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Dal bikini ai capelli spettinati, la politica della prima impressione

Dal bikini ai capelli spettinati, la politica della prima impressione

Dal bikini ai capelli spettinati, la politica della prima impressione

TORONTO – Ciò che segue potrebbe offenderti. Prendi un valium – oppure serviti di Maria Juana; ora che è legale farlo. Si tratta di un’opinione spensierata sulla più grave delle questioni politiche canadesi: sprechi e corruzione percepita. Una disposizione mentale più grave potrebbe sicuramente indurre alla depressione.

La politica è sempre stata come sedersi per un pasto: si mangia prima con gli occhi, poi con aromi e finalmente con le papille gustative. Chiamatelo l’ “antipasto sensoriale” ad un buon pasto. Se queste tre condizioni promettono bene, uno si butta all’avventura.

Marshall McLuhan, un celebre filosofo canadese della metà del XXesimo secolo e un guru della comunicazione (nessuna offesa intesa ad altre religioni: era Cattolico), rese famosa la spesso ripetuta metafora “il messaggero è il messaggio”. Se le sfumature sfuggono al lettore, significa che “quello che dici è meno importante di come ti presenti”. Prima impressione… si suppone.

Nel terzo secolo A.C. (antichità dell’era precristiana) filosofi ellenici discutevano in termini di “materia e forma” gli approcci fondamentali al significato della vita. L’opinione pubblica apparentemente apprezzava il fatto che i loro rappresentanti – eletti o opportunisti – potessero dimostrare una “comprensione del contesto” prima di poter pretendere l’attenzione del demos, altrimenti noto come “plebaglia”.

Alessandro Magno era accompagnato da uno dei più grandi pensatori della Storia, Aristotele, per assicurarsi come dire la “cosa giusta” nel momento piu’ opportuno (e comunicare a casa il messaggio appropriato), anche continuando a soggiogare i popoli in lungo e in largo. Si tratta di “punti di discussione” cosi’ largamente utilizzati oggi.

Ecco, ci troviamo nel 2020 D.A. A qualcuno importa tutto questo – in Canada? In un primo momento, la risposta sembrerebbe negativa, a giudicare dalle prestazioni di entrambi gli attori del governo e tattici dell’opposizione di giovedì, nell’attesissima audizione della commissione finanziaria in stile “lotta politica corpo a corpo” sul tema della “credibilità” di WE.

La “fashionista” che in precedenza aveva raddoppiato il proprio ruolo di sondaggista di successo / responsabile della campagna per il governo Wynne deve cercare di “fare un ritorno”. Così, gli strateghi del Partito Liberale hanno concordato che il Primo Ministro sarebbe dovuto andare in TV brizzolato e vestito (cattiva associazione di parole) con quella certa, “je ne sais quoi”, nonchalance associata a bikers o senzatetto. Solo per arrivare al loro livello di “affidabilità”, per così dire.

Apparentemente, devono aver calcolato che questo avrebbe reso la sua versione degli eventi riguardanti WE molto più appetibile di quella precedentemente trasmessa da due individui che fanno del loro meglio per imitare i ciarlatani. Potrebbe aver funzionato.

A parte il fatto che l’esibizione del Primo Ministro è stata immediatamente seguita da quella del suo Capo di Stato Maggiore, il cui approccio “Miss Prim and Proper”, dedicato alla madre [ai bambini di tutto il mondo], l’approccio di “Aye Aye Captain” alla gestione delle questioni sembrava offrire un’immagine nettamente diversa.

In assenza di partiti politici fiorenti e vigorosi, tendiamo a fare affidamento sul culto della personalità – un bene deprezzante nel migliore dei casi – o sulla percezione della competenza nella gestione delle questioni. Ma i canadesi non sono i soli ad essere facilmente distratti.

Matteo Salvini, leader dell’equivalente italiano del blocco canadese Quebecois, godendosi un fine settimana soleggiato in spiaggia, stava regalando ai suoi adulati seguaci i piani per riappropriarsi del controllo del governo, quando è stato interrotto da una vicesindaca locale.

Lei ha offerto una visione nettamente contrastante del mondo. Dato che tutti indossavano abiti da spiaggia in modo appropriato, probabilmente non le è venuto in mente che la casa di moda che ha disegnato il suo bikini abbia una migliore comprensione di come presentare una discussione rispetto allo staff di comunicazione di Salvini.

I supervisori del primo ministro canadese devono aver attecchito abbastanza rapidamente. Il giorno successivo, “è apparso” davanti al pubblico di Vancouver con i capelli opportunamente pettinati, abbigliato in camicia e cravatta bianche, maniche rimboccate diligentemente per manifestare serietà.

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