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“Fiorina, A woman in the Wind” di Pietro Vitelli presentato a Toronto

“Fiorina, A woman in the Wind” di Pietro Vitelli presentato a Toronto

“Fiorina, A woman in the Wind” di Pietro Vitelli presentato a Toronto

di Danilo Campanari

TORONTO – Ancora una volta Pietro Vitelli, saggista e scrittore, oltre che per lunghi anni rappresentante della Regione Lazio prima come Consigliere e Assessore e poi come membro della Conferenza regionale per l’emigrazione, arriva in Canada.

Pietro ha avuto molti rapporti con le comunità laziali dell’Ontario, del Québec e anche della British Columbia oltre che con altre comunità originarie dell’Italia e di altri paesi europei.

Egli ha tenuto lezioni in varie scuole di Toronto, una lezione su Enrico Tonti nell’Università di Toronto, una conferenza su Tonti e padre Francesco Giuseppe Bressani presso l’Italian Cultural Center in Vancouver. Inoltre, egli ha pubblicato due vasti saggi su Tonti e su Bressani sulla ItalianCanadiana, la rivista della cattedra di italianistica del Department of Italian Studies della University of Toronto (The Frank Iacobucci Centre for Italiana Canadian Studies).

Pietro so che frequenti il Canada da molti anni. Come mai?

«La prima volta, nel 1983, sono venuto in Canada come turista facendo un viaggio in macchina proveniente dagli USA per visitare le Niagara Falls, Toronto, Ottawa e Montreal, rimanendo colpito dalla bellezza dei paesaggi, dalla vivacità delle città, dalla modernità della vita, dalla ricca presenza italiana. Negli anni successivi, dal 1992, sono venuto più volte in rappresentanza della Regione Lazio per incontrare le comunità originarie del Lazio soprattutto della sua parte meridionale che in Canada sono emigrate in decine di migliaia, soprattutto negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, per capirne i problemi contribuendo a risolverli e soprattutto per tenere vivi i legami linguistici, culturali e parentali con i luoghi di origine. Durante questi viaggi ho conosciuto molte persone, diventando amico di alcune di loro. Incontrando gli italiani del Canada, ho anche sentito parlare per la prima volta di personaggi italiani come Enrico Tonti e Francesco Giuseppe Bressani, a me quasi sconosciuti, scoprendo la loro straordinaria importanza per la storia del Canada e degli Stati Uniti».

So che hai scritto libri su di loro.

«Sì. Mi sono incuriosito sentendone parlare qui in Canada. Ho fatto ricerche sulla loro biografia. Ho accertato, anche con documenti d’archivio e su antiche pubblicazioni, quanto siano importanti per le grandi democrazie del nord America e quanto siano importanti per le comunità italiane che vi vivono perché attraverso la loro storia si può rigorosamente affermare che la presenza italiana in Canada e negli Stati Uniti ha origini lontane ed è stata così grande il contributo di questa presenza allo sviluppo moderno di queste democrazie da poter affermare che l’importanza degli Italiani alla loro storia non è seconda a nessun altro popolo europeo e questa conoscenza ha dato e può ancora dare orgoglio e forza alle comunità italiane attuali giunte qui in cerca di pane e lavoro e che via via hanno poi saputo affermarsi in ogni ambito».

E perché questa nuova visita?

«Ho detto che negli anni ho conosciuto molte persone. Ho conosciuto le loro storie, il perché sono partite dall’Italia per venire a vivere in Canada, ho conosciuto storie di miseria, di fatica, di delusioni, di successi straordinari, di tragedie, di dolori, di amori. Ho conosciuto persone che hanno vissuto la guerra in Europa, che sono state costrette ad emigrare per cercare condizioni di vita migliore, per dare un futuro migliore alle loro famiglie attraverso tappe spesso faticose e dolorose. Così dopo aver scritto un libro di versi “Quadri Canadesi/Canadian Images”, in italiano e in inglese, conosciuto in Canada da molte persone, ho pensato di scrivere un romanzo ambientato in Canada».

Un romanzo?

«Sì un romanzo, “Fiorina”, prima pubblicato in Italia e scritto interamente nel dialetto dei Monti Lepini, la catena di montagne subito a sud di Roma, che divide la Ciociaria dalla pianura Pontina, ed ora tradotto in inglese e pubblicato con il titolo “Fiorina, a Woman in the Wind” quest’anno, nel mese di maggio, in Montreal dalla Longbridge Books per un prezzo di copertina di $ 30,00 che già può essere acquistato on line sul sito della Guernica Editions».

Scritto in dialetto e tradotto in inglese? Evento più unico che raro.

È proprio così. Credo che sia davvero un evento più unico che raro. Già questo fatto, la traduzione da un dialetto italiano in inglese a me sembra un miracolo anche perché la traduzione non solo rispetta pienamente le vicende narrate, ma riesce a delineare in modo straordinario il carattere dei personaggi, soprattutto della protagonista e dell’autore narratore che appare essere egli stesso protagonista del romanzo. Leggendo il testo inglese mi sono emozionato, come se stessi conoscendo le vicende narrate per la prima volta, per la drammaticità delle vicende narrate, per il realismo che comunica e la forza dei sentimenti che trasmette».

Di che parla il romanzo?

«Il romanzo racconta la vita di Fiorina che si svolge a Cori, Roma e Toronto. Il romanzo è una fiction costruita su avvenimenti realmente accaduti. Nel personaggio di Fiorina rivivono le storie di tre donne che io ho davvero conosciuto. Vengono narrate le dolcezze familiari dell’infanzia della protagonista, le violenze vissute durante la seconda guerra mondiale (Fiorina subisce uno stupro a solo 15 anni), le distruzioni, i lutti, le miserie, le ferite terribili al corpo e all’anima che neanche il tempo che passa rimargina mai del tutto. Fiorina vive la durezza e le solitudini dell’emigrazione, la gioia di far crescere un figlio nella terra accogliente del Canada dove vive amori difficili, teneri, i problemi a volte dolci a volte difficili di nuove famiglie. Riesce a raggiungere il successo economico e a costruirsi attraverso vicende a volte anche assai scabrose una forte e moderna consapevolezza del suo essere donna. Intanto continua a bruciare dentro di sé anche ad età avanzata la memoria di eventi drammatici che il dolore di raccontarsi e raccontare ad un amico giunto a Toronto all’improvviso dall’Italia e proprio dal suo paese natale dopo mezzo secolo da quanto lo aveva lasciato per emigrare in Canada, alla fine addolcisce».

Mi pare davvero una storia drammatica e ce ne sono tante nel mondo dell’emigrazione. Penso che leggere il libro farà piacere a persone adulte che quelle vicende hanno vissuto direttamente o indirettamente, ma forse, per la storia che narra, la guerra, due mondi diversi, l’Italia e il Canada, l’esperienza dell’emigrazione, il romanzo potrebbe piacere anche ai giovani.

«Io credo che il libro piacerà ai giovani, in fondo si parla della infanzia e della giovinezza di Fiorina, della nascita di un figlio, nato drammaticamente in Italia e che poi cresce in Canada dove diverrà adulto, si sposerà e avrà egli stesso una figlia che deve crescere in un mondo carico di problemi e che muta continuamente. Sono sicuro che il libro piacerà ai giovani tanto che ho accettato di parlarne nei giorni in cui sarò a Toronto anche in alcune scuole della città. Penso che piacerà e le vicende narrate susciteranno interesse non solo in chi è di origine italiana perché il libro dà voce anche a persone giunte in Canada dalla Francia, dalla Polonia, dalla Russia, dalla Croazia, dall’Armenia tanto che si può dire che il libro rappresenta il melting-pot che è il moderno Canada nel quale i giovani vivono».

Il libro, oltre che essere presentato in alcune scuole di Toronto, è stato presentato ieri al Riviera Parque Banquet Hall di Vaughan.

(Venerdì 18 novembre 2016)

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