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USA tendono la mano all’Iran: “Siamo pronti a negoziare”

USA tendono la mano all’Iran: “Siamo pronti a negoziare”

WASHINGTON – Dopo l’uccisione del comandante iraniano Qassem Soleimani – avvenuta la scorsa settimana, in Iraq – gli Stati Uniti non escludono altre misure, “se necessarie”, per difendere i cittadini e gli interessi americani in Medio Oriente.

I media internazionali danno notizia di una missiva in tal senso dell’ambasciatrice americana all’Onu, Kelly Craft, inviata ieri al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Al contempo gli Usa sono “pronti a impegnarsi senza precondizioni in negoziati seri con l’Iran” per evitare un’ulteriore escalation.

Una richiesta di collaborazione definita “incredibile” dall’ambasciatore iraniano all’Onu, Majid Takht Ravanchi.

“L’Iran non si farà ingannare dal presidente americano che proporrà la sua collaborazione dopo aver imposto sanzioni senza precedenti” ha affermato l’ambasciatore all’agenzia ufficiale iraniana Irna, in quella che sembra la prima risposta ufficiale di Teheran al discorso che Trump ha tenuto mercoledì mattina, alla Casa Bianca.

Per l’ambasciatore iraniano, l’offerta di Washington sarebbe una sorta di “terrorismo economico”. Nel frattempo – dal fronte caldo mediorientale – la coalizione internazionale a guida statunitense, che combatte contro l’Isis, annunciava la sospensione delle sue attività militari in Iraq all’indomani degli attacchi iraniani contro le basi americane nel Paese.

In un tweet si legge che “la coalizione globale contro Daesh ha attualmente sospeso le attività militari in Iraq, per concentrarsi sulla protezione delle basi irachene che ospitano il personale della coalizione. Le attività sospese includono l’addestramento con i partner (sospeso già dopo l’attacco in cui era rimasto ucciso il generale Soleimani, ndr) ed il sostegno alle loro operazioni contro Daesh”.

Nel messaggio online si precisava tuttavia che “le altre attività della coalizione continueranno normalmente”.

Intanto anche Papa Francesco – rivolgendosi al corpo diplomatico presso la Santa Sede, riunito in Vaticano per i consueti auguri del nuovo anno – ha detto “sono particolarmente preoccupanti i segnali che giungono dall’intera regione, in seguito all’innalzarsi della tensione fra l’Iran e gli Stati Uniti e che rischiano anzitutto di mettere a dura prova il lento processo di ricostruzione dell’Iraq, nonché di creare le basi di un conflitto di più vasta scala che tutti vorremmo poter scongiurare” ha precisato Bergoglio.

“Rinnovo dunque il mio appello perché tutte le parti interessate evitino un innalzamento dello scontro – ha chiesto Papa Francesco – e mantengano accesa la fiamma del dialogo e dell’autocontrollo, nel pieno rispetto della legalità internazionale”.

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