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Pd, Antonio Giannetti pronto a candidarsi

Pd, Antonio Giannetti pronto a candidarsi

Antonio Giannetti è il vice segretario del Partito Democratico (Pd) in Canada. Vive a Ottawa  dove ha istituito una sezione del Pd. Di professione avvocato, fornisce servizi di consulenza in materia di investimenti in Italia e, contemporaneamente, si accolla il “pesante fardello” giornalistico di due pubblicazioni della capitale canadese: il settimanale L’Ora di Ottawa, e il mensile Il Postino. In occasione della visita del sottosegretario al governo italiano, Maria Elena Boschi, Giannetti ha cortesemente espresso il desiderio di incontrarsi con  il Presidente del consiglio consultivo del Corriere Canadese e con i membri del nostro team editoriale.


TORONTO – Benvenuto al Corriere avvocato Giannetti. Ha fatto un lungo viaggio da Ottawa, è la politica o gli affari che la portano a Toronto?
“Grazie. Un po’ entrambi. Il Corriere è il modello per le pubblicazioni di nicchia che ho voluto conoscere da vicino. E poi, l’Onorevole Boschi è un’amica e una collega del Pd. Non potevo giustificare la mia assenza alla visita di qualcuno della sua statura, alla più grande comunità italiana del Canada”.
La sua reputazione come organizzatore di successo di eventi comunitari a Ottawa è nota. Questa visita del sottosegretario è stata organizzata “all’ultimo minuto”. Vi ha preso parte anche lei?
“No, è una cosa che riguarda la giurisdizione consolare, rivolta normalmente dal Consolato alla comunità. Sono un ospite come tutti gli altri, anche se il mio interesse a partecipare è senz’altro importante”.
La sua candidatura alle prossime elezioni come rappresentante degli italocanadesi per l’America del Nord e del Centro è un po’ come il segreto di Pulcinella. Cosa c’è di  vero?
“Quando la lista definitiva dei candidati del partito sarà compilata, spero di farne parte. Sto facendo il possibile attraverso la rete sia qui che in Italia, per assicurare che il mio nome sia uno di quelli considerati dall’elettorato chiamato a scegliere i tre rappresentanti al Parlamento italiano”.
Ma, in tutta verità, due, dei tre esponenti, sono già stati eletti tra le fila del Pd. Significa che correrà contro uno già in carica?
“La nostra democrazia e la costituzione Pd sostengono un ambiente di sana competizione, che sviluppi idee ed emani energia e creatività. Il segretario del Pd ed ex premier proprio di recente lo ha dimostrato personalmente”. 
“Magari potessi dire di essere l’unico concorrente canadese all’elezione, ma ci sono altri tra Canada e Stati Uniti che nutrono le mie stesse aspirazioni. Qui da noi si potrebbe equiparare a una ‘nomination aperta’, che richiederebbe ai candidati, eletti o no, di organizzarsi e domandare il sostegno pubblico, come rappresentante di partito alle elezioni seguenti”. 
La sua candidatura, quindi, e quella degli altri, non deve essere interpretata come una riflessione personale sulla competenza di nessuno dei tre rappresentanti in carica?
“Questa è una risposta che darà il pubblico. Io e gli altri, incluso chi è stato già eletto, rappresentiamo il motivo per il quale meritiamo di essere considerati. Da parte mia, la futura composizione del nuovo parlamento – a differenza di oggi, indirizzata a un governo di maggioranza – offre l’opportunità di dare una grandissima considerazione al valore della Diaspora”. 
“Perché ciò avvenga, abbiamo bisogno di candidati che comprendano il ‘sistema italiano’, che sappiano intendersi dei ‘fattori di cambio’, che conoscano il Canada e gli Usa, che siano fieri di ciò che l’emigrazione italiana ha saputo conquistare,  e riconoscano quanto ancora essa possa fare, modellando un collegamento politico-economico tra un’Italia lungimirante e il Canada del futuro”.
Ma, con grande rispetto, tutti la pensano così, lei in cosa si distingue?
“Io non sono incatenato al passato. Non vivo nella nostalgia. Abbiamo sentito l’Onorevole Boschi parlare di come Canada e Italia possano integrarsi in un nuovo partenariato per capitalizzare il potenziale dell’accordo Ceta, di come insieme (e con la nostra esperienza) possiamo affrontare le sfide dell’immigrazione, le minacce globali al nostro stile di vita, come possiamo avanzare ‘insieme verso una nuova economia’. Io credo in questi stessi ideali. Faccio parte della stessa squadra. E non vedo l’ora di concretizzare sempre più questi contenuti”.
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May Sun ,2017