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E questo passa per leadership. Le minacce di Lecce

E questo passa per leadership. Le minacce di Lecce

E questo passa per leadership. Le minacce di Lecce

Ogni giorno, l’Ontario sta registrando un numero record di infezioni dal Covid-19: oggi per cinque volte il tasso di quando la prima ondata del virus ha raggiunto il suo picco nel mese di maggio.

Il ministro Lecce e il suo governo chiusero le scuole, dopo la pausa di marzo. S’immagina che l’anno scolastico 2019-2020 sia stato un disastro totale.

Però ci si chiede, ha istruito i consigli scolastici a condurre un programma di disinfezione e sanificazione per rendere gli edifici e le aule al sicuro dal punto di vista sanitario per l’anno accademico 2020-2021? Non proprio.

Ha chiesto che i rappresentanti dei consigli e degli insegnanti sviluppino piani per “il nuovo ambiente di istruzione e apprendimento” nel caso in cui autorizzasse un ritorno a scuola per il 2020-2021? A quanto pare no o essi non ascoltano. Il personale amministrativo e gli insegnanti venivano pagati mentre erano a casa; avevano un sacco di tempo a disposizione. Esisteva un coordinamento per l’insegnamento remote, l’apprendimento a distanza, le spese per la tecnologia appropriata alla loro realizzazione per gli studenti prima di settembre?

A giudicare dai rinvii delle date di inizio, l’esodo degli studenti da ambienti di classe e di personale esperto in materia la risposta sembrerebbe essere un clamoroso no.

I due consigli scolastici di Toronto e i loro insegnanti lamentano il fatto che un totale di 8.000 studenti in meno rispetto a quelli registrati a giugno erano tornati entro la fine di settembre (ci sarà una riduzione associata di 96 milioni di dollari di pagamenti dal Ministero ai consigli di amministrazione di conseguenza).

Gli studenti che sono ritornati si trovano in un ambiente insostenibile. Gli scolari esposti al contagio vengono inviati nelle stanze di isolamento; genitori dei loro colleghi non sono avvisati. Il tracciamento quasi inesistente, i rappresentanti sindacali degli insegnanti nel consiglio cattolico hanno chiesto una chiusura completa e una riorganizzazione, l’assunzione di ulteriori insegnanti e/o assistenti in classe e un serio programma di sanificazione – prima che i bambini ritornino a scuola.

Sovrintendenti e amministratori intermedi (presidi e vicepresidi) chiedono bonus per aver dovuto svagarsi da marzo. Nel frattempo, il Consiglio Cattolico (TCDSB) continua a farsi a pezzi perché alcuni Trustee si lasciano consumare da un tema tipo “cavallo di troia” che minaccia la legittimità del loro processo di governo e l’essenza di un sistema di “scuole separate” (cattoliche).

Una relazione schiacciante (parafrasando una frase utilizzata altrove) dell’ex Commissario ad interim per l’integrità sottolinea l’abbandono di comportamento decoroso verso i colleghi, sostituita dal totale disprezzo verso di essi e il loro obbligo; la mancanza di cortesia professionale nei confronti dei colleghi da parte di alcuni amministratori. La sempre più acerba tendenza di strumentalizzare il Codice di Condotta in “armamento” per ostacolare il processo decisionale. Lei dichiara i loro nomi, ma, dopo aver seguito quasi tutte le sessioni pubbliche del consiglio, sono convinto dell’identità dei “quattro asini dell’apocalisse”.

Lecce sta fornendo loro una copertura. Anche lui sembra ossessionato dalla “segnalazione della virtù” diretta da vittime auto-definite di presunta “omofobia sistemica” nel sistema scolastico. Sembra che abbia fatto trapelare una copia di un rapporto confidenziale il cui autore non ha avuto problemi con le parole usate nel dibattito, ma era infelice per il “tono” applicato nella vocalizzazione – non di suo gradimento. Lecce, di fronte ad un numero elevatissimo di studenti – 1.626 – ormai infettati dal virus tuonò: “Continuo ad essere disturbato dal linguaggio usato da questo individuo”.

L’investigatore e il suo studio legale (diciotto avvocati, due dei quali maschi, si trovano al centro di una “lapidazionepubblica” del fiduciario in questione. Le richieste di commento tramite e-mail sono rimaste senza risposta. Tuttavia, i suoi commenti altrove sembrano aver incoraggiato una “vittima in carriera” – un attivista radicale LGBTQ2+) a minacciare una violazione del Codice di condotta contro quattro trustee che non avevano votato con i suoi quattro simpatizzanti di cui sopra per condannare il loro collega.

Lecce ha quindi aggiunto: “Le mie aspettative [sono] che il consiglio amministrativo rende pubblico questo rapporto e tenga il trustee responsabile per le sue parole offensive”. Quale? L’intervento è tutto pubblico.

Questo è un concetto nuovo e inquietante riguarda la permeazione del giusto processo richiesto ai funzionari debitamente eletti: “fai quello che voglio, altrimenti saranno guai per voi”.  Lecce, da parte sua, ha preceduto anche queste minacce con due annunci di ricostruzione nelle scuole dei reparti di due trustee co-leader della fronda che agisce come se fossero essi a gestire il consiglio di amministrazione.

Potrebbe non esserci una connessione, ma bisogna chiedersi cosa è successo ai 750 milioni di dollari che il governo federale ha stanziato per l’Ontario per prepararsi per il rientro a scuola – 500 milioni di dollari per gli aggiustamenti delle infrastrutture. Il 10% di questa somma per due scuole probabilmente non faceva parte del piano.

Non importa, uno dei due trustee, Markus De Domenico, ha ora pubblicamente definito un collega “omofobo” e ha schizzato l’accusa ovunque. L’altra è Maria Rizzo, oggetto di non meno di nove indagini per violazioni del Codice di Condotta e della legge comunale sul conflitto di interessi. Entrambi voteranno per “riaprire il caso e “censurare” il loro collega. Tutto pe arruffianarsi a Lecce.

È una cricca eterogenea. Se avessero un briciolo di decenza, si squalificherebbero dal voto.

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