Grosjean vivo per miracolo, dopo 30 secondi tra le fiamme

di Giorgio Mitolo del November 30, 2020

SAKHIR - Lewis Hamilton ha vinto anche il GP del Bahrain, a Sakhir, terzultima tappa del mondiale di Formula 1. Ma, stavolta, non è stata la 95ª vittoria del britannico a fare notizia, quanto quella di una tragedia sfiorata per un nulla. Poco dopo la partenza, infatti, e dopo una serie di 'toccate' tra le monoposto già dalle prime curve, la Haas di Romain Grosjean è uscita fuori pista - ad oltre 200kmh - dopo un contatto con l'Alpha Tauri del russo Daniil Kvyat, schiantandosi contro una barriera ed esplodendo in un palla di fuoco, dopo essersi spezzata in due tronconi.
Il 34enne pilota franco-svizzero è rimasto nella parte anteriore della scocca per ben 30 eterni secondi, riuscendo a saltare fuori dall'inferno con le sue stesse gambe. Un vero miracolo. Sia il carbonio ed il potentissimo kevlar (adoperato anche nei giubbotti antiproiettile, ndr) - tra le attuali fibre componenti dell'abitacolo di una monoposto di Formula Uno - che le sofisticate tute ignifughe di cui dispongono oggi i piloti, hanno permesso che a Grosjean venisse risparmiato il calvario di strazio e dolore a cui invece andò incontro il ferrarista Niki Lauda, col suo incidente al Nurburgring del 1976. Per Grosjean, 'solo' ustioni a mani e caviglie e sospette fratture alle costole, ma - seppur pressoché illeso - il terrore si leggeva nei suoi occhi quando è stato fatto sedere nella macchina dei commissari di gara.
Dopo la tragica morte del 25enne francese Jules Bianchi, avvenuta nel 2015, il circus è andato davvero vicino a piangere un altro dei suoi 'gladiatori' della velocità. Ma grazie ad una miscela tra fortuna e odierna tecnologia, stavolta la sua vita è stata risparmiata.
Tornando alla gara, dopo lo schianto di Grosjean, è toccato al ribaltamento del canadese Stroll, dopo l'ennesimo contatto sempre col russo Kvyat, non certo nuovo ad una guida a dir poco spericolata.
L'olandese Max Verstappen, su Red Bull, è stato il solo che ha davvero provato a contrastare 'Re Hamilton', ma si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio, poi completato dal compagno di squadra, il 24enne tailandese Alexander Albon.
Male le Ferrari, entrambe doppiate da Hamilton. Solo decimo il monegasco Charles Leclerc e 13. il tedesco Sebastian Vettel, entrambi fermatisi ai box per ben tre pit-stop.

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