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I Leafs rialzano la testa, Mitch Marner piccolo eroe con i peli sullo stomaco

I Leafs rialzano la testa, Mitch Marner piccolo eroe con i peli sullo stomaco

TORONTO – Mitch Marner (nella foto) è un talentuoso fringuellino sul cui viso non cresce barba. I peli, però, li ha belli e grossi sullo stomaco e due palmi più sotto.

Lo ha dimostrato sul finire della partita vinta per 3-2 dai Leafs che ora conducono la serie per 2-1.

Negli ultimissimi secondi i Bruins sembravano uno sciame di vespe incazzate. Attaccavano senza portiere, in sei a cercare il pari. Davanti ad Andersen è una bolgia. Pastrnak, una delle bestie nere, sgancia una sassata, sulla traiettoria, a tre metri, c’è il fringuellino che studia da leone. Marner intercetta la sassata con lo stinco, cade, si rialza e respinge col corpo anche la ribattuta.

Alla sirena finale tutti i Leafs lo festeggiano con abbracci, coccole e botte congratulatorie sulle spalle. È l’ultimo atto di una partita nella quale i Leafs hanno dimostrato di avere grinta e “huevos”, per dirla alla Simeone.

Dopo la sconfitta in gara due si temeva che i Leafs non avessero i mezzi per contrastare lo strapotere fisico dei Bruins. Gara tre ha provato che Marner e soci ce la possono fare, specialmente se riusciranno, questa sera, di nuovo a Toronto, a mettere, per la terza volta, il sale sulla coda dei Bruins.

Nella notte di lunedì tutto è successo nel periodo centrale, quando sono state realizzate le cinque reti. Trevor Moore ha sbloccato il risultato per i Leafs, imitato una manciata di secondi dopo da David Krejci, che ha infilato il pareggio. Auston Matthews, al suo primo gol in questo playoff, riporta i Leafs in vantaggio con un velenoso “rasoghiaccio” mentre i Leafs hanno un uomo in più sul ghiaccio.

A tre minuti dalla fine della frazione Andreas Johnsson, anche lui in powerplay, realizza quella che risulterà la rete decisiva. In powerplay arriva, a 38 secondi dalla sirena del tempo, la seconda rete dei Bruins, realizzata da Charlie Colye.

Nel terzo tempo i Leafs tengono botta, Andersen para, la difesa regge, Muzzin mette la museruola a Marchand, Tavares vince importanti duelli, tutti si sacrificano in copertura. L’ultimo hurrà spetta, però, al ragazzo baby-face con i peli sullo stomaco e due huevos grossi così.

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