CorrCan Media Group

Senato, uno sgarbo deliberato agli italocanadesi

Senato, uno sgarbo deliberato agli italocanadesi

Senato, uno sgarbo deliberato agli italocanadesi

dell’Onorevole Joe Volpe, Editore

TORONTO – Non sono mai stato personalmente interessato a una nomina alla Camera Alta. Non rinfaccio a nessuno di avere un’opinione diversa, infatti io e il Corriere Canadese abbiamo sostenuto altri candidati per quella posizione.

Sebbene riconosciamo al Senato un ruolo costituzionale nel processo legislativo canadese, tale ruolo è subordinato a quello della Camera dei Comuni. Secondo noi non potrebbe essere diversamente, dato che la “legittimità” in democrazia può solo discendere dalle urne elettorali.

A parte la proverbiale “misurata e attenta riflessione” che dedica alla legislazione, il Senato è stato ridotto a “mettere il timbro” su decisioni raggiunte nella Camera dei Comuni. Sì, effettua studi che occasionalmente hanno merito e rilevanza, ma non può intraprendere misure che abbiano conseguenze economiche per il popolo canadese.

Detto ciò, il primo ministro ha l’autorità di riempire il Senato con chi vuole, a patto che il prescelto provenga dalla provincia le cui file hanno bisogno di essere rinforzate – il fondamento costituzionale essendo che questi rappresenteranno gli interessi della provincia a Ottawa.

Eppure, non c’è un solo premier di Provincia o Territorio che sia disposto a cedere tale giurisdizione a ministri del governo (luogotenenti del primo ministro) o tanto meno a qualche senatore.

Il Senato, almeno sotto questa amministrazione, è diventato poco più di una “tela su cui imprimere un’immagine che riflette cos’è il Canada” – o cosa dovrebbe essere.

Il Corriere Canadese è dell’opinione che la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese sia qualcosa da apprezzare. Possiamo non essere sempre d’accordo con altri che hanno idee diverse, ma pensiamo che chi sia disposto a sottoporsi al test delle urne o a rendere pubbliche le sue posizioni dovrebbe far parte della “immagine” di cui sopra.

Canadesi le cui origini possono essere rintracciate nell’immigrazione italiana hanno fatto la nazione, contribuendo sostanzialmente alla creazione del Canada contemporaneo. Alcuni tra loro sono stati più di altri al pubblico. In quanto comunità di canadesi, fanno parte quanto gli altri del tessuto del Paese.

Antenati dalla mia città di origine si stabilirono a Toronto negli anni Ottanta dell’800, seguendo un percorso segnato da altri. I loro discendenti lavorano ancora duramente per assicurare che il Paese che amano, il Canada, continui il suo cammino verso la grandezza.

Senza nulla togliere a nessuna delle nomine del primo ministro, non mancavano candidati di prim’ordine nella comunità italocanadese che potessero con abilità completare e arricchire l’immagine del Canada.

La comunità costituisce circa il 8 per cento della popolazione dell’Ontario.

I suoi contributi contano più dei numeri.

C’è una ragione particolare per cui il primo ministro ha deliberatamente scelto di non prenderli in considerazione? Stava davvero cercando?

(Martedì 1 novembre 2016)

Scarica “Senato, uno sgarbo deliberato agli italocanadesi”

>> English Version

More in Focus