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Buffon: addio alla Juve, non al calcio giocato Maxi offerta dal PSG

Buffon: addio alla Juve, non al calcio giocato Maxi offerta dal PSG

Buffon: addio alla Juventus ma non al calcio

TORINO – Era il momento più at- teso ed è arrivato: Gigi Buffon dice addio alla Juve. «Sabato sarà la mia ultima partita, sarò sempre grato a questa società che mi ha fatto diven- tare un campione». Il futuro però è ancora da decidere: «Ho tante pro- poste stimolanti dentro e fuori dal campo e valuterò serenamente nei prossimi giorni». Anche la Naziona- le è un capitolo chiuso: «Il 4 giugno non sarò in campo, non voglio esse- re un peso».
Al suo anco il presidente Andre- a Agnelli, grande amico del portie- re più forte di ogni tempo. In plate- a siede tutto lo stato maggiore: Pavel Nedved, Beppe Marotta, Fabio Pa- ratici, più Giorgio Chiellini e l’agen- te Silvano Martina. Bu on prende la parola con la voce rotta dall’emozio- ne: «Volevo sicuramente ringrazia- re il presidente, la Juventus per me è qualcosa di più. In questi anni ab- biamo sviluppato un rapporto uni- co di vicinanza, ambizione, amicizia, legati come siamo dall’onesta e dal- la lotta feroce all’ipocrisia: è un co- mune denominatore che ci ha uni- to. Il fatto che qui sia presente tut- to lo stato maggiore, il mio procura- tore, Giorgione Chiellini che merita- tamente prenderà i gradi di capitano per me è un grande onore e piacere. Mi fa piacere che siano venuti tutti: sono necessari tutti e al netto di po- lemiche e incomprensioni dico gra- zie anche a voi. Per me è una gior- nata particolare, ricca di emozioni, ma ci arrivo con tanta serenità, feli- cità e appagamento. Sono sentimen- ti gli di un percorso straordinario e bellissimo che ho avuto la fortuna di poter condividere con tante persone che mi hanno voluto veramente be- ne, un bene per il quale ho lottato e cercato di fare sempre del mio me- glio. Sabato sarà la mia ultima par- tita con la mia Juventus, credo siail modo migliore per nire questa grandissima avventura con altre due vittorie davvero importanti e con la vicinanza di Andrea e di tutto il po- polo juventino».

«La mia paura era di arrivare al- la ne della mia avventura con la Ju- ve da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore. Posso dire che non è così e sono veramente orgo- glioso di aver potuto esprimere se non il mio meglio, sempre presta- zioni all’altezza del nome mio e del- la Juve. E questa è la mia più gran- de grati cazione: ecco perché arri- vo felice a questo saluto, perché per uno sportivo non è scontato essere così longevo e performante. Ringra- zio la famiglia Juve che nel 2001 pre- se un talento straordinario che si è tramutato in campione: ma questo è accaduto solo perché la Juve ha fatto sì che accadesse, facendomi fare un ulteriore step nella mentalità e nel- la convinzione. Se sono ancora qui a 40 anni è solo per merito della Ju- ve, dove l’approccio al lavoro è di- verso da tutte le altre parti del mon- do. È una loso a che ho fatto mia e sono sicuro che la adopererò anche in futuro, nel post calcio, se dovesse servire: è l’unico modo che conosco per arrivare ai risultati con la felici- tà di aver so erto, di essersi danna- ti gettando il cuore oltre l’ostacolo, al di là di soldi, notorietà e Coppe. E’ questo che la Juve mi ha insegnato e la ringrazierò per sempre».

«Cosa farò? Sabato giocherò ed è questa l’unica cosa certa. Con An- drea c’è un dialogo continuo, lui è a conoscenza di ciò che sta accadendo attorno a me ed è un consiglie- re di cui non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era risaputo e certo che avrei smesso di giocare, adesso so- no arrivate proposte e s de stimo- lanti dentro e fuori dal campo. Do- po questi tre giorni densi di emo- zioni, credo che la prossima setti- mana dopo 2-3 giorni di ri essioni in modo sereno prenderò la decisio- ne de nitiva e certa, che sarà quella di seguire ciò che urla la mia indo- le e la mia natura. La prossima sarà la settimana delle decisioni de niti- ve che però non cambieranno il mio umore. Fino a 15 giorni fa ero un ex giocatore e l’avevo accettato con la massima serenità. Continuerò a es- sere sereno perché l’importante e- ra non macchiare questa mezza vi- ta trascorsa con la Juve e deludere le aspettative di tutti quelli che han- no creduto in me. Se potevo conti- nuare o meno qui? Avendo fatto mio il modus operandi della Juve e con- dividendo le loro impressioni, sono fermamente convinto che la Juve es- sendo una società seria debba pro- grammare il futuro. Per me è impor- tante nire nel miglior modo pos- sibile, era l’unica cosa che mi inte- ressava. Eppoi la Juve ha un portie- re di valore eccelso almeno quan- toilmio,eha13annimenodime. Conteranno le mie percezioni, ciò che ti trasmettono, i progetti, gli sti- moli che potresti avere e poi il mio stato di forma. Avrò tante ri essioni da fare senza lasciarmi condiziona- re dall’impeto e dall’esaltazione del momento. Non penso sia giusto – nire la carriera in chissà quale cam- pionato di terza-quarta fascia per- ché io sono un animale da compe- tizione e in quel contesto non potrei vivere e non mi sentirei a mio agio»

Quest’anno è stato davvero sner- vante, stancante a livello emotivo anche perché è cominciato troppo presto. Già da novembre io, Gior- gio e altri ragazzi ci siamo fatti ca- rico di un peso enorme per il falli- mento del Mondiale. E’ stata una stagione ricca di bassi inaspettati e picchi incredibili: questo ha fatto sì che anche la razionalità a volte po- tesse venir meno. Qualche perples- sità dopo Juve-Napoli c’era, è chia- ro: dovevamo capire se saremmo ri- usciti a ricompattarci e a dare le ul- time botte, oppure se magari la sen- sazione di esserci disuniti si sareb- be protratta. Ma per l’ennesima vol- ta abbiamo dato una risposta incre- dibile. Se questa è la Juve più grande di sempre? Non lo posso dire, man- cherei di rispetto a chi ha vinto qual- cosa di più importante di ciò che ab- biamo conquistato noi. È la Juve più solida, testarda e continua».