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Colpito dalla polizia con il taser muore

Colpito dalla polizia con il taser muore

Colpito dalla polizia con il taser muore

TORONTO – Che di taser si muoia sembra non esserci alcun dubbio. Ieri, per la seconda volta nell’arco degli ultimi tre mesi, un uomo è stato ucciso a Mississauga da una scarica di una pistola elettrica in dotazione agli agenti della Peel Regional police.

Lo scorso 10 settembre a perdere la vita a causa dell’arma che fa uso dell’elettricità per paralizzare i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli, è stato il 34enne Matt DiGiovanni.

Gli agenti, chiamati per sedare una situazione problematica nell’abitazione condivisa dalla vittima con la madre, hanno usato il taser.

«Piangeva e si lamentava per il forte dolore», aveva testimoniato un vicino di casa. Trasportato in ospedale Di Giovanni è deceduto dopo qualche ora.

Verso le 3 di ieri mattina, la storia si è, per certi versi, ripetuta ancora una volta. Ancora una volta gli agenti, chiamati per riportare la calma in una casa che si trova in Runningbrook Drive, nelle vicinanze di Tomken Road e Bloor Street, hanno usato la pistola che nonostante sia stata classificata tra le armi da difesa “meno che letali” è stata inserita dall’Onu nella lista degli strumenti di tortura.

«Al loro arrivo i poliziotti sono stati informati che un uomo si trovava nel giardino di una casa della zona – ha detto l’agente Akhil Mooken – gli ufficiali hanno localizzato l’uomo con il quale hanno poi avuto un’interazione ed a quel punto è stato usato il taser».

L’uomo, secondo Monica Hudon, portavoce della Special Investigations Unit che condurrà le indagini, ha smesso di respirare, il suo cuore ha smesso di battere ed è stato dichiarato morto in ospedale.

«Gli agenti hanno provato inizialmente a comunicare, ma inutilmente, con l’uomo ed hanno anche cercato di controllare la situazione ricorrendo ad ordini verbali, hanno cercato di colpirlo con dei pugni e a usare un bastone espandibile – afferma la Hudon – alla fine sono ricorsi al taser».

Al momento le informazioni sulla vittima sono scarse: Mooken non ha confermato neppure se fosse un residente della casa. Quest’ultima morte causata dal taser ha riacceso la polemica sulla pericolosità dell’arma dal momento che può causare aritmia cardiaca anche in soggetti sani.

Gli individui con una frequenza cardiaca elevata associata all’uso di droghe e sforzi fisici prolungati sono particolarmente predisposti a soffrire di arresto cardiaco e, se non trattati immediatamente, di morte improvvisa.