CorrCan Media Group

Rojo salva l’Argentina: agli ottavi c’è la Francia

Rojo salva l’Argentina: agli ottavi c’è la Francia

Rojo salva l’Argentina: agli ottavi c’è la Francia

SAN PIETROBURGO Da infarto. L’Argentina precipita agli inferi dell’eliminazione al primo turno e risorge col gol tanto bello quanto inaspettato di Marcos Rojo, autore del destro magico che vale il 2-1 su una Nigeria meritevole e il passaggio agli ottavi di finale. Per un tempo sembrava che la vera Albiceleste si fosse finalmente presentata ai Mondiali. Pressing, giocate di qualità e fame, trascinata dal suo leader Messi, semplicemente fenomenale col gol dell’1-0. Poi, nella ripresa, ecco riapparire i fantasmi già visti, per merito di una Nigeria mai doma e brava a pareggiare i conti col rigore di Moses. Ma l’Argentina, evidentemente, aveva ancora un ruolo da giocare in questo Mondiale di Russia.

Doveva essere la serata di Messi e in parte lo è stata. Anzi, Messi sembrava aver risolto i propri problemi mentali con la maglia della nazionale addosso, una Fenice pronta a risorgere dalle ceneri. È stato così solo per un tempo, il primo. È stato al 15’ che il Messi(a) era riapparso grazie ad un destro a incrociare bellissimo, fatto almeno un centinaio di volte con il Barcellona. Maradona a urlare la sua gioia con un grido liberatorio rivolto alle divinità pallonare. Lo switch sembrava cosa fatta, l’Argentina finalmente faceva vedere la sua apparente serenità e il suo gioco sullo stretto convincente. Merito anche dell’esperienza di Higuain, Banega e Di Maria, schierati finalmente titolari da mister Mascherano, chiamato a limitare le follie di Sampaoli (stavolta in panchina con la tuta). Il Pipita si vede una volta, lanciato da un assist impossibile di Messi: il portiere gli nega la (prima) gioia del gol mondiale. La furia argentina convince i tifosi che sugli spalti spingono la squadra. La Nigeria appare lenta ma non crolla e tiene botta fino all’intervallo.

La squadra che si ripresenta in campo è di nuovo isterica. La Nigeria lo capisce e spinge subito sull’acceleratore. Al 50’ arriva la svolta della gara: Mascherano trattiene in area Balogun in un modo non plateale ma l’arbitro Cakir non ha dubbi: è rigore. La protesta della Seleccion è furiosa ma nemmeno il Var di Orsato fa cambiare opinione al direttore di gara. Dal dischetto Moses non sbaglia e riporta il match in parità. L’1-1 schianta l’Argentina che di fatto scompare dal campo, tornando la gemella della squadra vista contro la Croazia. Messi ritorna un fantasma dimostrando una schizofrenia incomprensibile. Si gioca solo sui nervi e sul fisico, ovvero l’habitat preferito della Nigeria che gestisce senza problemi un pareggio che vale oro.

Sampaoli (o Mascherano, ormai non si capisce pià nulla) si gioca le carte Pavon e Meza per Di Maria e Perez. Dybala incomprensibilmente a languire in panchina. La Nigeria chiede un rigore al 77’ per un tocco di braccio di Rojo ma la palla tocca prima la testa del difensore. Gli ultimi minuti sono un’agonia senza fine per Messi e compagni. Sembra tutto finito, il fallimento della campagna di Russia dell’Argenina. Invece all’86’ ecco il destro al volo di Rojo, del giocatore che meno ti aspetti a far risorgere un popolo intero. L’Argentina ce la fa per il rotto della cua: agli ottavi se la vedrà con la Francia.