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Conflitti, codici di condotta e comportamento inaccettabile

Conflitti, codici di condotta e comportamento inaccettabile

Conflitti, codici di condotta e comportamento inaccettabile

TORONTO – Distrazione. Diversione. Due delle tre parole che mi sono passate per la testa mentre ero in ascolto dell’audizione della commissione parlamentare sulla vicenda WE di ieri, 28 luglio. L’altro era l’inganno. Ho avuto la stessa sensazione più tardi, quando ho passato a un dibattito messo in scena sul ruolo del Commissario per l’integrità presso il Consiglio Scolastico per i Cattolici a Toronto (TCDSB).

Due fratelli, i Kielburger, al centro della controversia WE, devono aver pensato di poter superare in astuzia, o furbizia, “i villani locali” che si passano come parlamentari. Avrebbero dovuto essere i beneficiari della manna piovuta dal cielo “governo federale”, progettata per premiare gli studenti per il loro potenziale volontariato in modo che potessero cosi’ guadagnare i fondi per affrontare i previsti costi universitari.

Il “concetto” (da non confondere con un piano ben preparato) e’ appassito e morto quasi nel momento in cui ha visto la luce del giorno. L’esposizione ha messo a nudo alcune azioni discutibili da parte di diversi ministri, tra cui il Primo Ministro e il suo capo ufficio. Alcune “teste rotoleranno”.

Sia il Commissario per l’etica che la commissione per le finanze stanno indagando. Gli scambi di ieri davanti alla commissione erano solo un accenno di cose attese per domani, quando comparirà il Primo Ministro (seguito dal suo capo ufficio). I partiti dell’opposizione avranno sicuramente affilato i loro strumenti.

Per i Kielburger, la loro piovra WE, e la reputazione di organizzazioni di beneficenza in generale, il futuro non sembra molto di auspicio. E’ difficile vedere queste “organizzazioni a scopo caritatevole” (ci sono circa 86.000 di esse riconosciute dalla Finanza nel paese) come altro che mezzi per il riciclaggio di denaro. La performance dei Kielburger non ha certo aiutato la causa.

Una delle impreviste ricadute ha spinto un Trustee, Markus de Domenico, presso il TCDSB (lui stesso attualmente coinvolto in recriminazioni e denunce generate da genitori e da suoi colleghi per presunte contravenzioni del codice di condotta) ad introdurre una Mozione chiedendo al TCDSB di allontanarsi dal WE fino a quando l’atmosfera si calmasse. Il TCDSB ha un rapporto speciale con i fratelli e delle relazioni semi contrattuali col camaleonte WE.

“Penso che dobbiamo mostrare alle nostre famiglie, ai nostri figli e ai nostri genitori, che se vogliamo in qualche modo partecipare, collaborare o sostenere qualcosa, che siamo certi che soddisfi gli standard del nostro consiglio cattolico”, ha dichiarato il signor de Domenico al Toronto Star, stranamente proprio il 28 luglio (anche se l’avviso di Mozione era stato presentato la settimana precedente).

Queste “norme” – qualunque esse siano – cambiano con il vento, o con il capriccio di quelli che oggi vengono chiamati eufemisticamente, “i quattro cavalieri dell’apocalisse dell’educazione cattolica” e dei loro fattori abilitanti/complici. Il TCDSB aveva assunto un Commissario (ad interim) per l’integrità con scopo di fornire orientamenti, per comportamenti appropriati, per indagare sulle trasgressioni del codice di condotta, per valutare le violazioni dei conflitti di interesse e per raccomandare eventuali sanzioni.

Martedì sera, il TCDSB ha convocato un’altra riunione per delineare, in seduta pubblica, i parametri entro i quali tale Commissario per l’integrità avrebbe operato. Basti dire che il “quartetto” (ora, più uno) non solo non vuole alcuna sorveglianza, per così dire, fanno non vogliono nessuna “guida”.

Il trustee Daniel Di Giorgio ha tentato di ottenere l’approvazione per un emendamento che limitasse il Commissario per l’integrità alle questioni e temi sollevati dopo il 1 agosto, una tecnica spesso definita come “nascondere la spazzatura sotto il tappeto”. In buona misura, hanno indotto un loro “consulente legale esterno” a presentare un parere legale sostenendo che il ruolo del Commissario per l’integrità sarebbe “puramente consultivo”.

L’emendamento fallì, ma il danno reputazionale continua. Gli amministratori possono fare quello che vogliono. Il direttore, Rory McGuckin, deve essere sollevato dal fatto che se ne andrà in breve tempo. Peccato che il suo sostituto e qualsiasi sostenitore delle scuole cattoliche di Toronto non potranno influire con una loro visone dei standard che riferiva il Trustee.

Rimarranno il Trustee Markus de Domenico e i suoi tirapiedi saranno gli unici determinanti di tali norme cattoliche.

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