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Maple Leafs, la terza volta fa più male

Maple Leafs, la terza volta fa più male

TORONTO – La maledizione continua. La Stanley Cup non abita a Toronto dal 1967, l’ultima volta che i Leafs hanno vinto una serie di playoff è stato 15 anni fa.

I Bruins di Boston si confermano bestia nera dei torontini e dominatori della “bella” nella serie non c’è due senza tre. La terza volta fa più male delle prime due. Perché stavolta il team era obiettivamente più forte.

Ma alla resa dei conti i Leafs hanno dimostrato di essere una squadra senz’anima, senza un capitano-leader-trascinatore e con un coach che ci ha messo del suo.

Ricordate gara sei a Toronto? Si perdeva 3-2 e lui a due minuti dalla fine fece uscire il portiere mentre i Bruins erano in possesso di quel disco che tagliò la testa al toro, creando i presupposti per la terza “bella” finita male.

Mike Babcock è probabilmente il principale responsabile del tracollo. Perché in tre non ha saputo infondere nei suoi Leafs quel sacro furore, lo spirito battagliero che per Marchand e soci sono l’arma vincente.

Colpevoli anche gli addetti alla campagna acquisti: in difesa dovevano prendere gente più forte del barbuto Muzzin. Grosse responsabilità, a mio parere, hanno anche i media, i cosiddetti esperti che parlano e sparlano di tutto, eccetto criticare seriamente l’operato del club, altrimenti niente pass alle partite.

Ma questo è un argomento vecchio, uno stato di fatto che non cambierà. Ora i Leafs portano le loro delusioni in vacanza e in banca. Avranno cinque mesi per asciugarsi le lacrime.

I Bruins, da parte loro, vanno ad a rontare coloro che hanno fatto fuori la squadra favorita, Tampa Bay. Di§cile che il Columbus compia un’altra impresa ai danni di Marchand e soci. Storicamente i “miracoli” del playo non continuano nel secondo turno. La “bella” è stata brutta, bruttissima per i Leafs che hanno fermato i “big guns” ma si sono scordati della gente di seconda linea ed alla fine sono usciti con un pesantissimo 5-1.

Il destino dei Leafs si è delineato nel primo tempo quando sono andati a segno Nordstrom e Johansson. La prima rete è venuta con la mezza complicità di Andersen che lascia un buchetto tra palo e pattino e in quei tre centimetri il numero 20 gonfia la rete. Anche sul gol del raddoppio il “Rosso” non è esente da colpe.

Dopo che John Tavares aveva ridato speranza ai torontini segnando nel periodo centrale, nel terzo periodo c’è stato il tracollo, la resa con il terzo gol di Kuraly seguito dai definitivi sigilli di Coyle.

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