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Doppia Incriminazione quando dei buffoni gestiscono il TCDSB 

Doppia Incriminazione quando dei buffoni gestiscono il TCDSB 

Doppia Incriminazione quando dei buffoni gestiscono il TCDSB 

TORONTO – Proprio quando si pensa che la situazione non possa diventare più ridicola presso il consiglio del Provveditorato agli studi cattolico di Toronto (TCDSB), il Consiglio ha deciso di riunirsi il 4 novembre per discutere sul diktat del Ministro Lecce volto a riaprire una questione che sta consumando le loro risorse, le energie creative e le loro capacità ad affrontare le sfide per accogliere ed istruire i nostri fi li in un ambiente infestato dal virus.

Solo che non avevano l’autorità giuridica per la riconsiderazione del caso. Le loro deliberazioni non sono solo invalide, ma possono anche, di fatto, essere illegali.

Nel frattempo, sciaguratamente, stanno sottoponendo uno dei loro colleghi ad una “doppia incriminazione” sul piano legale. Se il ministro li ha consigliati di farlo comunque, ha qualche spiegazione seria da fare.

Mentre si trova in questo stato psicologico, troverà senza dubbio il tempo di spiegare l’urgenza di fare due annunci di finanziamento per i progetti infrastrutturali nei distretti dei Trustee Rizzo e De Domenico.

Guarda caso, entrambi si sono agitati per riaprire la questione sopra indicata e contemporanea mente criticano in pubblico il loro collega trustee, Del Grande, per la loro interpretazione delle parole che ha usato in un dibattito sui valori cattolici.

Il Consiglio aveva preso la decisione che Del Grande non aveva violato il codice di condotta dei Trustee. I trustees insoddisfatti o scontenti possono riaprire la questione solo attraverso una revisione giudiziaria. In parole povere, possono appellare la loro decisione solo presso un’altra giurisdizione – il Tribunale provinciale, secondo il parere scritto e fornito dall’ex Commissario ad interim per l’integrità alle madri che avevano lanciato una denuncia contro il fiduciario De Domenico per molestie e condotta incoerente con il suo Giuramento di ufficio.

Per quanto riguarda il fiduciario Rizzo, in agosto, il Consiglio l’aveva trovata in violazione del codice riguardante il conflitto di interessi materiale. Inoltre, le sue minacce di aggressione aggravata ad un funzionario sindacale sono ancora dinanzi alla commissione per le relazioni del lavoro. La polizia avrebbe dovuto essere coinvolta.

Il 4 novembre, il TCDSB si è di nuovo riunito in camera (in sessione privata), nonostante quanto sopra, per considerare la riapertura della questione ed arruffianarsi con il ministro per i suoi annunci economici al loro favore. Nella loro fretta, hanno trascurato di riferire la decisione alla sessione pubblica, come richiedono i regolamenti e la legge. Senza questo, e il conseguente voto pubblico (che necessita i due terzi per l’approvazione) che autorizza la pubblicazione della relazione confidenziale, la questione sarebbe finita.

Sino ad allora, chi sia in possesso di una copia si potrebbe trovare contro la legge. Tuttavia, il giorno dopo, la relazione si è trovata nelle mani di un giornalista del Toronto Star, e presumibilmente in quelle del ministro ed in altre mani della comunità LBGTQ2+.

Ora, il prossimo 11 novembre, il Consiglio si riunirà nuovamente per fare ciò che non ha fatto il 4 novembre: riferire alla sessione pubblica, votare, strutturare l’accordo di non divulgazione di un documento confidenziale e poi passare alle trattative per la Presidenza e altri uffici per il prossimo anno.

Intanto, sabato, il Trustee De Domenico ha pubblicato il tweet (nella foto sopra) in violazione del Codice di Condotta e – secondo il paragrafo 6 – cadendo in un potenziale conflitto di interessi.

I nostri lettori potrebbero avere l’impressione sbagliata che il Consiglio del provveditorato cattolico di Toronto debba in effetti preoccuparsi di istruzione, competenze, pensiero critico e sviluppo del carattere degli studenti. De Domenico ha ora incluso “Staff” (i sovraintendenti) nel circolo di una malvagia buffoneria sua e di Rizzo.

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