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Ci sono mostri tra i ragazzi della St. Mike’s

Ci sono mostri tra i ragazzi della St. Mike’s

Ci sono mostri tra i ragazzi della St. Mike’s

di Michelle Whyle

TORONTO – Le notizie di queste due scorse settimane sugli atti di violenza rituale e le aggressioni di gruppo, che hanno visto protagonisti gli studenti della prestigiosa scuola St. Michaels’ College, hanno evocato una vasta gamma di emozioni in tutti noi e hanno lasciato parecchi di noi senza parole.

Le relazioni sulle procedure dell’amministrazione scolastica, le indagini della polizia, i dettagli orribili di due delle aggressioni hanno esacerbato molti di noi così intimamente che è quasi impossibile prendere sonno la sera.

Possiamo solo immaginare come le vittime abbiano trovato la forza, la capacità di reagire e il coraggio per continuare a frequentare quella scuola dopo essere stati aggrediti.

Perché la scuola non abbia rivolto pubblicamente delle scuse u€ciali alle vittime e alle loro famiglie è sbalorditivo.

I genitori intervistati sono risentiti con i mass media, che hanno voluto creare un’immagine negativa della scuola frequentata dai loro ragazzi.

Qui c’è qualcosa che non va.

Tutti genitori dei quei ragazzi che frequentano dal grado 7 al grado 12, per meglio dire di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, dovrebbero essere furiosi con la scuola per aver permesso che mostri e comportamenti mostruosi si potessero diffondere senza controllo tra i loro ragazzini.

È questo che ha rovinato la reputazione.

I genitori pagano un retta salatissima. Affidano i loro figli ad una scuola che per prima cosa e soprattutto si accolla la responsabilità legale di mantenere al sicuro i loro figli.

La stessa scuola dovrebbe essere ritenuta responsabile di aver permesso a quei mostri di terrorizzare quei bambini a tal punto da farli tacere.

I genitori hanno tutto il diritto di essere arrabbiati sulla reputazione della loro scuola. L’amministrazione della St. Michael’s non ha fatto niente per tutelarla.

Gli ex alunni hanno accennato che tale concezione non è nuova. I genitori dovrebbero esigere che l’amministrazione della scuola e il consiglio direttivo inizino a fare di tutto per assicurare che la loro istituzione è un posto sicuro dove studiare.

I genitori di tutti gli studenti di questa città sono contrariati. Qual è la posizione del Ministero dell’Istruzione a proposito di questo problema?

Il personale ha bisogno di essere riqualificato. È il modello in primis quando si tratta di stimolare il comportamento, l’atteggiamento e il linguaggio appropriati.

L’amministrazione deve cambiare. Questi ragazzi hanno superato un esame d’ammissione o un protocollo standard per entrare nell’istituzione, anche se con borse di studio. Dovrebbe esserci stata una certa garanzia e verifica che ogni studente abbia i requisiti giusti.

Il sistema ha fallito con questi ragazzi. Quei bambini, inconsapevoli e vittime, meritavano di meglio. Gli ex studenti dovrebbero essere a sostegno della sicurezza dei ragazzi e non del controllo della reputazione.

NESSUNO dovrebbe vivere nella paura di essere bullizzato, vittima del nonnismo o aggredito sessualmente durante la permanenza a scuola.

Nessun bambino dovrebbe essere mandato in una scuola con qualcuno che gli guardi le spalle.

Nessun bambino dovrebbe rimanere in silenzio con l’aspettativa che “ si rafforzi e diventi un uomo”.

Ma ancora maggiormente importante, nessun bambino dovrebbe rimanere nel silenzio perché non c’è nessun adulto che si prenda cura di lui e al quale possa rivolgersi durante il giorno.

Tutto ciò non fa parte di quello che significa “essere un uomo”. Le vittime hanno so.erto in silenzio. I ragazzi che non sapevano niente, stanno lottando per capire dove appartengono. I genitori sono disorientati. La scuola non ha fatto nulla di conforme con ciò che San Michele Arcangelo rappresenta.

È ora, pubblicamente, che ognuno si faccia avanti e aiuti questi ragazzi. Insegniamo loro la gentilezza, la bontà, la compassione, il rispetto, è questo che veri uomini rappresentano e fanno.