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“Buu” razzisti? Buttate la palla in fallo laterale…

“Buu” razzisti? Buttate la palla in fallo laterale…

“Buu” razzisti? Buttate la palla in fallo laterale…

TORONTO – C’è un modo semplice, a mio parere, per tappare la bocca agli urlatori razzisti.

Non si tratta di abbandonare o fermarsi durante una partita perché in questo caso si diventerebbe cornuti e bastonati per il 3-0 a tavolino che la Lega imporrebbe.

No, il modo semplice è il seguente, e per quanto strano possa sembrare pare che nessuno degli addetti ai lavori, ci abbia pensato: se insultano superando i limiti, i giocatori della squadra presa di mira buttino appositamente la palla in fallo laterale.

Sempre in fallo laterale, sempre, costantemente, rinunciando platealmente a giocare, sia a San Siro, al San Paolo, allo Stadium o all’Olimpico, insomma dovunque in Italia.

Loro urlano, tu calci alle stelle. Più vomitano porcherie, più palloni fuori. Se smettono, riprendi a giocare normalmente. Se riprendono, tu ritorni a trasformare la partita in un fallo laterale infinito.

A questo punto accadrà certamente qualcosa. E forse gli spettatori che non sono razzisti, ma che restato complici standosene zitti, potrebbero mettere a tacere gli ultras urlando contro.

Il regolamento della Lega calcio, per quanto è dato di sapere, non prevede sanzioni contro una squadra che sta in campo soltanto per buttare palloni in fallo laterale. Per quanto riguarda il sempre controverso Salvini – ministro del “no” – meglio se di calcio non ne parli affatto, avendo ben altre gatte da pelare.

Vedi, per esempio, quello che è avvenuto ai tifosi laziali, che pure tutto sono fuorché angioletti, la cui festa è diventata una mezza guerra.

Nel calcio gli sfottò ci sono sempre stati e gli insulti razzisti pure, figuratevi che ingiuriavano anche Cannavaro per essere napoletano anche quando era della Juve.

Ma da allora ad oggi le cose sono peggiorate, negli stadi e fuori.

Non sarà Salvini a risolvere i problemi. Dovrebbero cominciare a farlo le società di calcio disconoscendo gli ultras, togliendo loro biglietti e benefici.

Chi ha in mano il pallino del gioco sono i tifosi veri, coloro che amano ed incitano la propria squadra facendo tifo a favore, sportivamente come si dovrebbe.

Ma in Italia il calcio è come il Paese: bello ma ingovernabile.