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Leafs in letargo, servirebbe l’espresso

Leafs in letargo, servirebbe l’espresso

TORONTO – Sarebbe opportuno che, prima delle partite, che i boss dei Maple Leafs portassero negli spogliatoi un paio di bidoni di espresso ristretto, molto molto corto.

L’espresso stile Italy, infatti, fa resuscitare i moribondi. Tali sembrano, di questi tempi, i baldi ragazzotti di Bob Babcock, mosci come spaghetti precotti fintanto che il punteggio non diventa pesantissimo.

È accaduto due volte di fila, in casa per di più. Prendere sei sberle dal Tampa ci poteva pure stare, visto che quel team ha più punti di tutti. Ma buscarle anche dal Chicago, squadra che lotta per restare con la testa fuori dai bassifondi della classifica, è onestamente un po’ troppo, una figuraccia nonostante il tentativo di rimonta andato in buca (5-4 il risultato finale).

Il Chicago ha massacrato Frederik Andersen calando il poker nel primo tempo. Il goalie finlandese, che almeno due gol poteva evitarli, è stato sostituito nel secondo tempo da Spark, ed è la seconda volta di seguito che capita. Il che non fa molto ben sperare visto che il playoff è vicino e nella corsa alla benedetta coppa se non hai un superportiere non vai da nessuna parte.

Nel primo turno del playoff, sempre più probabile che i Leafs debbano vedersela di nuovo con il Boston. I Bruins, come i Leafs, hanno perso le ultime due partite, ma restano sempre con quattro punti di vantaggio sui torontini. Se chiudono così il campionato regolare, saranno i Bruins ad avere il vantaggio del fattore campo per disputare in casa l’eventuale bella.

L’ultima volta andò male, ed il sogno svanì. Quel sogno lungo 52 anni amarissimi continuerà sempre che i tanto osannati giovani superstar non comincino a dare (gol e vittorie importanti) in cambio dei milioni che ricevono. I Leafs rigiocano questa sera in casa, con il Philadelphia.

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