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Covid-19… con le precauzioni si evitano tanti problemi

Covid-19… con le precauzioni si evitano tanti problemi

Covid-19… con le precauzioni si evitano tanti problemi

TORONTO – Alcuni anni fa, nel corso di un’intervista con un chirurgo oncologico, gli ho chiesto quale fosse la migliore terapia per il cancro. Il cancro, come noto è una malattia killer e il successo dei trattamenti (sempre dolorosi) disponibili per esso sono misurati in tassi di sopravvivenza a cinque anni. Senza perdere un colpo, rispose: “Non contrarlo”.

Covid-19 non si è ancora dimostrato nella stessa classe di malattie letali – ma potrebbe risultare così almeno a breve termine – ma, a questo punto, il trattamento medico più efficace è: “Prendere misure per non contrarlo”. Lavarsi le mani. Spesso.

A differenza del cancro, Covid-19 è contagioso (trasferibile) – puoi prenderlo dalle fonti più improbabili. Mantenere le distanze. Si può diventare infetti da persone e da superfici fisse. Bisogna evitare di diventare una statistica.

Bisogna assolutamente ridurre la sua diffusione. Non è una grande strategia, ma è l’unica che funziona finora. Almeno fino a quando i ricercatori di scienze mediche non troveranno un vaccino o un antidoto. Il processo non è breve. Né è poco costoso. Dal laboratorio al collaudo su soggetti vivi, alla produzione e distribuzione fra il pubblico, il lavoro è laborioso e costoso.

I ricercatori italiani sono stati tra i primi a isolare l’ingrediente attivo che “porta la malattia” nel Covid-19. I ricercatori tedeschi sono apparentemente sulla buona strada per isolare le molecole attive che possono servire come base per farmaci efficaci. Gli americani sembrano essere arretrati in materia anche se pronti ad acquistare la ricerca tedesca – così come è – per circa due miliardi di dollari, a condizione che abbiano l’esclusività sulla “medicina”.

Grazie al Covid-19, i governi hanno stanziato dei fondi per gli adeguamenti economici necessari a seguito della trasformazione delle consuete prassi di comportamento socioeconomico. Chi sapeva che avevamo la volontà collettiva e le risorse finanziarie?

Anche governi di carattere “populista”, tipicamente Destra di parte, stanno ora predicando le necessità fiscali richieste dalla strategia di isolamento e contenimento. L’epitome di tali strategie non è altro che Bibi Netanyahu – che presto sarà l’ex Primo Ministro (forse) di Israele – quale chiede l’applicazione di tamponi a tutti nel paese al fine di ottenere dati accurati e/o comparabili per lanciare terapie correttive ed efficaci.

Chiudere i confini, cancellare i voli, frenare i trasporti locali è solo l’inizio, sostiene.

Sembrerebbe che altri finalmente siano d’accordo. L’Europa sta mettendo da parte 750 miliardi di euro (circa il 4% del PIL) per strategie di controllo. Gli Stati Uniti e il Canada, entrambi con circa due o tre settimane di ritardo dall’esempio italiano, parlano di “qualunque cosa serva”.

L’Italia è all’avanguardia in queste strategie di contenimento. Il suo sistema sanitario, giudicato da uno studio della John Hopkins University come il migliore o il secondo migliore del mondo, è giunto ora ai suoi limiti. Le scuole vengono convertite in ospedali temporanei con un solo compito: trattare coloro che contraggono il Covid-19 lontano dagli altri con altre condizioni o esigenze sanitarie di emergenza.

I nostri governi provinciali stanno seguendo l’esempio federale nel dichiarare stati di emergenza per bloccare tutto – compresi i tribunali – e infine mettere in atto misure serie per segnalare il contagio, monitorare le persone colpite e testare i risultati. È un momento difficile per tutti. Le istituzioni per cui abbiamo lavorato tanto per costruire nel corso dei secoli dovranno essere rafforzate una volta ritornata la calma.

Nel frattempo, LAVIAMOCI LE MANI, “manteniamo una distanza sociale” e teniamo il nostro ambiente immediato pulito. Rimaniamo in buona salute.

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