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Settore ristorazione e ripresa economia: cosa succede adesso? 

Settore ristorazione e ripresa economia: cosa succede adesso? 

Settore ristorazione e ripresa economia: cosa succede adesso? 

TORONTO – Le imprese locali attendono con ansia notizie dal Premier su quando potranno ancora una volta accogliere i clienti nei loro stabilimenti. Le restrizioni temporanee imposte il 10 ottobre per una “quarantena di 28 giorni” dovrebbe scadere fra non molto.

Le misure temporanee vietano ai ristoranti, ai bar e alle palestre situati nelle zone definite “hotspot” – focolai – di Toronto, Peel Region e Ottawa, di offrire un servizio all’interno per i clienti. I funzionari della pubblica sanità hanno formulato queste raccomandazioni sulla base dell’aumento dei singoli casi di Covid-19 all’interno di tali ambienti e strutture. La regione di York è stata aggiunta alla lista una settimana dopo.

Le imprese implicate da queste restrizioni chiedono al governo di consentire loro di riprendere le operazioni nell’ambito di adeguati protocolli di sicurezza Covid-19. Il premier ha l’ultima parola, che lui sostiene dipende dalle raccomandazioni degli esperti di sanità pubblica.

Molte delle imprese stanno ancora cercando di riprendersi dalle difficoltà economiche indotte dal “lockdown” durante la prima ondata della pandemia. Se le restrizioni durassero più di 28 giorni, ciò potrebbe influire sulla loro capacità di rimanere in attività. E le conseguenze saranno spaventose.

I ristoranti, ad esempio, svolgono un ruolo importante nel settore dei servizi alimentari. Pre-pandemia, il settore della ristorazione e dei servizi alimentari ha contribuito con oltre 90 miliardi di dollari all’economia canadese. Il settore impiega oltre un milione di canadesi direttamente; indirettamente, altri 250.000 canadesi, come fornitori, distributori e consulenti.

Secondo Restaurants Canada, un’associazione nazionale senza scopo di lucro che avanza l’industria della ristorazione attraverso programmi, ricerca e risorse, ecc., fra gli impatti del virus Covid-19 ci sono già 188.000 posti di lavoro persi. Con la chiusura di un maggior numero di esercizi commerciali, tale numero potrebbe aumentare di circa 100.000 posti di lavoro. Ciò potrebbe tradursi in una perdita di ben 44,8 miliardi di dollari di vendite per l’anno fiscale – oppure circa il 50% del totale annuo.

I proprietari di ristoranti e imprese nelle regioni dell’Ontario costretti a ridimensionare i loro servizi in una “fase due modificata” si sentono ingiustamente presi di mira.

Finora, Toronto ha perso già circa 33.000 posti di lavoro nel settore della ristorazione, quasi 15.000 nella regione di Peel, altre 12.000 a Ottawa e circa 8.800 nella regione di York. I sostenitori dell’industria si chiedono se la logica delle restrizioni imposte sia valida.

Ad esempio, sulla base dei dati di modellazione rilasciati dalla Tabella Scientifica della Provincia “Covid-19 Advisory for Ontario”, i ristoranti/ bar/movida nella regione di Peel rappresentano solo il 3% di tutti i nuovi casi durante un periodo di dodici settimane concluse il 24 ottobre.

A Ottawa, solo il 2% dei contagi confermati è stato attribuito a tali stabilimenti, mentre i numeri nella regione di York e di Toronto erano rispettivamente del 10% e del 14%. Questi tassi sono più bassi rispetto ad altre fonti di focolai, come nel settore industriale (22%), nel caso della Regione Peel. I dati suggeriscono inoltre che i nuovi casi giornalieri per l’intero mese di novembre sono previsti superiori a quelli riportati durante la prima ondata.

Nel frattempo, mentre le temperature continuano a scendere, forse la preferenza dei patrocini di pranzare all’aperto durante i mesi invernali si diminuirà in proporzione. Il periodo di 28 giorni per le zone di Toronto, Ottawa e la regione di Peel scadranno entro la fine di questa settimana, il 7 novembre.

Le imprese dell’area colpite dalle misure governative non hanno ancora sentito dal Premier cosa prevede per il loro futuro.