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Ad Imola vince ancora Hamilton, alla Mercedes il titolo costruttori    

Ad Imola vince ancora Hamilton, alla Mercedes il titolo costruttori    

Ad Imola vince ancora Hamilton, alla Mercedes il titolo costruttori    

IMOLA – Cosa dire di un pilota che ha vinto 93 gran premi di Formula Uno e che per ben 162 volte è salito sul podio su 263 corse disputate? A questo già incredibile palmares vanno aggiunti sei titoli mondiali piloti ed il settimo che sta per arrivare.

Parliamo, ovviamente, del 35enne britannico Lewis Hamilton, che ieri – sul circuito di Imola – ha vinto la nona corsa sulle 13 disputate in questo campionato compresso dal Covid-19.

Un campione assoluto, capace di eguagliare e poi superare solo il grandissimo Michael Schumacher. E come l’asso tedesco vinse 72 GP con la Ferrari, anche il britannico ne ha vinti ora 72 con la Mercedes. E ieri, il quasi imbattibile Hamilton ha proprio condotto la Mercedes al settimo titolo costruttori consecutivo, che non sfugge più alla casa tedesca dal 2014.

Tornando alla gara, il circus tornava ad Imola dopo ben 14 anni, ma stavolta – purtroppo – senza pubblico sugli spalti, causa coronavirus.

Superato al via da Max Verstappen, Hamilton ha inseguito il compagno di squadra Valtteri Bottas e l’olandese per una ventina di giri per poi – subito dopo il pit stop di entrambi – inanellarne una decina velocissimi ed a ritmo da qualifica, abbastanza da guadagnare il margine necessario per passare in testa al pit stop. E poco importa che il brevissimo periodo di ’virtual safety car’ necessario a spostare la Renault di Ocon abbia ulteriormente facilitato la vita ad Hamilton, comunque destinato a prendere la testa della gara.

Il passaggio di consegne al vertice ha – come in altre volte occasioni – psicologicamente demolito Bottas che, in gara con un grosso pezzo di carbonio perso da una Ferrari o da una Racing Point nel convulso primo giro incastrato sotto la sua W11, ha poi subito la pressione di Verstappen. Finendo con il commettere un errore alla Rivazza, al 43esimo dei 63 giri in programma, e – più o meno inevitabilmente – il sorpasso da parte di Max un chilometro più avanti, alla Variante del Tamburello.

Non era però destino che il pilota della Red Bull riuscisse a salire sul podio con i due “All Blacks”. Al giro 51 infatti anche il pilota della Red Bull ha colpito un detrito in ingresso alla Variante Villeneuve, forando lo pneumatico anteriore destro. Safety Car in pista e gara riaperta, ma non per la vittoria.

Alla ripartenza, Hamilton ha comodamente allungato al comando, andando a vincere – come detto – il suo nono GP stagionale ed il 93esimo della carriera, mentre Bottas doveva accontentarsi di completare la quinta doppietta venti-venti delle Frecce Nere.

Sul podio sale, al terzo posto, l’italoaustraliano Daniel Ricciardo che, nel rush finale dopo la Safety Car, contiene prima l’attacco di Charles Leclerc con la Ferrari, poi quello di Daniil Kvyat che supera il ferrarista e poi “rischia” di salire sul podio, portando comunque a casa un quarto posto che ripaga il team faentino della delusione incassata con il ritiro della AT01 di Pierre Gasly dopo nove soli giri, a causa di noie tecniche alla power unit Honda. Deludente alla fine il bilancio ferrarista.

In lizza per il terzo gradino del podio per buona parte del GP, Charles Leclerc ha faticato a rimandare in temperatura gli penumatici alla ripartenza dopo la Safety Car , finendo con il dover rinunciare ad andare all’attacco della Renault numero 3, per poi subire il soprasso da parte di Kvyat, faticando infine a contenere Sergio Perez, Carlos Sainz e Lando Norris: sesto, settimo ed ottavo di una top ten chiusa dalle Alfa Romeo di Kimi Raikkonen (nono) ed Antonio Giovinazzi (decimo), per la prima volta entrambi a punti nello stesso GP.

Un risultato di squadra che permette all’Alfa Romeo di chiudere in bellezza la settimana del rinnovo della collaborazione tra la Casa del Biscione e la Sauber nonché il prolungamento dell’accordo con i due attuali piloti.

Per una volta bella ma sfortunata la prova dell’altro ferrarista Sebastian Vettel. Il tedesco ha ritardato al massimo – effettuandolo al 40esimo giro – il suo pit stop, ma un problema all’anteriore destra (per un totale di tredici secondi di sosta, ndr) lo ha privato di un piazzamento in zona punti.

Vettel ha infatti chiuso in dodicesima posizione un GP che era iniziato con un contatto, giudicato non punibile dalla direzione di gara, con Kevin Magnussen alla Tosa nel corso del primo giro.

“E’ stata una gara spossante dopo una brutta partenza, ma è un momento che mi scalda il cuore perché il team ha raggiunto l’obiettivo. Loro sono i veri eroi, spingono e innovano ogni giorno” ha detto Hamilton, dopo l’ennesimo trionfo.

“Abbiamo battuto un record che mai nessuno era riuscito a raggiungere. Tornare a vincere ogni anno, ogni weekend, ti fa capire il lavoro che fanno e come riescono a ripetere la perfezione” il commento del campione britannico, che ha tenuto a complimentarsi in prima persona con tutto il team – a fine gara – abbracciando ed applaudendo ogni singolo componente della scuderia.

Al traguardo: 1) L. Hamilton (Gbr), Mercedes; 2) V. Bottas (Fin), Mercedes 02″; 3) D. Ricciardo (Aus), Renault 05″; 5) C. Leclerc (Mon), Ferrari 06″.

Classifica generale piloti: 1) Lewis Hamilton 282, 2) Valtteri Bottas 197, 3) Max Verstappen 162, 4) Daniel Ricciardo 95, 5) Charles Leclerc 85.

Classifica generale costruttori: 1) Mercedes 479, 2) Red Bull-Honda 226, 3) Renault 135, 4) Racing Point-Mercedes 134, 5) McLaren-Renault 134, 6) Ferrari 103.