I film su Armani e Bugatti via dall’Italia
TORONTO – Due progetti cinematografici di prestigio su icone italiane, Giorgio Armani ed Ettore Bugatti, non saranno più girati in Italia, secondo il produttore italiano Andrea Iervolino. La notizia è stata un po’ uno shock questa settimana, poiché Iervolino è diventato uno dei più vocali sostenitori italiani per rendere di nuovo grande il cinema italiano. Ma ciò che a volte può apparire vantaggioso, a volte viene annullato dai dettagli.
La visione di Iervolino per il cinema italiano e la sua industria ha sempre incluso una “sinergia con l’industria cinematografica internazionale”, con particolare attenzione alle partnership con partner stranieri. Ancora la scorsa estate il produttore italiano ha annunciato di aver intermediato un trattato di co-produzione USA/Italia con Mel Gibson, un “ambasciatore speciale del cinema” sotto l’amministrazione Trump.
Ha inoltre recentemente annunciato MIFE (Made in Italy Film Export), una nuova federazione dedicata ai professionisti del cinema che operano nel settore audiovisivo nazionale, come missione per aiutare i contenuti italiani a competere sui mercati globali.
E sul fronte interno, Iervolino presumibilmente sta ancora portando avanti i suoi piani per costruire un complesso di studi cinematografici in Toscana, con rapporti recenti fino all’inizio del 2025 che confermano il suo impegno per il progetto da 50 milioni di euro. I piani dello studio sono stati annunciati come parte di una “nuova era” per l’azienda di Iervolino, che stava attirando un fondo di sviluppo bahreinita da 200 milioni di dollari.
Con un’ondata così travolgente di progetti, iniziative ed entusiasmo per rafforzare l’industria cinematografica italiana, perché Iervolino sta realizzando due delle grandi storie di successo italiane fuori dall’Italia?
Secondo la Production Company di Iervolino: “La decisione riguardo alla location delle riprese (per il Progetto Armani) è seguita una revisione approfondita del piano di investimento e ampie discussioni con il pool di banche e fondi statunitensi a supporto di TAIC Funding [la società di Iervolino], alla luce dell’attuale contesto produttivo e amministrativo italiano”.
Nonostante il desiderio spesso dichiarato di Iervolino di mantenere le sue produzioni in Italia, sia il Progetto Armani che il Progetto Armani Bugatti – Il Genio stanno andando verso l’Europa centrale. L’Ungheria, per la precisione, che si è affermata come uno dei più grandi centri produttivi d’Europa, con strutture avanzate come gli Origo Studios a Budapest e il NFI a Fot. Nel 2024 il paese ha registrato oltre 1 miliardo di dollari di spesa diretta per la produzione.
Tuttavia, il loro programma di rimborsi fiscali, pur essendo lodato per la stabilità e la facilità d’uso, ha una percentuale finale inferiore (30%) rispetto al 40% dell’Italia. L’ostacolo presunto per Iervolino e altri produttori cinematografici italiani è la percepita “incertezza” delle produzioni italiane. Principalmente perché la domanda di credito d’imposta è stata chiusa per gran parte del 2024, durante il processo di riforma del Ministero, e l’arretrato ha creato un collo di bottiglia – costringendo le produzioni a lasciare l’Italia.
Jervolino però insiste di essere “profondamente innamorato dell’Italia e dell’identità italiana” e che “continuerà a sviluppare progetti dedicati alle grandi icone italiane… producendoli all’estero”.
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix



