CorrCan Media Group

Volontariato in parrocchia

Volontariato in parrocchia

chiesa2000Volontariato in parrocchia

di Padre Amedeo Nardone, ofm

Il 6 settembre scorso si è tornati alla vita ordinaria dopo i due mesi estivi caratterizzati dalle vacanze. I ragazzi ed i giovani sono tornati a scuola insieme a tutti gli addetti ai lavori ed ognuno al posto delle proprie responsabilità.

Anche le nostre parrocchie riprendono il loro cammino normale nel costante impegno di costruirsi come comunità di fede e di amore. È tempo, quindi, di riprendere le nostre attività per curare i molteplici aspetti della nostra vita di comunità cristiana che deve fare di Cristo il suo centro di vita: catechismo ai piccoli, catechesi per ragazzi e per i giovani, preparazione al sacramento del matrimonio, cura degli anziani e dei malati, assistenza ai poveri, servizio liturgico. Tutto ciò richiede cooperazione e impegno da parte di tutti. I sacerdoti si augurano che si moltiplichi il numero di persone generose pronte a dare del loro tempo ed energie a beneficio della comunità.

Il “volontariato”, inteso come libera prestazione di servizio a quanti si trovano in qualsiasi necessità, perché abbia la connotazione di “cristiano” deve avere come fondamento e modello Cristo Gesù, il quale, “pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil 2,6-7).

Egli ci ha dato l’esempio del servizio lavando i piedi agli apostoli (Gv 13,15) e ci ha assegnato il “comandamento nuovo”, “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12).

Questa specificazione “come io ho amato voi” costituisce l’originalità dell’amore cristiano, che deve essere pertanto un amore gratuito, di donazione, di condivisione trasformatrice, universale.

Il “volontariato”, perciò, non è per il cristiano un optional, ma una doverosa conseguenza della fede, un necessario esercizio di carità.

Lunedì 5 settembre la «piccola» donna di Calcutta è stata proclamata santa in concomitanza con il Giubileo degli operatori e dei volontari della misericordia. Madre Teresa, che ha speso la vita a favore dei “più poveri tra i poveri” e che è stata la mano misericordiosa di Dio per tantissimi diseredati che, grazie a lei e alle sue suore, hanno potuto morire dignitosamente, non poteva che essere celebrata in un giorno cosi significativo. Il miracolo che l’ha portata alla canonizzazione riguarda la guarigione di un uomo, oggi quarantaduenne, ridotto in fin di vita da ascessi multipli cerebrali con idrocefalo ostruttivo e già sottoposto a trapianto renale.

Un caso clinico con una prognosi decisamente infausta, che a fronte di una terapia inefficace e senza intervento chirurgico si risolve repentinamente, nel dicembre 2008, in modo completo e duraturo. Madre Teresa lavora a Calcutta per diciassette anni come insegnante in una scuola cattolica.

Nel 1946 decide di lasciare il convento e autorizzata dal Vaticano, inizia a lavorare per le strade, cercando di diffondere anche nozioni basilari di sanità tra i poverissimi. Nel 1950 fonda I ‘Ordine delle Missionarie della Carità, di cui sceglie il sari bianco a strisce azzurre, i colori della casta indiana dei “paria”, gli “intoccabili”. Nel I979 riceve il Nobel per la pace. Muore il 5 settembre 1997, a 87 anni.

(Venerdì 9 settembre 2016)

Scarica “Volontariato in parrocchia”

Comments are closed.