua Regione, formando e guidando il proprio partito nazionale e mantenendo l’equilibrio di potere nel governo nazionale successivo. In seguito, ha sposato un canadese, ex addetto della Camera dei Comuni canadese, e si è trasferito in Canada pochi anni fa. L’Italia non è in alcun modo un Paese arretrato dal punto vista economico o culturale.

Né lo è la Polonia, un Paese con una popolazione quasi identica per dimensioni al Canada. Negli ultimi 35 anni ha generato movimenti leader a livello mondiale per rovesciare regimi comunisti appoggiati da militari oppressivi e un imponente individuo (il Santo) Papa Giovanni Paolo II, probabilmente la figura mondiale più significativa che ha influenzato il cambiamento negli ultimi quarant’anni. Ha visitato il Canada due volte ed è stato salutato dalla folla adorante che contava milioni di persone.

All’inizio della settimana, Andrzej Duda, presidente in carica della Polonia (per inciso, in passato, ha visitato il Canada e le parrocchie polacche) ha vinto la prima tappa della sua proposta di rielezione dipingendosi come un difensore dei bambini contro la perniciosa (questa la sua definizione) “ideologia anti-bambini” dei “progressisti”.

Nel TCDSB, i fiduciari autodefinitisi “progressisti” (il quartetto Rizzo, De Domenico, Di Pasquale e Li Preti) contrastano con le minacce di azioni legali i genitori che hanno un interesse in proposito a questa “ideologia”, se non il diritto, di parlare su un ordine del giorno e curriculum visionato per i loro figli. Per cominciare, denigrano i principi religiosi (che sostengono le basi del consiglio stesso), e che hanno giurato di sostenere, come portatori di bigottismo e odio.

Tre fiduciari hanno risposto alla nostra richiesta per commento nel preparare questo articolo.

PER LEGGERE I COMMENTI PRECEDENTI: https://www.corriere.ca/il-commento/