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Contro il Papa viene usata l’artiglieria pesante

Contro il Papa viene usata l’artiglieria pesante

Contro il Papa viene usata l’artiglieria pesante

TORONTO – L’attacco a papa Francesco, esploso con la lettera di Viganò, fa parte della escalation dell’offensiva orchestrata a tavolino da gruppi di potere, specie americani, che reagisce ed entra “in guerra” perché si sente attaccato dal Papa.

Dopo essere covata per diversi anni, nel 2015, la prima deflagrazione fu provocata dalla lettera di nove cardinali contro il Papa, accusandolo di aver manipolato il sinodo da cui scaturì la lettera Amoris Laetitia con la nota sulla Comunione ai divorziati.

Nel 2016, iniziativa senza precedenti, quattro cardinali espressero dei “dubia” sulla nota del Papa sui divorziati. Dello stesso piano fa parte la lettera di Viganò. I gruppi conservatori, prendono come spunto, o piuttosto scusa, gli abusi sessuali ed accusano falsamente Papa Francesco di condonarli.

In verità, essi vedono come il fumo negli occhi un Papa che considerano rivoluzionario per aver riacceso la fede in milioni di cattolici, ridimensionato il potere ecclesiastico, un Papa che parla dei poveri, i diseredati, gli umili della terra secondo gli insegnamenti del Vangelo che recita appunto: “Beati i poveri”. Papa Francesco è visto come un affronto al loro potere. Il Cardinale Kasper, nella sua intervista ad ARD, lo ha detto chiaramente: “Alcuni ne contestano la dottrina,

altri i suoi giudizi sulle questioni sociali, la povertà, i migranti, il capitalismo finanziario”. Gli abusi sessuali del clero e non solo hanno radici antiche. In Canada, non ancora è chiusa la ferita atroce delle 139 scuole residenziali in funzione tra la metà dell’800 fino al 1996 quando fu chiusa l’ultima.

Centocinquantamila bambini nativi, meticci e Inuit furono presi dalle loro famiglie e dalle comunità e messi in scuole finanziate dal governo, gestite dalle chiese, tra cui quella cattolica, con lo scopo di cancellare la loro identità e assimilarli alla cultura cristiana prevalente

in Canada. Il Papa non è nuovo ad accuse, come gli altri papi d’altronde. Prima della elezione furono fatte circolare accuse che l’arcivescovo di Buenos Aires, durante la dittatura di Videla, non avrebbe fatto nulla, anzi che sarebbe stato un connivente occulto del dittatore.

Bergoglio non rispose. Le accuse finirono nel nulla, perché, come dice padre Antonio Spadaro, direttore della Civilta Cattolica: “prima o poi la verità verrà a galla” come nelle accuse attuali – ad iniziare dall’ex cardinale McCarrick 88 anni, cui Francesco impose di rinunciare al Cardinalato e po

sto sotto processo di fronte al tribunale vaticano. Bergoglio ha proseguito la linea di “tolleranza zero” instaurata da papa Benedetto XVI, con la legge VIII, del 13 luglio, 1913, che introduce il reato di pedopornografia, che ha portato all’espulsione di centinaia di preti colpevoli di abusi sessuali.

Il 23 settembre, 2014, viene arrestato in Vaticano, ridotto allo stato laicale e messo sotto accusa l’ex nunzio nella Repubblica Dominicana Josef Wesolowski, che morì prima del processo. Lo scorso anno il Tribunale Vaticano ha condannato a cinque anni di reclusione per possesso e diffusione di materiale pornografico monsignor Carlo Alberto Capella consigliere di nunziatura a Washington.

Il 22 marzo, 2014, Papa Francesco istituì la Pontificia Commissione per la tutela dei minori incaricata di proporre al Papa “le iniziative più opportune per assicurare che crimini come quelli accaduti non abbiano più a ripetersi nella Chiesa”. Il 4 giugno, 2016, il Papa ha disposto con motu proprio che tra le cause per la rimozione di un vescovo c’è anche la negligenza. Il 18 maggio scorso, dopo lo scandalo degli abusi sessuali, il Papa ha convocato 34 vescovi del Cile imponendo loro di rimettere il loro mandato e licenziandone cinque.

Nella lettera al popolo di Dio sui crimini dei preti pedofili, Papa Francesco ha chiesto ai fedeli “quando si vede qualcosa si deve parlare subito”. Per il prossimo febbraio, il Papa ha convocato i capi delle conferenze episcopali di tutto il mondo per definire le regole da applicare in ogni paese per combattere la pedofilia dei preti. Per gli oppositori di Papa Francesco non è abbastanza. Ai tempi dei Borgia si usavano i veleni, oggi per combattere la cyber guerra si usano i dossier. Come finirà è difficile pronosticarlo.

Certo è che la Chiesa vive un momento difficile e pericoloso. Tutto può succedere. Al limite ci può essere uno scisma oppure una Chiesa rinnovata del “popolo di Dio”, ancorata alle radici evangeliche.
(continua)