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“Né di sinistra, né di destra, ma onesto”

“Né di sinistra, né di destra, ma onesto”

TORONTO – Ha’Aratz è un quotidiano israeliano, laico, ebreo. Per diversi mesi ha mostrato un interesse particolare per un movimento popolare in crescita per sorreggere l’attuale Primo Ministro Benjamin Netanyahu (meglio conosciuto con il nomignolo di Bibi), per rendere conto non solo dei suoi programmi politici, ma anche della sua etica – o la mancanza di essa.
Un titolo comparso il dieci dicembre scorso è quasi auto esplicativo: Decine di migliaia di israeliani protestano contro Netanyahu nella Seconda Marcia della Vergogna. In un paese dove la prima domanda è sempre sulla “motivazione”? o “cui bono”? una tale manifestazione pubblica di malcontento è destinata a far alzare le sopracciglia anche ai più cinici e scettici.
La politica di Israele non è per i deboli di cuore. 
Quella italiana, rude e aggressiva, a confronto, impallidisce. 
E la banale politica canadese assume l’aura di un’organizzazione tipo quella dei Boyscout quando viene paragonata all’accanito teatro politico israeliano. 
Una certa cultura della corruzione e dell’abuso di ufficio sembra evidenziarsi in tutti gli aspetti della classe politica. 
Immaginabile, uno indovinerebbe, in un ambiente dove gli appalti governativi per le spese militari ricoprono il 22% del bilancio annuale. L’esercito, in qualsiasi paese, si è raramente distinto “per aver gestito con giudizio” i fondi pubblici.
Tentazioni simili si nascondono intorno alle politiche del governo riguardo “gli Insediamenti”, probabilmente il più grande progetto di costruzione nel Medio Oriente, le stravaganze degli sceicchi straricchi a parte. 
In questo ambiente. i “regali” tendono a diventare “tariffe di accesso”.
Comunque, quasi tutto può (ed è) giustificato con il problema della “sicurezza”, o di qualche “minaccia esterna”. 
Imputazioni o accuse di cattiva condotta e veri e propri abusi prendono quasi sempre una sfumatura di parte. Ma i cittadini cosa devono fare? 
Non e’ che in Israele mancassero di leader onesti e orientati al servizio pubblico. 
Scendono in piazza, vanno nei tribunali  o provano a cambiare la classe politica (gli italiani possono insegnar loro un paio di cose circa la pazienza che occorre per questo).
A volte funziona. L’ex presidente Moshe Katsav è stato processato e condannato per stupro e violenze sessuali durante il suo mandato. 
È stato rilasciato nel 2016, dopo cinque anni di prigione. Quando, pero’, un “mascalzone” è continuamente “avvolto in una bandiera” è un po’ più difficile agire.
La moglie di Bibi è stata condannata per abuso e corruzione. In appello, i tribunali supremi hanno confermato la condanna. 
Gli investigatori hanno rivolto la loro attenzione direttamente su Netanyahu per due scandali per corruzione di alto profilo. Bibi ha risposto con una serie d leggi atte a “prevenire la polizia dal pubblicizzare raccomandazioni su incriminazioni”, secondo Ha’aratz.
Una di quelle dichiarazioni sembra riguardare la negoziazione di un accordo con il proprietario di un giornale per una copertura più a favore. 
L’ambiente è così esacerbato che anche gli ultimi violenti scontri a Gaza sono  attribuiti dai nemici di Bibi alle sue macchinazioni per “accendere il campo” e spostare l’attenzione dagli scandali sulla corruzione che minacciano la fine della sua carriera.
È piuttosto un’affermazione, questa, per suggerire che Trump vorrebbe prendere la decisione di spostare l’Ambasciata Americana a Gerusalemme, sapendo che i palestinesi si sarebbero infuriati, forzando gli Israeliani a tornare indietro ad un Re David dei giorni odierni. 
Donald e Bibi sono amici. 
Così come lo sono i Kushners e Netanyahu. Kushner figlio è il genero di Trump.
 
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