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Considerazioni: l’anno che è stato, l’anno che sarà

Considerazioni: l’anno che è stato, l’anno che sarà

Considerazioni: l’anno che è stato, l’anno che sarà

TORONTO – A fine anno, di solito, i media tirano le somme dei dodici mesi trascorsi e si lanciano in previsioni sugli avvenimenti che conquisteranno i titoli dei giornali nel nuovo anno.

Non mancano gli oroscopi che non hanno troppa credenza ma si leggono per sentirsi meglio.

Per il Corriere Canadese un cambiamento epocale è stata la liberalizzazione della marijuana in Canada, secondo paese nel mondo dopo l’Uruguay.

Come è da aspettarsi Trump tiene banco, benchè imprevedibile, umorale e geneticamente portato a mentire.

Siccome non può togliersi di dosso la camicia di Nesso del procuratore speciale Mueller con il nodo scorsoio che si stringe intorno al collo, alcuni prevedono che in un momento di disperazione potrebbe dichiarare Mueller illegittimo.

Oppure che potrebbe essere messo in stato di accusa (impeachment) o dimettersi per evitare il carcere. Nixon insegna.

La Brexit è l’altro evento epocale, uno dei pilastri dei sovranisti e dei populisti. Se la Gran Bretagna va a scatafascio per Trump ed i sovranisti sarà un colpo duro, perchè gli Europei, secondo il detto “Si stava meglio quando si stava peggio”, potrebbero concludere che il multilateralismo funziona perchè ha dato all’Europa 70 anni di pace e prosperità. Altri pensano che il nodo sarà la Corea del Nord.

Dopo sei mesi dal famigerato incontro con il dittatore della Corea del Nord Kim Jong Un, per Trump” un bravo simpatico ragazzo” la Corea del Nord seguita a far balenare la minaccia nucleare.

A seguito delle sanzioni imposte da Trump alla Cina come ai paesi alleati Europei ed il Canada, ci si domanda se ci sarà una nuova guerra fredda.

Dopo i disastrosi giorni neri delle borse molti si domandano se è possibile che l’economia mondiale cada in picchiata verso la recessione, che come sempre colpirà le categorie più vulnerabili della popolazione.

In Europa ci si chiede se l’estrema destra avanzerà in Italia, Germania, Olanda e persino in Svezia. Negli Stati Uniti, con la nomina dell’ultra conservatore Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, sarà revocata la storica sentenza del 1973, Roe vs Wade, che permette l’aborto?

Il brutale assassino del giornalista Jamal Khashoggi di cui viene accusato il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohamed bin Salman, non può essere taciuto, anche se petrolio e armi vendute dagli USA, Germania, Italia, Francia Inghilterra e Canada sono un argomento convincente per giustificare tutto, compresa violazione dei diritti umani.

Personalmente sono stato colpito dalla sospetta parsimonia con cui i media trattano la insensata guerra civile che imperversa in Yemen dal 2015, quando la minoranza Houthi (Sciiti) prese il controllo del nord del paese e della capitale Sanaa.

Il New York Times la definisce “la guerra invisibile dei Sauditi” ( Saudis’ invisible war). L’Arabia Saudita ed altri paesi sunniti del golfo entrarono in guerra per liberare lo Yemen dagli sciiti accusati di essere la longa mano dell’Iran.

Dopo tre anni finalmente le parti contendenti si sono riunite in Svezia, sotto gli auspici dell’ONU, Donald Trump e Kim Jong Un per tentare di porre fine alla tragedia che ha causato centinaia di migliaia di morti in massima parte civili, vittime di una mostruosa carneficina.

Il New York Times, questa settimana, riferisce come gli elicotteri perseguono le imbarcazioni di pescatori e sorvolano il mare fino a quando esse affondano. Il giornale scrive: “Aerei da combattimento della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, muniti di armi e bombe americane hanno colpito matrimoni, funerali e scuolabus. Migliaia di civili sono morti”.

Secondo “Save the Children” 85.000 bambini, sotto i 5 anni, sarebbero morti di fame e malattie. Secondo l’ONU, un milione e trecentomila bambini hanno so¤erto a causa di malnutrizione acuta severa (SAM).

L’Arabia Saudita ha posto l’embargo al porto di Hoodeida attraverso cui lo Yemen importa il 70% dei viveri e degli aiuti umanitari, creando secondo l’ONU una severa crisi umanitaria.

È stato impedito persino di far transitare le pillole per combattere il colera che ha colpito 900 mila yemeniti. Inutile disquisire su chi ha la colpa.

Secondo Karim Dajadpour, esperto del Medio Oriente del Carnegie Institute, non si tratta di vedere se abbiamo buoni alleati e cattivi avversari. Qui abbiamo cattivi alleati e cattivi avversari. Iran e Arabia Saudita sono da condannare irrevocabilmente perchè hanno dato nuovo impeto alla barbarie, un vocabolo che credevamo cancellato dal vocabolario delle nazioni civili.