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Maria Rizzo e Tcdsb contro il Columbus Centre

Maria Rizzo e Tcdsb contro il Columbus Centre

TORONTO –  Il Toronto Catholic District School Board (TCDSB)  si vanta di gestire 168 scuole elementari e 31 superiori. È una grande responsabilità. I bambini e gli adolescenti che loro stanno formando saranno i cittadini di domani. Fanno parte delle nostre famiglie e del nostro vicinato.
Uno dei valori fondamentali dell’ente predecessore del TCDSB, il MSSB, era rappresentato dal fatto che la Chiesa, la famiglia e la scuola doveva essere un tutt’uno per istruire ed educare generazioni di cittadini cattolici. Quella “trilogia” mirava ad inculcare nei cuori e nelle menti, di una cittadinanza che sarebbe stata accogliente e rispettosa, gli scopi, gli strumenti e l’etica (responsabilità e trasparenza).
Che sia ben chiaro, il MSSB, come il TCDSB non è immune dal pragmatismo e dal “mondo che corre”. Era, continua ad essere, un’impresa commerciale significativa: un bilancio di oltre un miliardo di dollari con diecimila impiegati, incluso il personale accademico e non.
C’è d’aspettarsi anche che vengano prese delle decisioni discutibili. La costruzione della trenduesima scuola superiore –  una nuova Dante Alighieri Academy, a meno di cinquanta metri dal sito del “vecchio” edificio, nell’ambito di un declino delle iscrizioni – è una di queste decisioni. La logica è una sfida per le menti più umili.
Il TCDSB sta per acquistare il Columbus Centre (CC) per adempiere a tale scopo. E si giustifica dicendo di voler creare un “centro comunitario”, una moderna “trilogia” come la precedente. Ma per arrivare a ciò demoliranno e distruggeranno uno dei pilastri di questa “hub – triologia”.
Come? Il dipartimento per la pianificazione urbanistica, affinché la scuola possa essere costruita,  richiede la realizzazione di una strada. Questa dovrebbe attraversare direttamente il sito del Columbus Centre. Ma la neo eletta vice presidente del TCDSB, Maria Rizzo, ha dichiarato pubblicamente che il TCDSB non vuole la strada e acquista il CC per preservarlo dalla palla demolitrice.
I distruttori sono pronti. La strada provvederà loro un’opportunità per sviluppare la metà orientale del sito con tre palazzi condominiali (come evidenzia la cartina pubblicata). Inoltre, per dirla tutta, permetterà la costruzione di almeno altre 511 unità abitative in prossimità dell’angolo sud est, al civico 3000 di Dufferin Street.
Si può immaginare che i distruttori-edili  “incoraggino” la Rizzo a procedere. Hanno molto da guadagnare.
In una lettera aperta, pubblicata su questa pagina, la vice presidente Rizzo sostiene che il deputato provinciale della zona e i suoi colleghi federali possono fermare tutto dichiarando il sito “di interesse pubblico (provinciale).” Una classica tattica per “incolpare gli altri delle proprie azioni”.
Almeno si dichiari l’applicabilità delle Regolamentazioni sull’ “interesse provinciale” in questo caso. Non ne esiste nessuna.
Né qualcuno si è posto il problema se il progetto supererà le prove di controllo, come Tony Fusco, fondatore ed ex membro del direttivo di Villa Charities, ha affermato nella sua lettera dell’undici dicembre scorso, alla VCI.
L’unica motivazione è che  si guadagnerebbe un sacco di soldi, circa un miliardo e mezzo di dollari e piu’ per l’imprenditore. Ma il guadagnare non è parte della dichiarazione di intenti o del mandato del TCDSB.
Se la Trustee Rizzo e cosi dedicata a salvare il Columbus Centre, perché non abbandona semplicemente il progetto?
 
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