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Festa del Ringraziamento

Festa del Ringraziamento

Festa del Ringraziamento

di P. Amedeo Nardone, O.F.M.

La giornata del Ringraziamento che in Canada celebriamo il secondo lunedì del mese di ottobre, è più di una semplice ricorrenza civile. È un giorno festivo in cui siamo chiamati ad un atto pubblico e comunitario di ringraziamento a Dio per tutte le sue grazie e benedizioni che continuamente ci elargisce. Noi cristiani, e specialmente noi cattolici, dobbiamo sentirci esperti in questa celebrazione. L’Eucarestia, che significa “ringraziamento”, è il punto centrale del nostro culto e della nostra vita di preghiera specialmente la domenica quando tale celebrazione diviene il centro e la ragione della nostra festa perché celebriamo il giorno glorioso del Signore risorto nell’atto eucaristico.

Oggi noi canadesi cattolici ci uniamo ai cittadini di diversa storia e cultura per esprimere al Signore la nostra gratitudine. Noi eleviamo le nostre voci in segno di riconoscenza di tutto quanto abbiamo ricevuto e riceviamo in continuazione. Eleviamo, altresì, il nostro cuore in preghiera per la forza e il coraggio che Dio ci infonde per affrontare le sfide del futuro. Come cristiani noi affondiamo le nostre radici nella storia di Israele a cui Dio diede la terra promessa ove scorreva “latte e miele”. Tale storia deve essere una lezione spirituale e morale. A noi come “nuovi israeliti” è stata data una nuova terra promessa ove abbondano le benedizioni di Dio. Dobbiamo resistere alla tentazione di un cieco possesso e di una insensibile attitudine di indifferenza come se tutto venisse da noi.

Il giorno del Ringraziamento ci chiama a renderci conto non soltanto di quanto abbiamo ma anche di tutto quello che abbiamo avuto nel passato. Oggi ci è chiesto di considerare la molteplicità dei beni ricevuti come opportunità di condividerli con generosità e giustizia con chi ha meno di noi o, addirittura, manca del minimo necessario per vivere. La prima lettera di San Paolo apostolo a Timoteo ci ricorda della povertà di cui è rivestita la nostra condizione umana: “Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via” (6,7). Tutto quello che riceviamo dall’inizio alla fine della nostra vita dobbiamo considerarlo come un prestito che Dio ci fa e di cui dobbiamo rendere conto. Purtroppo possiamo essere presi dall’egoismo e dall’avarizia senza mai capire quando abbiamo abbastanza perché più abbiamo e più vogliamo avere. Questa fama di possedere si arresterà soltanto, quando, come credenti, porremo la presenza viva di Cristo nei nostri cuori perché soltanto Lui è fonte di ricchezza e di pace.

È veramente ricco colui che riempie la sua vita di buone azioni. È veramente felice quel cuore che offre spazio a coloro che sono i più poveri e gli ultimi della società.

La vera pace viene raggiunta dalle persone che sono capaci di donare e rendere grazie a Dio per ogni cosa, sia per gli infiniti doni di cui ci riempie la vita e sia per le croci che costellano il nostro cammino, purificandoci dalle cose inutili e vane e conformandoci al Cristo che con la croce ci ha salvati.

Ringraziamo, in questa festa, Dio nostro padre da cui proviene ogni bene, specialmente per il dono di Cristo crocifisso e risorto per la nostra salvezza che ci ha resi eredi dei beni eterni.

(Venerdì 7 ottobre 2016)

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