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Mississauga, i numeri nella direzione sbagliata

Mississauga, i numeri nella direzione sbagliata

Mississauga, i numeri nella direzione sbagliata

TORONTO – A prescindere se si soffra o meno di una sorta di “fatica da Covid”, la direzione che vede i casi in costante aumento è sufficiente a tenerci tutti quanti svegli.

Negli ultimi sei giorni, la provincia dell’Ontario ha riportato oltre mille nuovi casi al giorno e 80 decessi attribuibili al Covid-19.

Alla fine di ottobre, i funzionari della sanità pubblica hanno pubblicato delle proiezioni tracciando la presenza del coronavirus e dei contagiati, suggerendo lo scenario peggiore: una media calcolata ogni sette giorni, che vedrebbe tra mille e duemila nuovi casi al giorno per la maggior parte del mese di novembre.

Già ieri, 11 novembre, è stato registrato un record di 1.426 nuove infezioni, portando la media dei 7 giorni a 1.217 casi.

La provincia ha adottato un piano locale per cercare di arginare la diffusione del virus utilizzando uno schema a colori per le restrizioni Covid-19, a seconda delle zone più a rischio.

Nonostante la fine del periodo della fase 2 modificata, in cui per 28 giorni parti della GTA erano state costrette a ridimensionare le loro attività, per cercare di controllare il tasso di infezione, i casi continuano a salire.

Ancora oggi, cifre record di casi continuano ad essere segnalate nella città di Toronto e nella Peel Region. Senza dubbio la situazione sta peggiorando nella regione di Peel, ora tornata in ‘zona rossa’. L’ufficiale medico in capo per la sanità pubblica della Peel Region, il dottor Lawrence Loh, ha aggiunto misure più rigorose per aiutare a controllare la diffusione all’interno della comunità. Le misure aggiuntive stanno provocando confusione e frustrazione tra i residenti, le imprese e i ristoranti della zona.

Nella conferenza stampa di martedì, il sindaco di Mississauga, Bonnie Crombie, si è lamentata che “la comunicazione alle imprese, alle organizzazioni religiose ed ai cittadini in generale avrebbe potuto essere migliore”. I dati precedenti hanno rivelato che ristoranti, bar e palestre non erano la principale fonte dell’aumento dei focolai nella comunità.

La realtà è che ora c’è una trasmissione diffusa del virus in tutta la città. Il tasso di positività dell’infezione virale a Mississauga è del 6,5%.

Il sindaco Crombie non si è nascosta dietro un dito, dichiarando a tutti che il virus è stato “completamente scatenato” in città.

I sindaci della Peel Region si associano alle raccomandazioni fatte dal dottor Loh. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto della seconda ondata del Covid- 19 ed evitare un “lockdown” su larga scala.

Al momento, l’ospedale William Osler Health System di Brampton ha superato la sua capacità di gestire nuovi casi e ha annullato tutti gli interventi chirurgici facoltativi per far fronte alla crescita di ricoveri per Covid.

La situazione al Trillium Health Partners di Mississauga non è molto migliore: ha raggiunto infatti il 100% della sua capacità.

Secondo il dottor Loh, la capacità di tracciamento è stata gravemente messa in discussione.

La Provincia sta fornendo ulteriore assistenza alla regione, con la creazione di nuovi siti dove vengono effettuati i tamponi. Inoltre, ha aggiunto altri 70 addetti per gestire casi individuali ed anche per la gestione del tracciamento dei “contatti”.

Mentre il Covid-19 può avere esiti più gravi negli anziani – soprattutto quelli con condizioni di salute più complesse e malattie preesistenti – non esiste un gruppo particolare che si infetta o no. Il virus non discrimina tra età, sesso, razza o credo religioso.

Le restrizioni aggiuntive del dottor Loh, oltre a quelle imposte dal governo provinciale, includevano raccomandazioni che i servizi religiosi si svolgessero online; in caso contrario, con una ridotta capacità interna di presenze al 30% e con un massimo di 50 persone per struttura. Questo ha spinto i membri della comunità di firmare una petizione che chiedeva ai sindaci ed all’ufficiale medico della salute di riconsiderare il limite massimo di 50 persone e semplicemente di tornare all’affluenza massima del 30% di capacità per struttura.

Le preghiere dei fedeli sono state esaudite, per ora. Finché tutti i protocolli, l’uso delle mascherine e le distanze fisiche saranno soddisfatti, verrà consentito il 30% della capacità. Ma tutti devono fare il possibile per contenere e ridurre il tasso di infezione, altrimenti…