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Aiutare chi ci aiuta all’Ospedale Humber River Region

Aiutare chi ci aiuta all’Ospedale Humber River Region

Aiutare chi ci aiuta all’Ospedale Humber River Region

TORONTO – È un periodo stressante. Il Covid-19 sta mettendo alla prova i nostri usi e costumi, sociali e culturali, sfibrando il nostro sistema nervoso e portando al limite le nostre risorse. I nostri ospedali in Ontario, orientati a fornire servizi in modo efficiente e nel modo più economico, a livello regionale, sono chiamati ad assumere ulteriori responsabilità e cure per un segmento della popolazione ora minacciato dal coronavirus. Oltre a fornire l’assistenza sanitaria richiesta dal loro mandato.

L’Ospedale Humber River Region (HRRH), relativamente nuovo, moderno esemplare del XXI secolo, sarebbe normalmente impegnato in una campagna annuale di raccolta fondi per programmi specifici, per le ricerche mediche e per l’acquisto delle attrezzature sanitarie.

Quest’anno, per ovvie ragioni, non si terrà l’annuale gala previsto per la raccolta fondi. In un momento di maggiore necessità, la Fondazione che raccoglie fondi per le esigenze in corso della sua comunità ha dovuto rivolgersi a “donatori” per contribuire a strategie, materiali e scopi per superare la minaccia del Covid-19.

Madeleine Montesano ha sentito quest’appello e ha risposto subito con un contributo di 10.000 dollari a quella campagna. “È stata una decisione facile per me”, ha commentato come se niente fosse. “All’inizio di quest’anno, prima della pandemia Covid-19, sono stata ricoverata presso HRRH con gravi problemi respiratori legati a tracce di polmonite nel mio sistema” ha detto. “Se non fosse stato per la cura, l’attenzione e la preoccupazione dei medici, degli infermieri e del personale di prima linea, non so cosa sarebbe successo…” ha detto, perdendo la voce.

Madeleine e suo marito da quarantotto anni, Danny, abitavano nel quartiere in cui era situata la sede originaria dell’ospedale e la “etica familiare” dell’istituzione risuonava sempre positivamente con lei. Il sistema ospedaliero è cambiato notevolmente da quando lei e Dan si sposarono, nel 1972, per poi “stabilire radici” in quella zona che un tempo veniva chiamata Weston.

“Nel corso degli anni, le nostre esigenze mediche sono cambiate, ma il nuovo HRRH è ancora di casa nostra” ha detto Madeleine. Era una giovane donna francofona di Sturgeon Falls nell’Ontario settentrionale, che lavorava al St Joseph’s Hospital di Sudbury, quando incontrò un giovane falegname italiano – recentemente emigrato – che stava lavorando in un cantiere all’Università Laurentiana.

“È strano quanto sia stata avventurosa la nostra vita insieme, e ora questo Covid-19 ci sta mettendo tutti alla prova. Dan ed io decidemmo di trasferirci a Toronto, ed insieme abbiamo avviato un’attività di falegnameria che man mano ha avuto successo”, ricorda – e pensare che se non fosse stato per quegli uomini e quelle donne che hanno fatto di tutto in ospedale, con grande rischio per loro stessi, chissà dove saremmo oggi”.

Riprendendo la calma, ha aggiunto: “Vorrei invitare i miei amici e soci d’affari – è co-proprietaria di Lido Construction – a versare lo stesso mio modesto contributo. So che molti di loro avrebbero “comprato un tavolo” al gala per la raccolta fondi. Il fatto che quest’anno non si terrà quell’evento non dovrebbe scoraggiarci dal fare la nostra parte per aiutare coloro che ci aiutano”.

’’Sono lieta di essere la prima a invitare la nostra comunità a collaborare in questa sfida. L’ospedale è di più dei suoi mattoni, malta e “mobili”; dobbiamo anche sostenere i nostri “caregiver”se vogliamo che siano sempre in grado di curarci”, sostiene. “In fin dei conti, siamo noi i beneficiari dei nostri contributi. Spero che tutti diano nella misura in cui sono in grado”. E noi siamo d’accordo.

È un parere che condividiamo noi al Corriere Canadese.

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