CorrCan Media Group

Conservatori, addio Andrew Scheer

Conservatori, addio Andrew Scheer

Conservatori, addio Andrew Scheer

TORONTO – Sono così numerosi i cosiddetti “esperti post factum” nell’arena politica che è impossibile non finire sulla croce – nessuna bestemmia o mancanza di rispetto intenzionale – non importa quello che si fa. Oppure, come attribuito all’autorità eminente nell’arte di governare, il cardinale Richelieu: chiedi a un uomo di mettere solo due parole su carta e avrò motivo su€ciente per impiccarlo. Il plotone d’esecuzione della stampa di Ottawa e i sapientoni della politica si presterebbero subito a fare il boia.

Va bene. Andrew Scheer, ora ex leader dell’opposizione u€fficiale in Parlamento, ha rassegnato le sue dimissioni da Leader in modo da poter trascorrere più tempo con la sua famiglia (quella tradizionale, obsoleta, non alfabetizzata – nessuna mancanza di rispetto intesa, ma è la sua apparente preferenza per quel tipo che lo ha messo nei guai politicamente parlando).

In quali condizioni ci lascia? Più specificamente – poiché non sono un membro di quel partito, tanto per essere chiari – che sarà del Partito Conservatore?

Se state sentendo voci di incoraggiamento in sottofondo, siete vicino agli aspiranti che complottano per il trono di Scheer, quindi, avete già familiarità con i candidati in discussione che si sono schierati dai risultati elettorali del 21 ottobre.

In tal caso, non sarà necessario generare una logica o un corpus di pensieri per giustificare la sua estromissione, scusate, intendevo dire “uscita volontaria”. Sembra che tutti siano già passati a chi sarà il signor/la signora prossimo(a).

È teatro, non politica, non visione. E, come il teatro, non è reale e, come nei cattivi teatri o nei film di cattivo gusto, il pubblico non perderebbe nulla voltando le spalle o “abbandonando il campo”. Ci sono sempre degli altri attori che danno una nuova energia o una distrazione momentanea.

A proposito di distrazioni, ci sono già almeno sei “uccisori di dragoni” le cui squadre si stanno mobilitando per rimpiazzare Scheer. Se pensate che saranno gentili l’uno con l’altro, vuol dire che credete nelle favole. Senza averlo annunciato, sono (in ordine alfabetico): Rona Ambrose, Doug Ford, Jason Kenney, Peter MacKay, Erin O’Toole, Lisa Raitt. Ce ne saranno altri – l’ambizione è come la Divina Provvidenza imperturbata dai limiti.

Qualche cautela potrebbe comunque servire tuttavia, nel caso in cui alcuni candidati inaspettati fossero attratti dal fascino di guidare una banda di esperti in battaglie con i coltelli a€lati. Cosa succede se si sviluppa inaspettatamente una base di sostegno a Scheer?

Lui potrebbe essere in grado di ottenere l’appoggio di oltre 50% dei membri del Partito in un Congresso per la Leadership, anche se oggi in un congresso per valutare la sua leadership attuale forse non potrebbe raggiungere la quota del l’80% richiesto per sopravvivere come leader.

In secondo luogo, potrebbe apparire uno(a) estraneo(a) all’Establishment capace di interrompere tutti i piani degli altri. Se dovessi scommettere, punterei i miei soldi su Candice Bergen, ex ministro del governo e attuale parlamentare di Morden, Manitoba. È esperta, umile, intelligente, senza aspetti negativi, si presenta bene e non si fa strumentalizzare da nessuno. Ripensandoci, perché dovrebbe farlo?